Archiviati per November, 2008

Cannocchiale

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 2009 Anno Internazionale dell’Astronomia, a memoria dei 400 anni (1609) dell’utilizzo (non invenzione, come molti credono) da parte di Galileo Galilei del cannocchiale astronomico. Sapendo qual è l’ideologia dei fondatori e degli attuali maîtres dell’Onu, il 2009 sarà anche l’anno internazionale dei veleni contro la Chiesa cattolica. Non sarà inutile, dunque, tenere in tasca quel mio «Quaderno del Timone» intitolato, appunto, Il caso Galileo. Reggiamoci forte e allacciamo le cinture.

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Spazio

…ultima frontiera», recitava la voce narrante all’inizio di Star Trek, una serie-cult  di fantascienza di cui non ho perso una puntata (anni Sessanta, intendo, di quelle con Spock, Kirk e Sulu). Ebbene, una sola volta, una sola, vi si accennò al cristianesimo: su un pianeta dominato da simil-romani, gli schiavi, adoratori del sole, si ribellavano con l’aiuto dell’Enterprise. Solo alla fine Uhura spiegava al capitano e all’ufficiale scientifico che quelli adoravano non tanto il sole in sé quanto il Figlio di Dio; seguiva l’imbarazzato silenzio di Kirk e Spock (che, tra l’altro, era un alieno pagano). Già: la fantascienza “classica” trattava la religione, al massimo, come un oggetto di studio «scientifico». Ma, grazie al cielo, la realtà supera sempre la fantasia. Ecco, infatti, cosa ci comunica l’agenzia Zenit.org il 20 novembre 2008: «Le Carmelitane Scalze di New Caney (Stati Uniti) hanno consegnato all’astronauta Ron Garan una reliquia di Santa Teresina perché lo accompagnasse nel suo viaggio spaziale. Nella primavera scorsa, il comandante Garan aveva contattato la comunità per chiedere preghiere in vista del suo viaggio nello spazio, offrendosi di portare con sé qualsiasi oggetto sacro le religiose avessero voluto affidargli (…). Garan è stato membro dell’equipaggio dell’ultimo viaggio della navicella spaziale Discovery, durato dal 31 maggio al 14 giugno». Un papista nello spazio, con una reliquia di una santa monaca per giunta. Isaac Asimov si sarà rivoltato nella tomba. 

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Melazzini

Nell’ambito delle iniziative per la prima Giornata Nazionale sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è stato presentato il libro Liberi di Vivere, ed. Ares (cfr. Zenit.org, 19 settembre 2008), scritto dal caporedattore del «Resto del Carlino», Massimo Pandolfi. Con l’introduzione del cantante Ron, e dei calciatori Gianluca Vialli e Massimo Mauro, il libro contiene cento domande a Mario Melazzini, l’oncologo malato di SLA e presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Questi ha denunciato la «mentalità dei benpensanti», secondo cui «hai la dignità di persona umana se hai tutte le funzioni, tutti i punti. Se cominci a perdere qualche funzione, cominciano a scalarti anche i punti». Così, «se perdi molte funzioni, perdi tutti i crediti: non ti resta nulla e ti tolgono la patente di persona. Non sei più degno di vivere, non sei più compatibile con una vita degna. Sei ancora vivo, ma la tua vita non è degna di essere vissuta». Ed ecco «dove porta la cultura dei benpensanti: alla selezione della specie». 

Il 17 di settembre detta prima Giornata nazionale sulla SLA è stata presentata a Roma, presso la sala stampa della Camera dei Deputati. Massimo Pandolfi ha detto che «sembra che i mezzi di comunicazione, la politica, le istituzioni, siano preoccupati solo di chi chiede di morire e non di quelli che vogliono vivere». A titolo di esempio ha ricordato che i giornali, i medici, la politica «ci hanno bombardato con le richieste di Welby che chiedeva di mettere fine alla sua vita, perché malato di SLA». Ebbene, «il 18 settembre del 2006 decine di malati di SLA si ritrovarono a Roma, in piazza Bocca della Verità, per parlare alle istituzioni e all’opinione pubblica sulle carenze della ricerca per la SLA e le criticità nel percorso assistenziale». La delegazione fu anche ricevuta dall’allora Ministro della Salute, Livia Turco, «ma spazio sui giornali zero virgola zero». 

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