Messa
Per motivi di viaggio ho assistito alla messe di Natale (giovedì), Santo Stefano (venerdì) e domenica in tre chiese diverse. In tutte e tre il celebrante si è sentito in dovere di corredare di una sua personale mini-omelia ogni passaggio. Naturalmente, gli «avvisi» (parrocchiali, diocesani, musicali e quant’altro) sono stati dati prima della benedizione finale e del «La Messa è finita, andate in pace» (con le sue varianti e/o aggiunte: «andiamo in pace», «buona domenica» etc.), così che anche gli avvisi entrano a far parte del Canone. Quest’ultima cosa la fanno tutti, perché altrimenti i fedeli se ne vanno e non sentono i preziosissimi avvisi. Giusto. Ma, mi chiedo: se se ne vanno, forse vuol dire che non sono interessati; allora, perché costringere tutti a sentirli, gli avvisi? Boh, cose di preti. Infatti, ormai la messa è, appunto, «cosa nostra» (cioè, dei preti), i quali ne fanno quel che loro pare: non sono forse loro a «presiedere l’assemblea eucaristica»? Eh, con certo clero ci vuole pazienza. Ma anche con chi escogita e dà alle stampe le interminabili invocazioni a cui si deve rispondere in coro «ascoltaci, Signore» (non a caso oggetto di una famosa gag di Verdone). Se non ricordo male, nel Vangelo lo stesso Cristo raccomanda: «Quando pregate, non fate come i pagani che credono di venire ascoltati a forza di parole». Ahimè, dopo duemila anni il Verbo si è fatto Chiacchiera e, purtroppo, è venuto ad abitare in mezzo a noi.
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Questi sacerdoti (e non solo loro, purtroppo) fanno semplicemente ciò che viene loro permesso di fare. Perché i vescovi delle rispettive diocesi non intervengono, riprendendo o, quando fosse necessario, sanzionando coloro che strapazzano la liturgia?
Sarà colpa dell’Islam pure questo? Potrebbe tranquillamente evitare le pagliacciate postconciliari andando all’unica Liturgia degna di questo nome (oltre che certamente valida) in ambito cristiano-occidentale, quella Romana.
@Marco: Valida lo è anche la messa moderna. Solo, più pallosa…
@Emanuele: Be’, neanche i vescovi scherzano…
Oltre a essere più noiosa, la messa post-conciliare non fa scaturire quel fiume di grazia spirituale che sgorga invece copioso dalla liturgia tridentina.
Provare per credere.
@Marco: anche la messa riformata da Paolo VI è “Romana”. Tutto il rito cattolico, in generale, è romano. Per distinguere: rito romano tradizionale ( Messa Tridentina) – rito romano ( Messa riformata dopo il CVII).
Al di là della controversa questione liturgica (sono cattolico tradizionale anch’io, quindi mi trovate più o meno d’accordo con voi) mi rendo conto che se non avessi scoperto il Sacrificio della Santa Messa in Rito Romano Antico a quest’ora probabilmente a messa ne meno ci andrei più da un bel pezzo. La Nuova Messa non solo è pallosa e piena di abusi liturgici ma anche priva di quel senso del sacro che invece si percepisce nella Messa Tridentina. Conosco diversi cattolici, tutti molto giovani, che si sono riavvicinati alla fede cattolica proprio riscoprendo la bellezza del Rito Romano Antico.
Rino.Cammilleri: Mi scusi, le ho spedito alcuni giorni fa un’e-mail a nome del gruppo giovani Juventutem Roma, ma ho notato che molte dell’e-mail che spediscono con il mio indirizzo di virgilio spesso non arrivano a destinazione… La mia ultima e-mail le è arrivata? Se cosi non fosse mi faccia sapere.
A rischio di entrare a far parte anche io di questo circolo vizioso di chiacchiere superflue, desidero solo far notare quanto segue: sottolineando con un articolo una situazione che è ben già evidente sotto gli occhi di tutti e che non può certo essere risanta con altrettante chiacchiere, non fa che emergere che è sempre vero il detto :”Il bue che chiama cornuto l’asino!”. Ed anche che: “Se non si può parlar bene di qualcuno, è pur meglio tacere”!
Vi ricordo questo, semplicemente perché, non è solo la preghiera a soffrire se soffocata dal superfluo, ma anche solo semplicemente i nostri rapporti umani:”Sia il vostro parlare sì sì, no no, il di più viene dal maligno”.(Matteo 5,37).
Non me ne vogliate, anche io soffro di questo “vizietto”, ed il mio non vuol essere un giudizio, ma un invito a ricordare che se i nostri sacerdoti, spesso cadono, è colpa anche nostra che non facciamo nulla (o quasi) per rendere il peso della loro responsabilità più sopportabile, pretendendo e criticando, senza ricordare l’invito della nostra cara Madre Maria SS., che ci invita a pregare ed offrire digiuni per essi…che invece hanno tanto bisogno del nostro apporto, come noi del loro. Con affetto. Lu.
@lucilla: cercare di correggere gli erranti è un dovere per il cristiano. Con carità, certo, ma non si può fare finta di nulla. Senno’ continuano imperterriti (cosa che, infatti, fanno).
@Alex: Non ricordo nemmeno se le ho risposto. Può rimandarla?
Ahiai,lo so che non sono un asso di comunicatività, ma qui ci dev’essere un equivoco. Non intendo aprire una polemica, perciò premetto che questa puntualizzazione sarà l’ultima.
Egregio, con la sua risposta mi vuol dire che prima di riprenderli pubblicamente, lei si è preso lo scomodo di parlare privatamente con ciascuno dei tre sacerdoti? Perché è così che si correggono gli erranti. Ed anche in questo caso, non crede che prima di togliere la pagliuzza dall’occhio del suo fratello ( che comunque è sempre un sacerdote di Dio)sarebbe meglio togliesse il trave dal proprio? Io non la invitavo a far finta di nulla, ma a prendersi più cura di questi nostri sacerdoti, che sono certamente vessati molto più di qualunque fedele cattolico.Pochi credo si fermino a considerare la solitudine che grava sulle loro vite. Certo, hanno il conforto di Dio che li sostiene, ma quando questo sostegno manca loro (perché questo accade anche a loro), non crede che avrebbero più diritto al nostro appoggio, che alla nostra disapprovazione? E questo, ci tengo a dirlo a lei, perché sono certa che possa influenzare molto positivamente o negativamente il suo uditorio. Forse non si rende ben conto della responsabilità che ha! E a me non entra in tasca nulla dicendole queste cose. Era un invito alla riflessione, non una accusa da cui difendersi, del resto, gliel’ho detto: sono l’ultima persona a poter giudicare.
Con rinnovata stima sua serva
Lucilla
@lucilla: cara lucilla,
pochi credo si fermano a considerare quanta maggior solitudine soffra un apologeta laico come me.
Caro Rino,se il suo intento era di farmi sentire un verme , ha centrato l’obiettivo! In effetti, non immaginavo proprio che potesse avere di questi problemi, per cui,da oggi in poi, sarà sempre nelle mie preghiere ed in particolare chiederò che lei non debba più soffrire a lungo di questa solitudine. E comunque, per una discreta amicizia, se vuole, può sempre contare su di me, che in quanto a solitudine me ne intendo (per le esperienze passate)! Però, permetta che le dia un ultimo consiglio, il modo migliore per uscire presto da questa condizione sarebbe prendere seriamente in considerazione i consigli della Madonna di Medjugorje e metterli al più presto in pratica. Vedrà che non avrà a pentirsene.
Ho letto il suo antitodo e sono pienamente daccordo, del resto il mio parroco fa almeno tre omelie a messa forse pensa che più parla meglio é. Pensi che alla messa dell’Epifania ha detto che questa é una festa “infrasettimanale” del ciclo del Natale assieme al 25 Dicembre e alla festa di Maria Madre di Dio tutte feste infrasettimanali, come dire che la vera festa si celebra solo alla Domenica memoria della Pasqua del Signore le altre sono appunto “infrasettimanali”. Poi nell’omelia dell’Epifania ci ha “spiegato” che la Chiesa non é fatta dal Papa e dai preti ma “da tutti noi” (cioé? ndr).Che la Chiesa non é Luce delle Genti ma solo Gesù lo é e che questo é scritto nei testi del Conilio Vat II e naturalmente ripetendo e sottolineando teologicamente le sue affermazioni per cui alla fine mi ha confermato i sospetti che avevo cioé da chi vengono queste eresie interne alla Chiesa. Non male comunque come omelia sula Epifania cioé Manifestazione-Rivelazione dewl Verbum Caro Factum est. Per fortuna che é scritto:”Tutti i popoli verranno e si prosteranno davanti a Te o Signore”, ma per chi é stato scritto e per quale tempo? Edobosc-VentodiFuoco
Ogni persona che difende la storia della Chiesa oggi è sola, i cattolici sono infatti i primi a lasciarsi infinocchiare dal pensiero dominante, e sono anche i primi a ridicolizzare o sminuire il lavoro degli apologisti. Signor Cammilleri ad ogni modo tanti cattolici che vanno contro corrente la stimano e la seguono con affetto, me compreso.
@Alex: grazie di cuore.
@Edobosc: in effetti, “chiesa” è l’assemblea di tutti i cristiani, mentre “gerarchia ecclesiale” sono il papa & c. Tuttavia, il resto è come dice lei. La messa così com’è è organizzata attonro al prete e al suo protagonismo. Per giunta, siamo tutti influenzati dalla civiltà della chiacchiera, preti compresi.
@lucilla: Sono stato a Medjugorje. Per il resto, mi stupisco del fatto che lei si stupisca: quando mai gli apologeti cattolici sono stati popolari?
Carissimo Rino, sono un prete abbastanza tradizionale, ma non nel senso ecclesiastico, ma nel senso scritturistico… Penso che anche la Chiesa oggi ha perso il gusto di meditare e fare meditare la parola di Dio e si perda piuttosto in regole e leggi che asfisiano la suddetta Verità, la Parola! Sono dottorato in Patrologia e Patristica e quindi in quanto conoscitore del periodo più ricco della storia della Chiesa, posso dirti che non è da leggere così quel tuo fastidio per le cose che a Messa non vanno:
partiamo dalla preghiera dei fedeli. Essa è una tradizione antichissima, credo quanto San Pietro. Era una pratica che si riconduceva ad una ritualità che purtroppo abbiamo perduto o disatteso (partendo dallo stesso nome impreciso e quanto mai fuorviante), ma essa era una cosa bella in principio: la comunità ascoltava la Parola di Dio (e non tre letture striminzite: pagine e pagine)il presbitero commentava. C’era un lungo silenzio al termine del quale il diacono o lo stesso presbitero raccomendava a dio la Comunità Cristianae se vi erano particolari necessità o motivi di gioia anche i presenti esprimevano la loro gioia o la loro preghiera a voce alta. Le donne non potevano farlo, ma potevano comunicare la loro partecipazione al marito che si faceva da alto parlante. si professava la fede e si andava a tavola poi alla fine della mensa si spezzava il pane e si andava a casa felici.
Allora la comunità non contava che la messa durasse 3/4 d’ora, ma contava che ci fosse comunità. Gli ostiari erano incaricati di controllare che tutti quelli che entravano fossero in pace con tutti quelli che erano presenti, altrimenti avrebbero allontanato quelli che erano in discussione fra loro in quanto impuri. e tante altre cose belle che non ci sono più. Il cancro dei cristiani è che non sanno di essere un popolo in cammino verso la patria del Cielo e pensa di essere un singolo che crede perchè gli sembra bello farlo. Il popolo di Dio va a messa spesso dove la predica dura cinque minuti o dove durante i canti si balla. o dove il prete non da gli avvisi.
Caro Rino essere cristiano vuole dire fare della propria vita una messa e quindi mettersi in comunicazione con i propri preti e sta loro vicini e creare una grande famiglia senza barriere. Dobbiamo riscoprire il senso di comunità… Forse andando a vivere qualche giorno in un quibuz e rileggendo gli atti degli apostoli arriveremo a capire, senza tutte le nostre assurde barriere ideologiche e di comodo personale che offuscano il vero motivo di essere cristiani, che cosa Cristo voleva davvero da noi e che Cristo ha sofferto ed è davvero morto per noi e che quindi noi possiamo essere più attenti alla sua paroal che non è chiacchiera che si esprime anche attraverso un accorato richiamo del tuo fratello prete che dando gli avvisi di cui non ti interessa nulla ti sta offrendo Gesù.
Pensiamo anche che in qualunque chiesa tu vada quella è casa tua e che quindi anche se non si dicono cose che ti riguardano personalmente ci sono fratelli a cui quelle cose riguardano direttamente e che quindi quello che lì accade è molto più importante di quello che devi fare tu e che quello che si dice non sono chiacchiere, ma è il desiderio di fondare una comunità che sia fondata sulla parola… Infondo i nostri bambini prima di parlare passano la fase della lallazione o no?
Scrivimi e ti lascerò il mio recapito telefonico, mi piacerebbe molto discutere, penso che ne valga la pena
Don Lorenzo Maria
@Don Lorenzo Maria Vatti: Caro don Lorenzo Maria, la Chiesa ci ha messo millecinquecento anni per arrivare a un rito che esprimesse al meglio il Sacro. Poi, travolti dal sessantottismo, un pugno di preti hanno fatto un vero e proprio colpo di mano introducendo la nuova messa, obbligandovi tutti e perseguitando quelli che non erano (e non sono) d’accordo. A quel tempo c’era da avvicinarsi ai fratelli separati protestanti. I quali, però, sono semplicemente spariti dalla scena mondiale, E ai cattolici è rimasta la noiosissima messa “creativa”, un preteso ritorno alle origini quando, invece, manca la società sacrale delle origini. Gli alberi si giudicano dai frutti, a prescindere dai sentimentalismi. Il cattolicesimo è in crescita in Africa, ma perde spaventosamente terreno in Europa e nell’America Latina. Negli Usa è in crescita solo l’immigrazione ispanofona, che aumenta solo i numeri ma non la pratica (v. ultime elezioni). Questi sono i fatti. Il resto è solo “buone intenzioni” di cui è lastricata la via di un certo posto. Scusa la franchezza. Ti manderò il mio indirizzo mail.
Sono perfettamente d’accordo con lei riguardo alla nuova messa e alla situazione del cattolicesimo nel mondo.
Comunque ho provato più volte a rimandarle quell’e-mail di cui scrivevo prima ma non è mai arrivata… Forse l’indirizzo e-mail che ho è sbagliato, può rimandarmelo?
Mi piace la tua franchezza. Io sono un innamorato della Chiesa che ho conosciuto solo con questo rito perché sono del ‘66… Sono molto depresso, per l’immobilismo e la decresita della vita spirituale, ma noto che questa cenere cova un fuoco che nessuno potrà spegnere. Diventato da pochi mesi parroco, ho propostoi alla gente della mia parrocchia il rosario e l’adorazione tutto il giorno del Giovedì per le vocazioni e la sera del Venerdì con una sostanziosa “lectio divina”. non credo ai miei occhi, ma c’è sempre una abbondante e crescente quantità di persone che partecipano a queste iniziative, e… Nonostante le ciance, cioè i miei avvisi di fine messa (che però sono solo liturgici) ho dovuto comperare nuove sedie perché troppa gente ora sta in piedi durante le funzioni. Dove si prega la Gente torna a vivere l’Eucaristia.
Concordando però con la tua visione riguardante il colpo di mano deli preti sessantottardi (che anche oggi affliggono e non poco la Chiesa), con molto affetto rivolgo il mio pensiero a Benedetto XVI che con il suo Motu Prorpio a spaccato questa cortina di proibizionismo che difettava di amore per una porzione non esigua di popolo di Dio che desiderava il vecchio rito.
Nella città di Trieste in cui opero (pur essendo Milanese) ci sono alcuni sacerdoti che offrono la Santa Eucaristia secondo il rito di San Pio V, a me non è capitato ancora perché sono in una parrocchia un po’ “difficile”, ma conto di educare e in un secondo tempo proporre. Tuttavia io sento la presenza di Gesù anche in questa Santa Messa così poverella e lo amo tantissimo. Vorrei essere più agganciato ai Padri Apostolici nello stile e nella spitualità, ma chissà. Prima di rendere l’anima a Dio conto di concretizzare qualcosa… E… Proprio perché piccolo e lontano da tutti penso di riuscirci, sono i deboli quelli che hanno scritto la storia del cristianesimo.
Andando a Medjugorje passerai da Trieste, mi piacerebbe scambiare punti di vista ed opinioni, so che hai tanto da fare, ma chissà che un tale incontro non possa giovare ad entrambi!
Laudetur Iesus Christus
Don Lorenzo
Oggi e sempre sia lodato! Perché ancora oggi abbiamo la grazia di avere sacerdoti come don Lorenzo, e anche perché quanti come il carissimo Rino, nonostante non riescano ad apprezzare semplicemente la bellezza della santa Chiesa nella sua varietà e con le sue contraddizioni, pure continuano a cercare di comprendere e servirla…Viva Gesù e viva Maria!
Intendiamoci, anch’io credo che Gesù sia presente nella nuova messa, ma la Chiesa cattolica non deve essere ne varia, ne tanto meno contraddittoria. La Chiesa Cattolica è Unica e Universale, e lo stesso deve essere per la Liturgia. La scristianizzazione dell’Occidente, i protestanti che convertono un gran numero di cattolici, e i moltissimi abusi liturgici ormai all’ordine del giorno sono la dimostrazione che questa nuova messa non ha dato buoni frutti. Se poi vogliamo negare l’evidenza per puro sentimentalismo, come ha già fatto notare Cammilleri, allora ogni discussione è inutile. Tanti giovani si sono avvicinati alla Chiesa per mezzo della Messa Tridentina e questo vorrà pur dire qualcosa.
Caro Alex, la Chiesa non può non essere varia né contraddittoria, è fatta di peccatori e santi. Sarebbe utopia aspettarsi che ci muovessimo come un monolitico blocco,Siamo un Corpo mistico quindi ben vario! Dio rispetta la nostra unicità, non ci costringe a nessun atteggiamento omogeneo. Se umanamente tendiamo all’unità tramite questi mezzi, cioè un linguaggio e delle celebrazioni comuni a tutti, pure non sarebbero affatto necessari, se ciascuno tendesse a lasciarsi plasmare dallo Spirito Santo, Quello che dona la vera e profonda unità con Dio e tra fratelli. Quando si vive in Dio e per Dio, il resto viene da sé. Il messaggio fondamentale del Vangelo è di ubbidienza (Gesù ubbidiente fino alla morte di croce) e di amore (”amatevi come IO vi ho amati”). San Francesco è venuto al mondo per riaffermare dopo milleni che il messaggio evangelico è sempre attuabile alla lettera (a noi la scelta) non si è sognato neanche lontanamente di criticare il papa o i vescovi o i sacerdoti del suo tempo (è tempo male impiegato e può condurre al giudizio temerario); Del resto Gesù a suo tempo già ci aveva avvisato:”Fate come dicono loro, ma non come fanno loro…”. Per chi non se ne fosse accorto, circola ben di peggio nella Chiesa D’oggi, che gli eventuali abusi liturgici, o la non perfetta osservanza di certe tradizioni! Ma non sarà la denuncia di tutto ciò che migliorerà la situazione della Chiesa…E’ la continua conversione del proprio cuore che genera santità all’interno della Chiesa, che si rigenera nell’Amore. Per imparare ad amare come Dio ci ama, occorre che gli lasciamo maggiore spazio nel nostro cuore e nella nostra mente, e per far ciò un buon modo sarebbe abbandonare il proprio punto di vista al quale siamo tanto affezionati (ché oltretutto non è detto che sia il giusto modo di vedere!) per cominciare a mostrarsi più accoglienti verso il prossimo e sfruttare la situazione di diversità come occasione di crescità.Come? Per esempio sopportando in silenzio le suddette molestie (il cristianesimo è una pratica, non una teoriae questa è una delle opere di misericordia spirituali…) Cercare di imporre il proprio modo di vedere non fa che accentuare i divari. Accoglienza del fratello ovviamente non vuol dire accoglienza dei suoi malcostumi, significa semplicemente accetarlo per come è senza eventualmente lasciarsi influenzare da atteggiamenti sbagliati. Ma anche questo, è possibile solo se si possiede nel cuore il Vero Amore.
Nei paesi in via di sviluppo, la Parola di Dio attecchisce di più, perché trova menti e cuori liberi da troppe sovrastrurrure che ne impediscono l’attecchimento. In certi paesi dell’Africa, le celebrazioni liturgiche della S.Messa hanno ben poco a condividere con le nostre, ma va bene così! Ricordate la diatriba tra S.Pietro e S.Paolo circa le prescrizioni ai gentili? Ci vuole flessibilità per ubbidire alla Voce dello Spirito di Dio. Con la nostra rigidità impediamo fortemente la Sua azione! Del resto Gesù ha detto:”se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli!”. Credo a ragione che si possa interpretare anche come lìinvito ad essere docili e semplici nel lasciarsi guidare. E questo non credo che sia sentimentalismo…La Madonna a Medjugorje sono circa vent’anni che raccomanda la preghiera del cuore, che si ottiene con la recita del S.Rosario, la frequenza ai Sacramenti, la Confessione almeno mensile, il digiuno e la lettura della S.Bibbia. Quanti di voi conoscono questi messaggi e sopratutto li realizzano? Per chi abbia da obiettare che queste apparizioni sono rivelazioni private ricordo semplicemente che quanto detto combacia perfettamante con il messaggio delle sacre Scritture e l’insegnaento della Chiesa. Quindi per concludere vorrei ricordare il bellissimo pensiero di S. Agostino, quando diceva che per tutta la vita aveva cercato Dio fuori di sé, mentre Egli era dentro di sé. Ecco, se noi smettessimo un po’ di guardare cosa fanno dicono e pensano gli altri, per metterci alla ricerca di questo Dio dentro di noi, potremmo più facilmente giungere a centrare l’obiettivo. L’unità ci viene dall’accoglienza profonda dell’Amore, che ci trasforma in uomini nuovi. Per quel che riguarda la Messa Tridentina non fa che convalidare il fatto che la varietà è una cosa molto buona, perché se è vero come è vero che molti giovani l’apprezzano, ciò non vuol dire che tutti gli altri debbano essere costretti ad apprezzarla! Per quel che mi riguarda io sto con don Lorenzo Maria: a me basta stare accanto a Gesù, il resto è un contorno, più o meno piacevole…
Ah, a proposito, il Papa ha caldeggiato la ripresa del costume di ricevere la S.Eucarestia in ginocchio, quanti di voi applicano il suggerimento del nostro amato Papa?
“…la varietà è una cosa molto buona…”
Scusi Lucilla, ma non credo sia la Chiesa a dover variare per attirare fedeli. In nessuno dei suoi aspetti.
Altrimenti arriveremo anche alla messa ambientalista, a quella pacifista, a quella scientista, alla messa rock, che purtroppo già esiste, e via di seguito.
Non crede anche lei che dovrebbe essere il contrario? Che cioè dobbiamo essere noi a sapere che cosa è la Chiesa ed a farci suoi?
Caro Roberto, qui siamo tutti in cammino, nessuno sa quali strade percorreremo per ritornare a Dio. Il Papa riafferma i principi fondamentali che sono essenziali da seguire per non trovarci sulle vie sbagliate, e quelli comunque ce li ha lasciati Gesù e non cambieranno mai. Quanto alle forme, siamo abbastanza liberi di seguire certi comportamenti e certe norme oppure no, perché l’amore lascia liberi, rispetta i tempi di crescita di ciascuno: questa è la varietà. Avevo posto la domanda circa la Comunione in ginocchio. Se il Papa la sollecita vuol dire che la ritiene cosa importante, eppure non la stabilisce come norma, perché secondo te? Perché al Buon Dio piace che doniamo con gioia, non per forza! Ma se noi amassimo con gioia ascolteremmo il Papa. Noi non siamo uguali che nell’essenza, ma per il resto siamo figli unici, disse qualcuno, ed è vero; perché il Buon Dio, che ci conosce, ci ama e ci educa proprio personalmente con una didattica personalizzata, come SOLO LUI può fare. Non esisterà mai la S.Messa che soddisferà tutti, ci sarà sempre qualcuno fuori del coro che dirà che non va bene, perché è così, solo Dio appaga totalmente il nostro cuore, il resto è soggettivo, quanto superfluo; può aiutare o frenare nel cammino, sta a noi lasciare che, anche se non ci piace non sia però un deterrente. Non fu detto che tutto concorre per il bene dei figli di Dio? Tutto, ma proprio tutto noi possiamo sfruttare a favore o lasciarci scandalizzare e frenare nel cammino. E noi ora ci vogliamo accapigliare per una cosa così? Per quel che riguarda il pericolo di una esagerata personalizzazione delle celebrazioni liturgiche, non credo proprio che ci sia pericolo di arrivare a così estremi risultati, ma se anche così fosse, che male ci potrebbe fare? Gesù ci ha promesso che le porte degli inferi non prevarranno contro la Chiesa da Lui fondata, vuol dire che al suo interno siamo al sicuro, perché ne è Lui il garante, non vi sembra un motivo sufficiente per trovar pace e goderci il cammino? che già ha abbastanza difficoltà per dovercene procurare ulteriori col sollevare questioni un po’ superflue? Le preoccupazioni che tutti esprimono ce l’hanno prima di noi Papa, vescovi e sacerdoti, e sono certa che a molti di essi la cosa sta più a cuore che a tutti noi ; se desideriamo esser loro d’aiuto, non è il cercare di sostituirci a loro nella gestione del problema, né nel giudicare, né nel cominciare una caccia alle streghe: pregare e digiunare e offrire tutto quello di cui siamo capaci perché i nostri sacerdoti si conservino nella santità, questo basta. Certo, se qualche sacerdote sbaglia in maniera clamorosa, col pericolo di cadere in peccato mortale è anche doveroso cercare a parole di riportarlo alla ragione, in ogni caso è sempre bene prima ricordare le parole del Buon Gesù riguardo alla trave e alla pagliuzza, perché potrebbe sempre essere che il trave ci procuri una svista!
Fare Chiesa quindi, non vuol dire essere legati e stretti da norme che dall’esterno ci fanno apparire coesi, ma che in effetti tolti i legacci si tornerebbe ad essere ognuno per sé. Ovverossia si può anche ben partire da regole e usi comuni anche forzatamente, ma l’obiettivo che è la vera e profonda unità, lo realizza solo il vero amore di Dio, non le regole, ce lo ricorda bene quel gran santo col suo “Ama e fa ciò che vuoi”.
Non so se ho compreso bene la tua domanda e quindi se ho risposto a tema, spero comunque di averti rasserenato un po’: la Chiesa siamo noi, ognuno ha diritto alle proprie opinini,e ad esprimerle serenamente, ma in questi tempi così burrascosi, non sarebbe meglio occuparsi dei problemi più concretamente per tentare di risollevarci?
Il primo concilio ecumenico di Nicea del 325 approvò il “CREDO”.
“Credo alla Chiesa, una santa cattolica e apostolica…”,
ma poi faccio un po’ come mi pare.
La Chiesa fondata da nostro Signore Gesù Cristo, è nostra Madre. La nostra santa Madre Chiesa. Depositaria della Verità. L’unica Verità.
La giustizia vera è nella Chiesa cattolica, il bene vero è nella Chiesa cattolica.
Come però ci ha purtroppo ricordato il nostro Papa felicemente regnante, anche il fumo di Satana ha fatto il suo ingresso nella nostra Chiesa cattolica.
Noi abbiamo il dovere di difendere nostra Madre.
Se un prete riduce la funzione Eucaristica ad una riunione di condominio o ad un giro di interviste tra i banchi della chiesa va assolutamente richiamato all’ordine. Con le parole e con le segnalazioni ai suoi superiori se necessario.
A causa del decadimento della liturgia quanti di noi sono consapevoli di ricevere davvero il Corpo di Cristo durante la Comunione? Specialmente quando ci viene consegnato non dal prete, ma dal tabaccaio che ha il negozio dietro l’angolo?
Davvero crede che, come cristiani cattolici, questi non siano i problemi più tragicamente concreti ed urgenti da risolvere per risollevarci?
Roberto Castella
Caro Roberto, già dissi che non amo la polemica e qui lo riaffermo. Ciascuno è libero di scegliere la propria via e le proprie battaglie da condurre. Nessuno dice che la sua sia peggiore o migliore della mia,o di quella di chiunque altro; il mio intento è sempre e comunque quello di indurre alla riflessione, poi ciascuno tragga le proprie conclusioni.
Se a qualcuno interessa riflettere ancora un po’ ho trovato un sito moooolto interessante, questo vuol dire che per qualcun altro sarà tremendamente noioso! E come al solito a voi la scelta!
http://www.zammerumaskil.com/catechesi/sclerocardia/
vostra serva
Lucilla
È illuminante scoprire che alcuni grandi santi del passato, come la Beata Anna Caterina Emmerich, avevano profetizzato la drammatica situazione in cui si trova oggi la Chiesa (la nuova messa, gli abusi liturgici e il falso ecumenismo), eppure tanti cattolici fanno ancora finta di nulla, non si mettono in discussione. Padre Pio ad esempio era profondamente preoccupato per quello che stava succedendo nel Concilio, che sperava finisse al più presto. Si rifiutò anche di celebrare la nuova messa, ed ottenne il permesso per poter continuare a dire la Messa Tridentina. Nonostante questo tanti cattolici ancora non si mettono in discussione e continuano a giustificare i numerosi abusi liturgici che ogni giorno sono sempre più numerosi nella nuova messa. Dei santi oggi si guarda solo ciò che ci fa comodo, e si ignora di proposito ciò che pensavano riguardo la politica, la storia, la liturgia e l’ecumenismo. Tanto per intenderci un santo come Don Bosco oggi sarebbe considerato un fondamentalista per le sue posizioni riguardo all’islam. San Paolo e San Patrizio sarebbe accusati di “proselitismo” dai moderni missionari. San Francesco, per aver sostenuto i crociati in terra santa, sarebbe considerato un guerrafondaio. Non so voi, ma più passa e più mi accorgo che tra prima e dopo l’ultimo Concilio ormai c’è un vero abisso…
Caro Alex, non so perché invece a me viene in mente la Babele…Siamo fratelli, dovremmo parlare la stessa lingua umana oltre che quella spirituale, eppure non ci capiamo proprio!
Non so se questa vaga lagnanza mi riguardi, perché non conosco le intenzioni dello scrivente, però, credo di poter tentare un dialogo a nome di quelli che secondo lui farebbero finta di non vedere. Quelli che secondo voi fanno finta di non vedere, sono quelli che secondo l’inno alla carità di S.Paolo tentano di coltivare quei valori tanto cari a Gesù, la pazienza, la mitezza e l’umiltà. I tapini, secondo voi, abietti esseri, non si preoccupano ,di epurare la Chiesa, solo perché sanno che non è nelle loro capacità, perché non sono né La Emmerich, né Don Bosco, né S.Pio ecc. Ma si accontentano di condurre quella battaglia che li tiene impegnati per sé stessi, perché se si riesce a tenere a galla la propria situazione è già molto! Sono sempre quelli che accolgono l’invito di Gesù a volgersi alle cose più umili, contentandosi così di sfruttare le piccole situazioni della propria ordinaria nascosta vita, per lasciarsi condurre sul cammino della santità. Vi sembra una cosa così sbagliata fare il proprio dovere, lasciando che gli altri facciano il proprio? Ma che risultato positivo può comportare lo stare a rigirare il coltello nella piaga, se comunque ciò non porta a guarigione? La Emmerich e compagnia bella erano preoccupati e hanno fatto quello che potevano, risultato? Credete voi che con qualche discussione in più otterrete di più? Se si, buon per voi, ma perché non riuscite semplicemente ad accettare la diversità di punti di vista? Forse il mio primo intervento è stato frainteso dall’inizio, eppure a me sembrava chiaro: avevo scritto al caro Rino, perché lui, come persona influente sull’opinione pubblica, farebbe meglio a ponderare bene ciò che scrive, perché ne è direttamente responsabile. Desideravo solo che si rendesse conto che raccontando le sue esperienze private in quel modo, non faceva del bene né a sé né a chi si lascia influenzare negativamente da certe cose.
Come vedete io non mi lascio pregare quando ho qualche cosa da dire la dico in faccia, fosse anche il Papa. Ma quando lo faccio, non coinvolgo nelle mie battaglie altri. Mi assumo la responsabilità di ciò che penso vada detto e anche a costo di risultare impopolare o peggio, vado avanti. Perché so chi mi manda. Aprire discussioni su come si comporta questo e quello, oltre che una cosa inutile, mi sembra proprio una cosa meschina. O pensate di fare una petizione contro chi o contro cosa? Chi si suppone abbia sbagliato, non può difendersi, ma probabilmente non dovrebbe neanche difendersi. Ma avete letto con attenzione ciò che ha scritto don Lorenzo Maria? Perché non vi soffermate a considerare quella testimonianza, invece di continuare a radicarvi sempre più nelle vostre convinzioni? Questo è sbagliato alla radice. Andate a parlarne coi vostri parroci, imparate a dialogare con loro, proprio come fratelli. Ma cosa è questa farneticazione su come sarebbe considerato oggi l’uno o l’altro santo, ma a cosa credete serva tutto questo dissertare? Se voi credete di essere coloro che salveranno la S.Chiesa con queste modalità di attacco, andate pure avanti, ma non disprezzate quelli che non hanno questo carisma, cercate di comprendere…ciascuno ha la propria via da seguire.
Con affetto
Lucilla
La Chiesa avrebbe dovuto mantenere una liturgia ultramillenaria, nella quale il Sacro Rito della Santa Messa non fosse stravolto per la foia di essere “moderni”.
San Pio X non è stato santo per niente. Queste cose le aveva intuite le sapeva e condannava il modernismo sopratutto nella Chiesa.
Invece gli utili idioti alla ruota del sessantotto e dell’essere alla page hanno rovinato il Sacro Rito.
Grazie a Dio però il “gregge” ha ancora una capacità di
distinguere i frutti …e i falsi pastori.
Inoltre essere buoni non vuol dire non incavolarsi o essere “coglioni”.