Ferrara

Alle elezioni 2008 la lista antiabortista di Giuliano Ferrara non è stata clamorosamente sconfitta «dagli italiani», quasi si fosse trattato di una riedizione del referendum sulla 194.
Semplicemente, i cattolici hanno ritenuto che, dato il vigente sistema elettorale, fosse più utile «non disperdere il voto». Dunque, sono i cattolici che, dopo averlo preventivamente avvisato in tutti i modi, hanno penalizzato Ferrara e la sua lista. Il ragionamento che sta dietro alla manovra di cui sopra è ineccepibile, certo.
Ma, mi chiedo: e se adesso Berlusconi facesse ministro della salute, per esempio, la Prestigiacomo, le cui posizioni sull’aborto sono ben note? Beh, staremo a vedere. Ma qualcosa mi dice che, pur tra mille tergiversazioni, gerarchie di priorità, trattative, rimandi a tempi migliori, sopravvenienze impreviste, negoziazioni e impuntature,  l’aborto legale in Italia ce lo terremo.
Così com’è. E Ferrara si terrà, unico, le aggressioni subite in campagna elettorale. «Se hanno odiato me, odieranno anche voi», dice il Vangelo. Benvenuto nel club.

  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
  • Facebook
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Wikio IT
  • BarraPunto
  • del.icio.us
  • Reddit
  • Google
  • Segnalo
  • TwitThis
  • MySpace


Nessun commento

Non vi sono ancora commenti. Scrivi tu il primo!

Rispondi

} catch(err) {}