Maggio 2004

Denaro e Paradiso

Un polemista e un economista, ma entrambi cattolici. Ettore Gotti Tedeschi, banchiere e finanziere internazionale, rispondendo alle provocazioni di Rino Cammilleri parla di etica economica, quell’araba fenice di cui tutti discutono ma nessuno sa esattamente cosa sia. 

La povertà è un merito? La ricchezza danna l’anima? Può esistere un’economia «cattolica»? Il capitalismo è il male? E’ proprio vero che sia nato in casa protestante? Cosa deve fare un imprenditore cattolico? Si può cristianizzare l’economia? 

Queste sono solo alcune delle domande fondamentali a cui questo libro risponde. Sì, perché l’economia, oggi, regna nel mondo sovrana. Ma pochi sanno esattamente in cosa consista.

Piccolo manuale di apologetica

Gli esperti della rivista «Il Timone» rispondono alle domande più pelose sui pretesi «scheletri nell’armadio» della Chiesa: il Sillabo, Galileo, Giordano Bruno, la Crociate, eccetera. C’è anche un sezione (curata da Massimo Introvigne) su Rennes-le-Château e il tesoro dei Templari, il Graal, Maria Maddalena e il Codice da Vinci. 

Articolato su domande-e-risposte, un vademecum utilissimo per rispondere velocemente alle obiezioni. Si può tenere in tasca e usarlo in treno quando si conversa. O portarlo a scuola, da tenere sotto il banco quando l’insegnante tratta certi temi. O adoperarlo, se si è insegnanti di religione, con quegli allievi che fanno domande difficili. 

Vi si parla anche di embrione e di sesso, oltre che di storia. C’è anche una sezione dedicata a stabilire se la vera religione sia la cattolica o no. Ma soprattutto, da usare personalmente, per chiarirsi le idee.

I delitti della stanza chiusa

Si tratta di «dieci piccole indagini» kattoliche. Dieci racconti gialli «classici», ispirati ad altrettanti celebri autori della grande stagione del giallo. Tutti, più o meno, alle prese col delitto «impossibile», cioè quello in ambiente chiuso (dall’interno) e/o circoscritto. Una situazione classica nel giallo classico. Ma perché kattolica? Perché c’è da far trionfare la verità e la giustizia. E poi ricordarsi che c’è un modo kattolico di confrontarsi col male. Il lettore, poi, deve affrontare da solo l’undicesima indagine: scoprire le fonti di ispirazione.

I santi militari

L’obiezione di coscienza per i cattolici è una bufala. Mai i cristiani sono stati contro il servizio militare. Anzi, le legioni romane ne erano piene. Certo, la Chiesa ha sempre insegnato che è meglio un esercito di volontari (la coscrizione obbligatoria e di massa fu reintrodotta dai giacobini), ma non ha mai vietato ai fedeli il mestiere delle armi. 

Semmai, ha disciplinato questo mestiere, letteralmente inventando quelli che oggi sono i capisaldi delle norme del diritto bellico: distinzione tra combattenti e civili, rispetto dei prigionieri e delle tregue, regole d’onore eccetera. Non a caso, il termine «cavalleresco» è entrato nell’uso a indicare un modo di affrontare quella dura necessità quando il ricorso alla diplomazia si è rivelato inutile. 

La cavalleria medievale fu appunto un’invenzione della Chiesa (fu s. Bernardo di Chiaravalle a scrivere la regola dei Templari). In questo libro c’è una corposa carrellata di Santi che imbracciarono le armi nei duemila anni di storia cristiana. 

Ci sono i Protettori delle varie armi, i cappellani militari e anche quei «dimenticati» che combatterono per difendere la loro libertà di professare il cattolicesimo.