Archiviati per December, 2008

Focus

«Focus» è una rivista simpatica con un sacco di curiosità. Non la leggo spesso ma, quando mi capita, non di rado trovo cose interessanti miste ad altre opinabili. Per esempio, ho sott’occhio il numero del gennaio 2009, in cui alla domanda «Quanti figli aveva la Madonna?» si dà una risposta che vorrebbe essere positivamente storica ma invece è solo positivistica e tardo-ottocentesca. In compenso trovo una splendida foto di un faro nella Repubblica Dominicana: fasci laser che proiettano nel cielo una gigantesca croce. Cosa che nell’Europa politicamente corretta non si potrebbe fare. Trovo anche un bell’articolo in cui si spiega perché, se le acque dei mari non fossero salate, il pianeta sarebbe quasi invivibile. Naturalmente, non c’è la conclusione logica: tutto ciò non può essere opera del «caso». L’articolo di copertina, poi, rivela quel che gli scienziati sanno (ma non la Hack): la Terra è talmente speciale che, per far quadrare i conti, la si deve pensare in una «bolla» in cui le leggi del resto dell’universo non valgono. Anche qui, la conclusione la traiamo noi: allora aveva ragione la Chiesa, non  Galileo, perché la Terra, col suo sistema, è stata “pensata” diversa da tutto il rimanente. Dall’articolo si apprende anche che, se fosse vera la teoria del Big Bang, l’espansione dell’universo dovrebbe decelerare; invece accelera.  A voi le conclusioni. Infine, la ciliegina sulla torta, in un angolino di «Focus». Cito testuale: «L’uomo è l’unico essere vivente che piange». Alla faccia di Zapatero, che ha esteso alle scimmie i «diritti umani», in attesa di estenderli a tutta Gea (e toglierli all’uomo non politicamente corretto). 

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Messa

Per motivi di viaggio ho assistito alla messe di Natale (giovedì), Santo Stefano (venerdì) e domenica in tre chiese diverse. In tutte e tre il celebrante si è sentito in dovere di corredare di una sua personale mini-omelia ogni passaggio. Naturalmente, gli «avvisi» (parrocchiali, diocesani, musicali e quant’altro) sono stati dati prima della benedizione finale e del «La Messa è finita, andate in pace» (con le sue varianti e/o aggiunte: «andiamo in pace», «buona domenica» etc.), così che anche gli avvisi entrano a far parte del Canone. Quest’ultima cosa la fanno tutti, perché altrimenti i fedeli se ne vanno e non sentono i preziosissimi avvisi. Giusto. Ma, mi chiedo: se se ne vanno, forse vuol dire che non sono interessati; allora, perché costringere tutti a sentirli, gli avvisi? Boh, cose di preti. Infatti, ormai la messa è, appunto, «cosa nostra» (cioè, dei preti), i quali ne fanno quel che loro pare: non sono forse loro a «presiedere l’assemblea eucaristica»? Eh, con certo clero ci vuole pazienza. Ma anche con chi escogita e dà alle stampe le interminabili invocazioni a cui si deve rispondere in coro «ascoltaci, Signore» (non a caso oggetto di una famosa gag di Verdone). Se non ricordo male, nel Vangelo lo stesso Cristo raccomanda: «Quando pregate, non fate come i pagani che credono di venire ascoltati a forza di parole». Ahimè, dopo duemila anni il Verbo si è fatto Chiacchiera e, purtroppo, è venuto ad abitare in mezzo a noi.

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Sarajevo

L’ottimo Gian Micalessin ci informa la vigilia («Il Giornale», 2008) che quest’anno i bambini di Sarajevo non potranno festeggiare il Natale. Deda Mraz (Nonno Gelo) è stato cacciato da un’oscura funzionaria musulmana che l’ha vietato negli asili pubblici della capitale e del distretto. Già nel 1996, dopo la guerra, il «padre della patria» bosniaca, Alija Izbegovic, aveva tentato di abolire Natale e Capodanno ma non c’era riuscito. Adesso lo si vieta per semplice via amministrativa. Le autorità locali, del resto, non nascondono la loro intenzione di introdurre nelle scuole materne corsi di religione islamica. Qualcosa mi dice che Giovanni Paolo II aveva ben altro per la testa quando invocò l’«intervento umanitario» nella ex Jugoslavia.

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