L’edonismo è una filosofia che poggia su alcuni irrinunciabili presupposti: 

a) salute fisica e mentale, 
b) giovane età, 
c) bellezza e prestanza fisiche, 
d) soldi, 
e) simpatia e socievolezza. 

Naturalmente, poiché lo scopo della vita, in tale filosofia, è essere il più felici possibile qui e subito, la tutela della privacy è irrinunciabile. Voglio fare quel che mi pare (nel rispetto delle leggi); dunque, fatevi i fatti vostri e non impicciatevi. Nelle grandi città specialmente, il «diritto» è più facilmente rispettato. 

Più a Nord vai e meglio è. Il guaio è che il diritto te lo rispettano anche contro la tua presumibile volontà. Per esempio, i vicini si impicceranno dei fatti tuoi solo quando la puzza del tuo cadavere, esalante da sotto la porta, darà fastidio a loro. 

Solo in quel caso chiameranno la polizia. La quale chiamerà i pompieri. I quali, sfondato l’uscio, chiameranno la disinfestazione. Purchè ciò non accada nel week end, sennò bisogna aspettare il lunedì. Così, pari pari, è accaduto al romano Mario Gambetta, ottantaduenne e morto da mesi. Sì, avete letto bene: da mesi. 

Trovato sabato sera, lo si è potuto rimuovere solo il lunedì 21 luglio ultimo scorso. Non è colpa di nessuno, è inutile fare i moralisti. 

L’edonismo genera anche la mistica dei «diritti», tra cui quello, tutto burocratico, al week end. Ora, l’edonismo è oggi di massa, ma non per colpa della massa, sia chiaro: le filosofie non nascono nei cervelli per generazione spontanea; qualcuno ce le mette. 

Ed è dal Sessantotto in poi che si lavora scientificamente (eh, la televisione entra in tutte le case) in tal senso. Dell’edonismo fa parte, ci si faccia caso, l’amore sempre più viscerale per i cani da compagnia, il cui abbandono è giustamente e severamente sanzionato. 

Ma il Gambetta era un uomo. Di più: era un invalido di guerra. Ripeto: di guerra. La Patria ringrazia.