STREETFOOD

C’è una correlazione tra l’abolizione della famiglia e il dilagare del c.d. street food. Un tempo mangiare per strada era roba da barboni, era il desco familiare il luogo del nutrimento. Ma, certo, vuoi mettere la funzionalità allo shopping? E’ il futuro neanche tanto remoto: tutti individui sradicati e dediti all’acquisto compulsivo. E poi ci si chiede da dove vengano i mezzi (ingenti) dei demolitori sistematici della famiglia…

FRUSTRAZIONE

Sempre più spesso nei supermercati mi imbatto in cassieri o cassiere dall’aria sfavata (gergo universitario), che ti chiedono se vuoi il sacchetto e poi te lo sbattono lì, su quel che hai comprato, e si mettono a servire (meglio: smistare) il prossimo cliente mentre tu ti arrabatti a soffiare e leccarti le dita per spiccicare il sacchetto in questione (n.b.: nei film americani è l’impiegato a mettere la roba nel sacchetto man mano che la registra). Eh, li capisco: magari questo mestiere non era in cima alle loro aspirazioni e il posto di ministro degli esteri è già occupato.

EDUCATION

Venerdì su Sat2000 vedo un film, “An education”, ambientato a Londra nel –pare- 1960. Lei è una liceale sedicenne ammaliata da un ultratrentenne. Lei chiarisce che non intende perdere la verginità prima dei diciassette anni (chissà perché). Lui dice che non c’è problema, però vuole almeno vederla nuda. Lei lo accontenta. Il compleanno è di lì a poco e i due consumano. Non si vedono scene esplicite, comunque ogni tanto un avviso sconsiglia la visione ai bambini non accompagnati. La frase più bella dopo la copula: tutta la letteratura, le canzoni eccetera sull’amore solo per questo?