TRAME

Spesso nei thriller che passano al cinema e poi in tivù ci sono personaggi a cui riemerge il ricordo di un padre abusatore. Il trauma infantile, infatti, è un ottimo plot su cui sviluppare una trama. Ormai, data la pletora di film, fiction, serie, telefilm e telenovelas, è una forsennata catena di montaggio planetaria che quasi non sa più dove prendere nuove idee. Ma mi chiedo: una ragazzina o un ragazzino che vedono sullo schermo trame con padri almeno sospettati di abusi, come guarderanno i loro, di padri? Non è un subdolo attacco alla famiglia anche questo? Anche se inconsapevole.

POSTE

C’è la crisi della carta stampata, i giornali sono a picco, la previdenza dei giornalisti non sa più come pagare le pensioni. Ebbene, le Poste Italiane che fanno? Per risparmiare sui postini portano la posta a domicilio non più ogni giorno ma ogni due. Così, gli abbonati ai quotidiani disdicono, perché nessuno vuole, ovvio, il quotidiano del giorno prima. Sistema Italia. Geniale.

CARCERE

Leggo che l’infermiera arrestata nel 2004 per avere ucciso almeno cinque pazienti (per la Procura molti di più) e condannata in Cassazione con sentenza definitiva a 20 anni «da pochi mesi è libera» (Felice Manti, «Il Giornale» 6.8.19). E «da molti anni, almeno cinque», lavora in permesso con una cooperativa di servizi. Eh, chi muore giace e chi vive si dà pace.

PAINTITBLACK

«Nel 2009 la Banca Mondiale, una delle agenzie dell’Onu, ha finanziato con 200mila dollari un progetto sperimentale per evitare o almeno rallentare la scomparsa dei ghiacciai a causa del global warming: dipingere le montagne di bianco, colore che riflette le radiazioni solari. Con quel finanziamento sei persone hanno dipinto 70 ettari del Chalon Hat, una montagna delle Ande peruviane alta 4.700 metri: a mano, senza macchinari, applicando una vernice ecologicamente compatibile fatta di calce, acqua e bianco d’uovo per rispetto verso Apu, lo spirito tutelare che vive nelle montagne» (Anno Bono, La Nuova Bussola Quotidiana, 2.7.19). Risultati dell’esperimento? Boh. Forse dovevano dipingere tutti gli altri ettari…

GIROMENTALE

Ennesimo africano pluripregiudicato trattato con clemenza dai tribunali: poverino, è richiedente asilo (come se i reati non fossero giusta causa per negarglielo). Carola, assolta (e poi premiata) perché “umanitaria”. Formigoni, galera senza se senza ma. Sono solo esempi. Alcuni. Perciò, non è una contraddizione, ma esito di un preciso giro mentale. E quando il giro mentale è preciso e reiterato si chiama ideologia.

FOLLOWERS

«-14mila followers dopo che abbiamo mostrato il nostro “pride”. Grazie». Tradotta dall’inglese suona suppergiù così la scritta sulla foto della Diesel. Con questo post su Instagram la ditta di abbigliamento praticamente dice «grazie di esservene andati» a quelli che non hanno apprezzato la sua posizione pro-Lgbt a livello mondiale. Avrà fatto i suoi conti…

TEOLOGIA

«Risulta evidente, infatti, contrariamente alle parole d’ordine che, ancora oggi, si fanno circolare anche nel mondo cattolico sul conto della teologia della liberazione, che: non si trattava di un fenomeno religioso spontaneo, perché, se così fosse stato, sarebbe stato diverso da paese a paese ed avrebbe assunto caratteristiche diverse le une dalle altre a seconda delle situazioni politiche, economiche e sociali locali; non nasceva da esigenze religiose e spirituali della cosiddetta base, in quanto la diffusione contemporanea, simultanea ed “a comando” di certi slogan e di certi leit-motiv univoci presupponeva, viceversa, una rete capillare di operatori pastorali, di attivisti, di organizzazioni e di mezzi finanziari di notevole entità; non attecchì, esclusivamente in zone agricole e tra le popolazioni indie o sottosviluppate, ma viceversa con più virulenza nelle periferie dei grossi centri urbani, tra il proletariato più sindacalizzato e politicizzato» (Riccardo Pedrizzi, Formiche.net , 14.7.19).

OSTILITA’

“Un’ostilità certo diffusa anche in Italia un po’ per ragioni ideologiche e un po’ perchè la politica dei “porti chiusi” del ministro Matteo Salvini funziona così bene che il business delle coop e Caritas sta andando a rotoli dopo anni di vacche grasse garantite dai governi di centro-sinistra” (Gianandrea Gaiani, LaNuovaBussolaQuotidiana, 14.7.19).