COMUNIONE

Domenica. Al momento della comunione, poiché tutti, dico tutti, i presenti si incolonnano su tre file. Scelgo come al solito, io che sono furbo, quella di mezzo. Compatitemi: sono nato prima del Concilio e preferisco ricevere l’ostia dalle mani del prete, il quale si piazza sempre tra i due «ministri straordinari dell’eucarestia», necessari dato l’abbordaggio di massa. Quando arrivo in fondo, sorpresa: c’è una vecchietta tutta contenta del fatto che le donne abbiano conquistato un ruolo nella liturgia. Alta uno e venti, non l’avevo vista, coperta com’era da chi mi precedeva in fila. Il prete non c’è proprio. E’ stato più furbo di me.

GHAZALI

«Io non ho mai visto una sessione di dibattito che sia finita con la conversione di una sola persona all’islam. Le conversioni sono sempre avvenute per altre cause, soprattutto per la lotta con la spada. Non abbiamo ereditato dai nostri antenati il costume del diffondere l’islam con le discussioni». Muhammad al-Ghazali (1058-1111).

ALIENS

Un amico mi ha segnalato un serissimo articolo comparso nell’aprile 2016 sulla rivista scientifica «Monthly Notices of the Royal Astronomical Society». In esso David Kipping e Alex Teachey, astronomi della Columbia University di New York, spiegano come si possa, tramite opportuno laser, rendere la Terra invisibile a civiltà aliene potenzialmente ostili. Con lo stesso sistema, tuttavia, si potrebbe fare il contrario: segnalarsi ad alieni amichevoli e comunicare con loro. Rimane aperto il problema di come distinguere gli uni dagli altri. In attesa di decidere che cosa noi terrestri (ahimè, orfani di Margherita Hack che sugli alieni era un’autorità indiscussa) vogliamo fare da grandi, aspettiamo l’ennesima giravolta di Hollywood, che fa con gli alieni quel che faceva con gli indiani: prima cattivi, poi buoni, poi di nuovo cattivi, poi mezzi e mezzi…

SMOBILITAZIONE

Sarà un’impressione mia, ma pare si avverta in giro come un’aria di smobilitazione, tipo «la guerra è finita e abbiamo perso», perciò tutti a casa perché la pietra tombale è calata, ci hanno messo i sigilli sopra e pure le guardie davanti, non sia mai che dalla catacomba abbia a uscire qualcuno. Così, senza più alcuna illusione, aspettiamo smarriti l’alba della domenica. Prima o poi sentiremo risuonare un rianimante «buon giorno!». Prima o poi.