Archiviati per June, 2008

Roghi

Il 15 maggio 2008 nella città israeliana di Or Yehuda, dalle parti di Tel Aviv, si è svolto uno strano rito. Il sindaco Uzi Aharon, secondo quanto riportato dal quotidiano «Maariv», ha fatto bruciare pubblicamente centinaia di copie dei Vangeli.
Intervistato dallo stesso quotidiano, il sindaco ha detto di star conducendo una lotta serrata contro i missionari cristiani. Saputo che questi Vangeli erano stati distribuiti, ha mandato a ritirarli casa per casa e li ha fatti bruciare mentre, attorno, centinaia di allievi della locale scuola ebraica ortodossa assistevano. L’episodio induce a porsi alcune domande.

Come mai i possessori di quei Vangeli li hanno consegnati senza fiatare? Perché i media dei Paesi occidentali hanno dato scarsissimo rilievo alla notizia? Perché gli opinionisti degli stessi Paesi, soliti a ricordarci ogni volta che i roghi dei libri sono sempre l’inizio di qualcosa di peggio, hanno taciuto? Le autorità comunali di Or Yehuda fanno lo stesso col Corano?
Cosa sarebbe successo se un sindaco leghista italiano avesse escogitato uno spettacolo del genere? Eh, domande… domande…

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Massoni

Su «Il Giornale» dell’8 giugno 2008, commentando una notizia dei giorni precedenti, Giordano Bruno Guerri, storico del fascismo, ha fatto un curioso paragone. Era successo che, a Livorno, un giornale aveva pubblicato gli elenchi nominativi, seguiti da indirizzo e telefono, dei massoni locali. Livorno, dopo Firenze, è la città italiana con il maggior numero di Logge: ben quattordici. In Toscana non è la prima volta che una cosa del genere accade. A suo tempo, erano stati i comunisti a pubblicare gli elenchi dei massoni toscani. Io, intervistato alla radio, difesi i massoni e il loro diritto a non essere messi alla berlina.
Il Guerri ha fatto lo stesso, però dicendo che, per esempio, neanche a quelli che vanno a messa e fanno la comunione piacerebbe finire sui giornali con indirizzo di casa e numero di telefono. Ma il paragone non regge. A messa i più vanno la domenica nelle ore più luminose della giornata. La porta della chiesa è spalancata e anche i turisti possono entrare. Infine, una chiesa è platealmente indicata dalla sua forma e si trova di solito nei posti più centrali.
Non così le Logge, che solo gli adepti sanno dove stiano. I loro riti non sono affatto pubblici. Infine, se non glielo chiedete espressamente, sarà difficile che il vostro vicino vi riveli la sua affiliazione. La Massoneria ha scelto per sé la penombra e la riservatezza, diversamente dalle religioni classiche. Pur essendo una realtà diffusissima, il cinema, per esempio, non se ne occupa mai (solo un caso, che io ricordi: Un borghese piccolo piccolo, con Alberto Sordi). Diversamente dalle religioni e, soprattutto in Italia, da quella cattolica.
E’ ovvio che tutto ciò stuzzichi almeno la curiosità…

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Egemonia

Nel giugno 2008 il neo-ministro della cultura, Sandro Bondi, veniva intervistato dal direttore del settimanale «Tempi», Luigi Amicone.
Questi gli chiedeva, dal momento che Bondi era stato sentito elogiare personalità di sinistra come Moretti e Eco, se aveva intenzione o meno di porre rimedio all’egemonia culturale gramsciana che imperversa in Italia praticamente dal dopoguerra. Il ministro rispondeva che sarebbe assurdo pensare di proporre una nuova egemonia di segno diverso ma sempre finalizzata al potere. Proprio così: assurdo.
Ebbene, qualcuno dovrà far sapere al ministro che la gente ha votato il suo schieramento giusto per far cessare un’egemonia e imporne un’altra di segno diverso. Si chiama democrazia.

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