CUTUGNO

Visto uno spezzone del tour di Jovanotti sulle spiagge. Duetto con Toto Cutugno. Alle ultime parole dell’ultima strofa («sono un italiano») Jovanotti stoppa e conclude lui: «Sono un cittadino del mondo». Eh, il povero Cutugno la sua canzone sovranista l’aveva fatta al tempo del socialismo craxiano tricolore, mica poteva prevedere…

FARINOTTI

«Esistono codici inderogabili. I migranti sono sempre migliori di noi. E altri ingredienti politico-sociali imprescindibili per i produttori che altrimenti non sganciano». Così, Pino Farinotti, critico cinematografico, intervistato da Stefano Giani («Il Giornale, 19.8.19), il quale replica: «E i registi non lavorano». Farinotti: «In una parola, manca la libertà».

TRAME

Spesso nei thriller che passano al cinema e poi in tivù ci sono personaggi a cui riemerge il ricordo di un padre abusatore. Il trauma infantile, infatti, è un ottimo plot su cui sviluppare una trama. Ormai, data la pletora di film, fiction, serie, telefilm e telenovelas, è una forsennata catena di montaggio planetaria che quasi non sa più dove prendere nuove idee. Ma mi chiedo: una ragazzina o un ragazzino che vedono sullo schermo trame con padri almeno sospettati di abusi, come guarderanno i loro, di padri? Non è un subdolo attacco alla famiglia anche questo? Anche se inconsapevole.

POSTE

C’è la crisi della carta stampata, i giornali sono a picco, la previdenza dei giornalisti non sa più come pagare le pensioni. Ebbene, le Poste Italiane che fanno? Per risparmiare sui postini portano la posta a domicilio non più ogni giorno ma ogni due. Così, gli abbonati ai quotidiani disdicono, perché nessuno vuole, ovvio, il quotidiano del giorno prima. Sistema Italia. Geniale.

CARCERE

Leggo che l’infermiera arrestata nel 2004 per avere ucciso almeno cinque pazienti (per la Procura molti di più) e condannata in Cassazione con sentenza definitiva a 20 anni «da pochi mesi è libera» (Felice Manti, «Il Giornale» 6.8.19). E «da molti anni, almeno cinque», lavora in permesso con una cooperativa di servizi. Eh, chi muore giace e chi vive si dà pace.

PAINTITBLACK

«Nel 2009 la Banca Mondiale, una delle agenzie dell’Onu, ha finanziato con 200mila dollari un progetto sperimentale per evitare o almeno rallentare la scomparsa dei ghiacciai a causa del global warming: dipingere le montagne di bianco, colore che riflette le radiazioni solari. Con quel finanziamento sei persone hanno dipinto 70 ettari del Chalon Hat, una montagna delle Ande peruviane alta 4.700 metri: a mano, senza macchinari, applicando una vernice ecologicamente compatibile fatta di calce, acqua e bianco d’uovo per rispetto verso Apu, lo spirito tutelare che vive nelle montagne» (Anno Bono, La Nuova Bussola Quotidiana, 2.7.19). Risultati dell’esperimento? Boh. Forse dovevano dipingere tutti gli altri ettari…

GIROMENTALE

Ennesimo africano pluripregiudicato trattato con clemenza dai tribunali: poverino, è richiedente asilo (come se i reati non fossero giusta causa per negarglielo). Carola, assolta (e poi premiata) perché “umanitaria”. Formigoni, galera senza se senza ma. Sono solo esempi. Alcuni. Perciò, non è una contraddizione, ma esito di un preciso giro mentale. E quando il giro mentale è preciso e reiterato si chiama ideologia.