Archiviati per September, 2008

Comunisti

Nel 1994 Il p. Robert A. Graham scrisse un articolo su «Civiltà cattolica» intitolato Ideologia nazi-comunista nella seconda guerra mondiale. Nel paragrafo «Il Partito Comunista Francese e la guerra» ricordò che nel 1939 fu il patto di non aggressione siglato tra Hitler e Stalin il 23 agosto ad aprire la strada alla guerra. Per anni il partito comunista francese aveva «denunciato ad alta voce il nazismo o “fascismo”, come preferiva definirlo». Infatti, «molti comunisti tedeschi languivano nei campi di concentramento e la stessa Parigi era piena di esuli dalla Germania».
Il fatto era che «Mosca non aveva fatto il minimo accenno a ciò che bolliva in pentola, tanto meno aveva dato istruzioni su come comportarsi a riguardo». Così, «Stalin, conclusero le sue menti, con una mossa geniale, aveva inaugurato la storica “guerra imperialista”». Già: «ora i nazisti imperialisti e le democrazie erano gli uni contro le altre all’inizio di una guerra prevedibilmente rovinosa, che avrebbe visto la fine del capitalismo e aperto la strada alla rivoluzione proletaria».
Solo che, «prima del voltafaccia sovietico, i deputati comunisti avevano addirittura votato alla Camera a favore del bilancio militare. Ma ora (…) si dichiararono contrari alla guerra. La reazione del Governo» fu che «il partito venne bandito e il suo quotidiano, L’Humanité, soppresso». Tuttavia, i membri del partito alla Camera si riorganizzarono sotto un altro nome e, il 9 ottobre, inviarono una petizione a Edouard Herriot, presidente della Camera, nella quale chiedevano immediati negoziati di pace con la Germania. Dopo tanti mesi di denunce nei confronti dei munichois, adesso erano i comunisti stessi a chiedere una nuova Monaco. Alcuni giorni più tardi, Maurice Thorez, segretario generale del Partito Comunista Francese, disertò dall’esercito e fuggì in Belgio attraversando il confine.
Da lì Thorez si recò in Russia, dove rimase. Anche Jacques Duclos, un altro leader del partito, si trasferì in Belgio e da qui ritornò quando i tedeschi entrarono a Parigi». Si noti che, nel periodo di non-aggressione, «Stalin non chiese a Hitler il rilascio dei molti comunisti tedeschi». Per quanto riguarda i comunisti francesi, «l’opposizione alla guerra, con quello che comportava di slealtà e diserzione, per non dire tradimento, (…) implicò anche la collaborazione con il nemico. Ma nel giugno del 1941 le cose subirono un altro cambiamento radicale. La guerra non era più una “guerra imperialista”: la madrepatria sovietica era in pericolo». Così, essi «entrarono nella résistance, sabotando le installazioni tedesche. Alla fine del 1944, Maurice Thorez, di ritorno dall’Unione Sovietica, riprese il suo vecchio posto, salutato dalla stampa comunista, con uno sfacciato bluff, come un eroe della resistenza. A volte l’ideologia può presentare aspetti comici».

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Scrittura

Se qualcuno fosse interessato, vi comunico che terrò insieme a Mario Arturo Iannaccone un Corso di Scrittura Creativa, che così viene pubblicizzato: «Hai una storia e non sai come raccontarla? Hai l’idea e vorresti darle una forma? Il corso di Scrittura Creativa di Dreamquest è il modo migliore per vincere l’imbarazzo della pagina bianca. Per organizzare le proprie idee e portarle sino in fondo. Il corso è rivolto a tutti coloro che hanno in testa la trama di un romanzo ma non sanno come strutturarla. Verranno approfondite le tecniche narrative e affinati i ferri del mestiere, perché il corso di scrittura creativa di Dreamquest è tenuto da scrittori professionisti che conoscono tutti i segreti della scrittura e del mondo editoriale e possono aiutare l’esordiente a formarsi un’idea chiara e pratica sulla costruzione di trama, personaggi e dialoghi». In tale corso verrà trattato l’argomento «La forma del romanzo».
Mario Arturo Iannaccone è stato finalista al Premio Calvino 2003 con il romanzo storico Il supplente. Per cinque anni ha insegnato tecniche di narrazione presso la IDF School. Ha al suo attivo una decina di libri di storia dell’immaginario, tra i quali Rivoluzione psichedelica (prossima uscita, ottobre 2008), e centinaia di articoli per quotidiani e periodici. È consulente letterario ed editoriale e direttore di collana.

Il corso si svolgerà a Milano a partire dal giorno 4 ottobre 2008, una volta alla settimana, il sabato pomeriggio, per 8 lezioni, dalle ore 16,00 alle ore 18,30, presso l’Istituto Don Bosco in via Tonale 19 (parcheggio interno) – zona Stazione Centrale. La quota di partecipazione è di 320,00 euro + iva (totale 384,00 euro). Per ulteriori informazioni: informazioni@dq-editoriale.com. Tel. 389 6471898 (orari d’ufficio).

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E poi dicono che non è vero che Torino faccia parte del «triangolo magico», che non sia una città «esoterica».
Quando il papa Giovanni Paolo II, a suo tempo, la visitò, gridò a braccio: «Torino, convertiti!». E fu subissato di contumelie. Come si permetteva? Il fatto è che, pare, quel papa «mistico» aveva avvertito come qualcosa di maligno nell’aria. Torino, tuttavia, vanta un’altissima percentuale di Santi. Dunque, non ci sarebbe nulla di strano, in una prospettiva cattolica, se i diavoli l’avessero in particolare uggia.
Ora, apprendo che in data 10 settembre 2008 il consiglio comunale ha approvato la costruzione del grattacielo Intesa-San Paolo, che i committenti volevano alto m. 190. Ma il consiglio ha preteso che l’altezza fosse ridotta a m. 166,66. Per non risultare più alto della Mole Antonelliana, ha spiegato il sindaco. Certo, è singolare la precisione di quel numero: 166, 66. Voi mi direte che sto facendo il fissato e che il «Numero della Bestia» nell’Apocalisse ha un «6» in meno. E avreste ragione.
Che ci volete fare? La cosa mi diverte. Mi ricordo, infatti, che il medesimo sindaco vinse su Buttiglione nelle elezioni del maggio 2006 con la seguente percentuale: 66,6%. Via, ridiamoci su…

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