…ultima frontiera», recitava la voce narrante all’inizio di Star Trek, una serie-cult  di fantascienza di cui non ho perso una puntata (anni Sessanta, intendo, di quelle con Spock, Kirk e Sulu). Ebbene, una sola volta, una sola, vi si accennò al cristianesimo: su un pianeta dominato da simil-romani, gli schiavi, adoratori del sole, si ribellavano con l’aiuto dell’Enterprise. Solo alla fine Uhura spiegava al capitano e all’ufficiale scientifico che quelli adoravano non tanto il sole in sé quanto il Figlio di Dio; seguiva l’imbarazzato silenzio di Kirk e Spock (che, tra l’altro, era un alieno pagano). Già: la fantascienza “classica” trattava la religione, al massimo, come un oggetto di studio «scientifico». Ma, grazie al cielo, la realtà supera sempre la fantasia. Ecco, infatti, cosa ci comunica l’agenzia Zenit.org il 20 novembre 2008: «Le Carmelitane Scalze di New Caney (Stati Uniti) hanno consegnato all’astronauta Ron Garan una reliquia di Santa Teresina perché lo accompagnasse nel suo viaggio spaziale. Nella primavera scorsa, il comandante Garan aveva contattato la comunità per chiedere preghiere in vista del suo viaggio nello spazio, offrendosi di portare con sé qualsiasi oggetto sacro le religiose avessero voluto affidargli (…). Garan è stato membro dell’equipaggio dell’ultimo viaggio della navicella spaziale Discovery, durato dal 31 maggio al 14 giugno». Un papista nello spazio, con una reliquia di una santa monaca per giunta. Isaac Asimov si sarà rivoltato nella tomba.