EMOTIVITA’

Se in un film ci mostrano un condannato a morte, con tutti i momenti dell’attesa e poi la fine che fa sulla sedia elettrica, la cosa ci farebbe orrore e saremmo contro la pena capitale. Ma se la stessa storia venisse presentata, prima, con tutte le sequenze e i dettagli della terribile carneficina che il cattivo ha provocato, mostrando solo nel finale la sentenza, allora plaudiremmo a quest’ultima. Si chiama emotività.

CINA

«…la Cina è sempre più impegnata a conquistare posizioni strategiche nel Pacifico, un’area dove vastissime proporzioni di oceano sono nelle mani di repubbliche minuscole (…). Così chiude il principale rubinetto di valuta estera per Paesi altrimenti costretti a sopravvivere vendendo pesce e noci di cocco (…). A Kiribati, pochi mesi fa, l’arrivo dell’ambasciatore cinese è stato salutato con una cerimonia (…): il diplomatico ha camminato sui corpi di decine di persone prostrate a terra in segno di sottomissione fino all’ingresso in ambasciata» (Roberto Fabbri, «Il Giornale» 21.10.20).

TRIADE

La triade giacobina Liberté-Egalité-Fraternité si è realizzata a livello globale sotto i vostri occhi: alla Liberté provvede il liberalismo occidentale, all’Egalité il comunismo orientale e alla Fraternité pensa la Chiesa cattolica universale.

«Chi vuole può sostenere gli Antidoti cliccando sul bottone PayPal a destra nel sito o utilizzando questo link: www.paypal.me/rinocammilleri»
(a volte mi chiedo che ce lo metto a fare…)

LOCKDOWN

Io sono per il lockdown totale, col mitra spianato, perché il problema non è tanto il covid quanto l’abbondanza di geni in circolazione. Mettete il naso fuori in una grande città e vedrete. Vi capiterà di dovervi scostare perché c’è chi fa jogging nelle vie più trafficate di auto. E senza mascherina, così che il pm10 entri indisturbato nei polmoni. Poi dovrete scostarvi per i clochard, tutti rigorosamente a naso-e-bocca liberi. Poi per i nomadi, poi… Be’, metteteci voi il resto.

VINO2

L’Antidoto precedente, come sapete, riguardava il Vaticano come primo consumatore al mondo di vino. In diversi mi avete scritto che ciò è dovuto al fatto che, essendo abitato da preti, vi si dice messa più che altrove. Il punto, però, è un altro. In Vaticano (pochissimi abitanti) non tutti sono preti: ci sono le guardie svizzere, i gendarmi, gli impiegati etc. E i preti non possono dire più di tre messe al giorno; una se non sono parroci (e quante parrocchie ci sono in Vaticano?). Per la messa basta una minima quantità di vino, quasi simbolica. La seconda classificata è la Francia, con decine milioni di abitanti che col vino pasteggiano almeno due volte al giorno (maghrebini compresi, dal momento che il Nordafrica, pur musulmano, è produttore di vino). Facciamo un bicchiere a pasto? Per la messa, pochissimo, anche per l’alta gradazione del Vin Santo. Permane dunque il mistero.

VINO

«Il Vaticano è il Paese più grande consumatore di vino al mondo, con 73,8 litri all’anno pro capite (la Francia consuma 50,7 litri procapite e l’Italia 48,2 litri pro capite)» (Liana Marabini, Lnbq, 12.10.20). ‘azz!

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