Archiviati per December, 2003

Donne

Dopo aver letto uno dei miei Antidoti sul tema, Franco Battaglia, lodevole scienziato antiecologista, mi ha inviato alcuni approfondimenti che immediatamente giro. 

Ecco qua: Sophie Germain, una delle più brillanti matematiche francesi, fu costretta ad assumere furtivamente l’identità di monsieur Le Blanc per poter essere ammessa all’Ecole Polytechnique di Parigi (fondata nel 1794); Emmy Noether, «il più importante genio creativo della matematica sino ad oggi prodotto da quando l’istruzione superiore è aperta alle donne» (parole di Albert Einstein), rischiava di non conseguire la libera docenza a Gottingen con la seguente motivazione, espressa dalla maggioranza della facoltà: «Cosa penseranno i nostri soldati quando scopriranno di dover imparare da una donna?». 

Fu il grande matematico Hilbert, estimatore della Noether, a far osservare che, dopo tutto, il senato accademico non era un bagno pubblico. Hardy, il più noto matematico inglese moderno, alla richiesta se la Noether fosse davvero il più grande matematico-donna vivente, rispose: «Emmy è un grande matematico, ma che sia donna non posso giurarlo»; Marie Curie, in quanto donna, non poteva essere professore alla Sorbona, ma le si concesse di dirigere il laboratorio del marito: solo dopo la morte di lui le diedero la cattedra. Tuttavia, in quanto donna, le fu negata l’ammissione all’Académie de France

Tutto questo accadeva non nel “buio” Medioevo (là, infatti, non sarebbe accaduto) ma ben dopo l’Illuminismo e nei secoli del “progresso”. Anzi, va detto che, all’indomani della Rivoluzione francese, alla grande festa dell’«Essere Supremo», presente Robespierre e tutto lo stato maggiore giacobino, le donne dovettero assistere in un settore separato: era la prima volta che una cosa del genere accadeva.

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Antisemitismo

Ricevo via e-mail alcune considerazioni da B. M. Bruti e le rilancio. E’ noto che il razzismo molto deve alle teorie darwiniste ottocentesche, delle quali era tributario anche il materialismo storico marxista. 

Quest’ultimo si staccava dal socialismo utopico coevo, cui dava del «romantico» pretendendosi «scientifico». Tutte queste parentele si saldavano, a valle, nell’antisemitismo, le cui radici stavano in quel secolo (ma nulla aveva da spartire con l’antigiudaismo religioso di quelli precedenti). Infatti, il teorico del socialismo Alphonse de Tousnel (1803-1885), discepolo del famoso Charles Fourier, scrisse due opere significative:Gli ebrei, re dell’epoca e Storia dell’aristocrazia feudale dei finanzieri

In esse si stigmatizzava la presunta oppressione esercitata sul mondo dal denaro ebraico. Per il più famoso Pierre Josephe Proudhon (1809-1865), secondo il quale «la proprietà è un furto», gli ebrei erano stati gli inventori del capitalismo ed erano pertanto nemici del genere umano: «Si deve rimandare questa razza in Asia o sterminarla». Il famosissimo Karl Marx (1818-1883), pur essendo ebreo, scrisse un La questione ebraica, nel quale affermava: «Il denaro è il geloso dio d’Israele, di fronte al quale nessun altro dio può esistere». 

Nel 1856 pubblicò sul «New York Tribune» un articolo intitolato «Il prestito russo»; in esso c’erano frasi del tipo: «Sappiamo che dietro ogni tiranno c’è un ebreo»; «L’utilità delle guerre promosse dai capitalisti cesserebbe se non fosse per gli ebrei che rubano i tesori dell’umanità»; «Gli usurai contemporanei che stanno dietro i tiranni e le tirannie per la maggioranza sono ebrei. 

Il fatto che gli ebrei siano diventati tanto forti da mettere in pericolo la vita del mondo ci induce a svelare la loro organizzazione, i loro scopi, affinché il loro lezzo possa risvegliare i lavoratori del mondo a combatterli e ad eliminare un simile cancro». Hitler fondò un partito di «socialismo nazionale» o nazionalsocialismo, poi contratto in «nazismo», e portò alle estreme conseguenze simili premesse.

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Islam

L’infaticabile David Botti, esponente di punta dell’informazione on-line, mi ricorda che su «L’Osservatore Romano» del 15 Ottobre 1999 apparve un’intervista a mons. Giuseppe Germano Bernardini, arcivescovo cappuccino di Izmir, in Turchia. In essa si ricordava un agghiacciante episodio avvenuto durante un incontro ufficiale di «dialogo» cristiano-islamico. 

Uno degli oratori musulmani, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto: «Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo». Questo racconto è stato ripreso svariate volte in articoli e incontri, ma è sempre degno di riflessione per la sua attualità. In effetti, l’enorme massa di denaro che affluisce con i petrodollari nelle casse dei Paesi islamici non viene impiegata (anche) per creare posti di lavoro in loco, bensì per finanziare moschee e scuole coraniche dappertutto. 

Ma la carità verso il Terzomondo, quello da cui partono i disperati che immigrano in Europa, la fanno solo i Paesi cristiani, perché è un concetto esclusivamente cristiano: non trovate sceicchi negli sponsor delle organizzazioni umanitarie internazionali. C’è da pensare che anche concetti come «democrazia», «giustizia sociale», «diritti umani», nati in casa cristiana, qui rimangono perché solo qui sono compresi (e condivisi). 

Un’altra considerazione è questa: anche il «dialogo» è un’invenzione cristiana del tutto unilaterale. Infatti, gli incontri cristiano-islamici sono tutti e sempre d’iniziativa cristiana; anzi, cattolica, perché non si ha notizia di analoghe iniziative protestanti o ortodosse o anglicane. D’altronde, lo scopo dichiarato di «conoscersi meglio» pare del tutto superfluo, visto che dell’islam si sa già tutto. 

Sarebbe interessante, infine, conoscere in dettaglio la composizione specifica dei partecipanti musulmani: magari si scoprirebbe che molti hanno studiato in università occidentali e che rappresentano solo sé stessi. 

Ironia della storia: caduto il comunismo, i problemi del mondo non sono nuovi ma stravecchi; non c’è stata la «fine della storia» ma un ricominciamento quasi da capo; l’auspicata (da alcuni) «morte del sacro» non solo non è avvenuta ma detto «sacro» si ripropone con una violenza creduta estinta da almeno millecinquecento anni. 

Lapide tombale sui futurologi, genìa ridicola e grottesca, sempre smentita dai fatti: quale di loro aveva previsto che il bestseller del Terzo millennio cristiano sarebbe stato il Corano?

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