Il divorzio è, come noto, una delle tante “conquiste civili†che i radicali portano all’occhiello e che ci hanno reso tutti più felici. Cito da «Il Giornale» del 2 agosto 2008: «Dopo la separazione i bambini sono stati affidati a lei, che –benché guadagni più di lui- ha ottenuto dal giudice la casa coniugale e un congruo assegno di mantenimento. Risultato: Gianni deve sopravvivere con poche centinaia di euro al mese e non potrebbe mai permettersi un appartamento in affitto.
E’ la “sindrome del clochardâ€, colpisce tanti uomini che, dall’oggi al domani, si addormentano benestanti e si svegliano indigenti. Un crollo patrimoniale causato dal fiume carsico del divorzio che erode certezze affettive ed economiche».
Il giornalista Antonio Lucano riporta anche i numeri: «Negli ultimi dieci anni i suicidi tra gli uomini separati sono aumentati del 13%; mentre –secondo i dati Caritas- un barbone su tre si è ridotto a vivere sulla strada dopo che il suo status di marito e padre è stato frantumato dalla sentenza di un giudice».
Conquiste
Fatima
«Spunti» è il periodico dell’associazione «Luci sull’Est», che organizza, tra le altre cose, i giri in Italia della «Madonna pellegrina», cioè la statua della Vergine di Fatima.
Nel numero dell’agosto 2008 si dà conto di tutte le tappe di quest’anno. Anche di quella di Modena, dove, tuttavia, l’assessore comunale all’istruzione aveva preventivamente dichiarato che la visita della statua nelle scuole era «inopportuna» in quanto nociva alla «laicità » delle stesse. Il bello è che tutte le scuole statali della città se ne sono impipate e hanno volentieri ospitato la Madonna.
L’unica a disdire l’appuntamento è stata una scuola cattolica, intimidita nientepopodimenoché da un assessore comunale. Caro Benedetto XVI, se non ti toglierai dai piedi tutti i calabraghe che in casa cattolica occupano posti che non dovrebbero, la cosiddetta «nuova evangelizzazione» comincerà nel Quarto Millennio.
Polonia
Antonio Gaspari ha intervistato per l’agenzia Zenit.org dell’8 luglio 2008 l’ingegnere Antoni Zieba, Segretario del World Prayer for Life e Vicepresidente della Polish Federation of Pro Life Movements.
Zieba, tra le altre cose, ha spiegato perché in Polonia nessuno considera l’aborto una «conquista civile» né un passo avanti sulla via del progresso e dell’emancipazione della donna, tanto che «varie organizzazioni come le Nazioni Unite o l’Unione Europea stanno facendo pressioni sulla Polonia perchè cambi la propria legge sull’aborto.
Queste pressioni stanno suscitando obiezioni e disappunto da parte della popolazione, che nelle classi più anziane, ricorda come la prima legge a favore dell’aborto fu imposta dai nazisti nel 1943, e la seconda legge sull’aborto fu promulgata dalla dittatura comunista il 27 aprile 1956».
Insomma, quel che per le élites mondialiste è progresso, libertà ed emancipazione, per i polacchi è solo un brutto ricordo totalitario e razzista.


