Archiviati per December, 2003

Europa

Nel V secolo nessuno sembrava in grado di fermare Attila, il cui nome è divenuto sinonimo di terrore e devastazione. Tranne il papa Leone I, non a caso chiamato «Magno». 

Un altro sinonimo di distruzione selvaggia e insensata lo si deve ai Vandali, che nel 455 per quattordici giorni saccheggiarono Roma, provocando lo sconcerto di s. Girolamo (il quale ebbe a esclamare: «Si è spenta la luce del mondo!»), giacchè nessuno aveva mai osato, prima, invadere Roma (l’unico precedente era stato quello dei galli di Brenno, ai tempi mitici dei re). 

Fu lo stesso papa a ottenere, patteggiando col re Genserico, la salvezza delle vite dei romani in quel frangente. Nel 554 l’imperatore Giustiniano, dopo aver riconquistato l’Italia dai goti, emanò una Prammatica Sanzione in cui si riconoscevano ai vescovi importanti ruoli amministrativi; da quel momento ogni vescovo diventava «defensor civitatis». 

Nel 590, e fino al 604, il papa Gregorio I, anch’egli «Magno», dovette assumere la difesa anche militare dell’Italia, diventando così l’unico punto di riferimento per la civiltà in Occidente. 

E si potrebbe continuare, magari passando per la lega organizzata dal papa nel IX secolo contro i saraceni: prima volta che i popoli italici si coalizzavano, e con successo, contro un nemico esterno. O passando per le Crociate, sempre indette dai papi ed esempi di coalizzazione a livello europeo. 

Oppure per Innocenzo XI, che finanziò di tasca sua la vittoria della Montagna Calva del 1683 contro i turchi che assediavano Vienna. Ma una scaletta dettagliata di tutti gli episodi richiederebbe uno spazio molto superiore a quello consentito in questi Antidoti. Il resto mettetecelo voi, a casa, cari lettori. E poi ricordatelo a quelli che vorrebbero basare la Costituzione europea solo sull’Illuminismo francese.

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Medioevo

Per quanto riguarda la presunta misoginia dei secoli medievali (per esempio, l’imposizione talebana del burqa alle donne islamiche è spesso detta, da noi, «medievale»), misoginia chissà perché addebitata alla Chiesa, bisogna ricordare che s. Luigi IX re di Francia alle crociate si portò dietro, come medico, una donna, tal Hersent. 

Ancor prima, intorno al Mille, all’università di Salerno (e le università erano corpi ecclesiastici) esercitava un famoso medico-donna. Si potrebbe continuare, ma l’abbiamo già fatto altrove ed estesamente. Solo con l’Umanesimo la Sorbona cominciò a vietare alle donne l’arte medica. Per restare in Francia, per avere una donna laureata in medicina, Madeleine Brés, si dovette attendere il 1875. Ora, proprio in Francia è apparso un saggio (autore un sociologo, Michel Fize) dal titolo significativo: Les pièges de la mixité scolaire

In esso si specifica che i sistemi educativi medievali erano molto migliori dei nostri, specialmente per quanto riguarda la separazione dei sessi. Infatti, fino a buona parte degli anni Sessanta, le classi «miste» erano solo quelle in cui il numero degli iscritti non permetteva diversa composizione, laddove i primi corsi (A, B, C…) erano rigorosamente maschili o femminili. Solo negli asili e nelle primissime classi elementari era consentito il «misto». Già, perché la fase della pubertà era sentita come delicata e da trattare coi guanti. Ora, il Fize afferma, dati alla mano, che la coeducazione dei sessi in tale segmento d’età ha prodotto solo danni, è responsabile dell’aumentodelle aggressioni sessuali e del continuo calo nel rendimento scolastico giovanile. 

Chi ha esperienza di insegnamento sa che, di solito, gli studenti tendono ad accorparsi per sesso: i maschi siedono coi maschi e le femmine con le femmine. Non solo: i primi tendono a preferire materie e attività “maschili”, quelle che richiedono capacità di astrazione, forza, decisione e velocità; leseconde, quelle che implicano intuizione, flessibilità, socialità e sensibilità. 

Infine, c’è da registrare che l’educazione sessuale impartita a scuola sembra produrre più che altro disastri, come si evince dall’esperienza di quei Paesi dove è più libera e precoce: l’Olanda e la Gran Bretagna. Specialmente quest’ultima, dove le malattie sessuali sono in crescita e le gravidanze indesiderate (soprattutto di minorenni) sono una vera e propria piaga nazionale. Il Medioevo, dunque, lasciamolo stare. In particolare, smettiamo di attribuirlo agli islamici, che non hanno mai avuto un Medioevo, né unRinascimento, né un Illuminismo, né un Romanticismo e nemmeno un’EtàClassica, essendo sempre fermi là da dove sono partiti.

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