I mostri della ragione 2
«Il sonno della ragione genera mostri», ricorda l’Autore, «è il celeberrimo titolo di un’incisione di Goya. Ma i mostri partoriti dalle menti degli utopisti ancora oggi vivono in molte parti del mondo, tanto che a volte si ha l’impressione che la “ragione” che li ha prodotti non dormisse per niente, ma fosse ben sveglia e orrendamente lucida».
Per esempio: lo sapevate che Marx, da giovane, si dilettava a comporre poemetti satanici? Che i civilissimi Incas e Aztechi erano cannibali? Che durante la Rivoluzione francese i bambini giocavano con mini-ghigliottine a decapitare passeri? Che la pianta della città di Washington è tutta squadre e compassi? Che la mimosa della Festa della Donna è un simbolo massonico?
Scrive Vittorio Messori nella Prefazione: «Difficile annoiarsi su pagine come queste, gremite di personaggi singolari e inquietanti, di “affondo” in teorie, schemi, utopie curiose e impensabili; su pagine che non temono la riflessione “morale”, in una prospettiva sanamente e limpidamente cattolica che non dimentica anche la benedetta virtù dello humour».
6 commenti
6 Commenti
Rispondi














Questo è un testo che dovrebbero leggere tutti coloro che parlano di libertà e diritti civili senza sapere cosa, nella stragrande maggioranza dei casi, c’è stato dietro! Bellissima la parte dedicata alle civiltà amerinde. senza parlare di quella dedicata a Marx. Da avere!
Troppo buono.
a proposito di civiltà amerinde, io sono sinceramente appassionato di quelle culture, le consiglio di leggere la rivista Hakomagazine, si trova su internet, è molto valida ed approfondita, nonostante l’apparenza mi pare tutt’altro che “politicamente corretta”; i redattori sono piuttosto qualificati nel settore, ho avuto modo di capirlo dal diretto scambio epistolare con gli stessi. L’immagine che noi abbiamo dei Maya, Aztechi ed Inca è totalmente fuorviante, così come è fuorviante l’immagine che l’illuminismo ha dato della conquista spagnola e dell’operato eccellente della Chiesa Cattolica in quel frangente.
Saluti
Grazie per la segnalazione.
Ulteriore appunto; sembra (ma metto immediatamente le mani avanti) che il senso di quella frase di Goya fosse diametralmente opposto rispetto a quello che gli si imputa comunemente, pare infatti che con “sueno” l’autore intendesse dire “sogno” anziché “sonno”. In sostanza sarebbe il sogno (e non il sonno) della ragione a generare i mostri cui si riferiva quell’individuo piuttosto indecifrabile che fu Goya.
Cosa nota. Tuttavia, non sapremo mai cosa intendesse Goya.