LUTERO

«Quando trionferemo sulla Messa, io penso che trionferemo sull’intero papato. Infatti, sulla Messa come su una roccia è costruito l’intero papato con i suoi monasteri, i suoi vescovati, i suoi collegi, i suoi altari, i suoi ministri, le sue dottrine, e poggia su di essa con tutto il suo ventre. E tutte queste cose devono crollare con la sacrilega e abominevole Messa» (Lutero).

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GIUDA

Rino Cammilleri non ha bisogno di presentazione.
Nel suo ultimo libro, egli racconta la vita di Nostro Signore Gesù Cristo da un angolo piuttosto inconsueto: gli occhi di Giuda Iscariota. Una cronaca, strettamente fedele al Vangelo, piena di dramma e di sensibilità umana e religiosa, che ci porta fino al suicidio del traditore e la glorificazione del Figlio di Dio.
Abbiamo il piacere di invitarla alla presentazione del libro

“Il mio nome è Giuda”

che si terrà mercoledì 7 febbraio p.v. alle ore 21,00
nella propria sede in via Lentasio, n. 9 – Milano
(Centro, M3 Missori, a 50m dalla Basilica di S. Nazaro)

Interverrà l’autore

Come di consueto un momento conviviale seguirà la conferenza.
È gradita una conferma telefonica al numero 348.3812471 oppure una conferma scritta alla seguente e-mail: info@atfp.it

ISAIAH

Da NotizieProVita (14 dicembre 2017): «Il piccolo Isaiah Haastrup è un bambino di soli otto mesi con una grave paralisi cerebrale, che attualmente non è in grado di respirare autonomamente. È ricoverato al King’s College Hospital, in Gran Bretagna. La sua condizione è dovuta, come risulta da una indagine interna, a problemi medici avvenuti durante il parto che ha messo in pericolo anche la vita di sua madre. Ora i medici ritengono che per Isaiah non resti altro da fare che interrompere la respirazione artificiale, e morire. I genitori non sono d’accordo». Dopo Charlie e Alfie. E sono tre. Sempre in Gran Bretagna.

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CHIESE

«La chiesa di San Paolino dei Giardinieri, nel cuore della vecchia Palermo, a due passi dalla Cattedrale, è stata la prima chiesa d’Italia trasformata in moschea, nel 1990. Solo in Frisia, nel nord dell’Olanda, circa 250 delle 720 chiese hanno chiuso i battenti e sono diventate appartamenti, uffici, ristoranti o, in una manciata di casi, moschee» (da La Stampa, ripresa dall’Anteprima di Giorgio Dell’Arti).

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PALMARO

Un’associazione con uno scopo preciso – L’Associazione San Giuseppe è stata costituita il 23 marzo 2014, pochi giorni dopo il 9 marzo, data della nascita al Cielo dell’amico Mario Palmaro, e ha come scopo di provvedere al sostentamento economico con un vitalizio mensile alla famiglia dell’amico Mario. L’Associazione è composta da tre amici di Mario: Alessandro Gnocchi, Fabio Trevisan, Giovanni Zenone. Sono Sostenitori tutti i donatori e ricevono la newsletter con le informazioni dell’andamento dell’attività.

Fino ad ora siamo riusciti a garantire alla numerosa famiglia di Mario il un mensile che sostituisse da un punto di vista economico la mancanza del padre.

Bilancio dopo quasi quattro anni – Dopo quasi quattro anni possiamo dire che la Provvidenza ha operato attraverso i molti generosi donatori, e abbiamo potuto dare un mensile dignitoso perché la famiglia Palmaro potesse vivere, pagare le bollette, la scuola, le spese ordinarie. Ora le donazioni, forse per il tempo trascorso, hanno subito una flessione. Noi chiediamo – senza girarci intorno – di diffondere la conoscenza della nostra Associazione perché le moltissime persone che hanno conosciuto e apprezzato Mario aiutino i suoi quattro figli almeno fino alla conclusione dell’iter di studi.

Un sito per libri e donazioni – Per questo motivo abbiamo anche fatto un sito, www.sangiuseppeassociazione.ecwid.com che offre la possibilità di acquistare libri con due euro in più per lo scopo caritativo dell’associazione.

Le donazioni per questo scopo statutario vanno fatte attraverso questi tre canali:

Con bonifico bancario sul conto corrente bancario della BCC Valpolicella Benaco IBAN IT33V0831511701000010010691 intestato a Associazione San Giuseppe con causale “Per famiglia Palmaro”

Con carta di credito o Paypal andando alla pagina

http://sangiuseppeassociazione.blogspot.it/2014/04/sosteniamo-la-famiglia-palmaro.html o sul conto paypal sangiuseppeassociazione@gmail.com. Per le donazioni continuative vi chiediamo la carità di farle con bonifico e non con carta di credito perché le commissioni bancarie sulla carta di credito sono molto elevate.

Con una donazione a mano consegnando il frutto della vostra generosità presso Fede & Cultura/Librerl’isola del Tesoro via Marconi 60A 37122 VERONA.

Per contattare l’Associazione San Giuseppe scrivi alla mail sangiuseppeassociazione@gmail.com oppure: telefona a Fede & Cultura allo 045-941851.

C/Cn.1013008808
Intestato a Fede e cultura associazione.
Causale :Per famiglia Palmaro.

Per chi ha fatto già donazioni – I generosi amici che già hanno fatto una o più donazioni riceveranno notizie dell’andamento di quest’opera via mail. Chi avesse fatto la donazione tramite bonifico o conto corrente postale non riceverà una mail fino al momento nel quale non ce la comunicherà appositamente o non si iscriverà alla nostra newsletter alla pagina

http://c3g9b.s51.it/frontend/forms/Form6.aspx?idList=2

o mandandoci una comunicazione alla mail sangiuseppeassociazione@gmail.com.

Dio vi ricompensi per la generosità compiuta nel segreto!

www.sangiuseppeassociazione.blogspot.it

https://sangiuseppeassociazione.ecwid.com

ALFIE

«Alfie» è un celebre film del 1966 con Michael Caine, con una altrettanto celebre colonna sonora di Burt Bacharach cantata da Dionne Warwick. Ma era una commedia. Quella di oggi è una tragedia. Scrive il vaticanista Marco Tosatti: «Un altro Charlie Gard. Sempre in Gran Bretagna, sempre in un ospedale, sempre dei medici che vogliono terminare un bambino di diciotto mesi, e i genitori che lottano per tenerlo in vita, e per portarlo altrove. Alfie Evans è in coma, affetto da una patologia misteriosa, che i medici non sono riusciti a decifrare. È ricoverato all’Alder Hey Children Hospital di Liverpool, i cui medici hanno chiesto all’Alta Corte britannica l’autorizzazione a lasciarlo morire. I suoi genitori, Katie e Thomas, si oppongono. Un anno fa, nel dicembre 2016, Alfie è entrato in coma; i medici non sono riusciti a stabilire quale sia la sua malattia. I genitori stanno cercando ovunque ospedali in grado di fare una diagnosi, ma è una lotta contro il tempo, perché per i sanitari dell’Alder Hey non ci sono più speranze».

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