L’Inquisitore
Pisa, XIII secolo. L’inquisitore Corrado da Tours viene inviato segretamente dal papa in quella città ghibellina per risolvere un misterioso omicidio rituale. C’entra un fantomatico «papa cataro»? O un saraceno ambiguo? O il mago di corte di Federico II, Michele Scoto? In questo romanzo, che fu scritto nel 1987 per dare una risposta kattolica a Il nome della rosa, molto prima di Dan Brown si utilizza la leggenda di Maria Maddalena e dei Merovingi. Cos’è il Graal? Chi ha ucciso la più bella donna di Pisa? Cosa c’entra il conte Ugolino? Un’avventura mozzafiato e storicamente documentatissima che è stata tradotta in quattro lingue ed ha avuto finora quattro diverse edizioni italiane. Sono in corso trattative per farne un film.
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Ho letto il suo libro circa un anno fa e l’ho trovato molto interessante ed avvincente.
Penso che i tedeschi le abbiano copiato l’idea. In questa estate 2010 ogni martedì va in onda su Rai2 il telefilm: “Lasko” (un giovane monaco che combatte a colpi di kung fu).
Se ci fosse stato il suo contributo alla realizzazione dello sceneggiato avremmo avuto un buon prodotto. Invece è condito delle solite frasi fatte: superstizione, medioevo…
E’ evidente la strizzatina d’occhio ai protestanti.
Dai tedeschi cosa si può pretendere?
Quel libro fu tradotto in tedesco, “In der Shatten den Camposanto” mi pare. I tedeschi lo conoscono da vent’anni.