Libertà
Comunica l’agenzia Zenit.org (30.1.09): «La Conferenza Episcopale Svizzera, Paese dove monsignor Marcel Lefebvre stabilì, a Ecône, la casa di formazione della Fraternità sacerdotale San Pio X, ha tenuto a sottolineare in una nota che i Vescovi consacrati nel 1988 senza mandato pontificio, “nonostante la revoca della scomunica, restano sospesi ‘a divinis’” e quindi, “secondo la Chiesa Cattolica, non possono esercitare il loro ministero episcopale”. Poi: «Il Vescovo di Regensburg (Ratisbona), in Germania, mons. Gerhard Ludwig Mueller, ha invece disposto il divieto di accesso a tutte le chiese e a tutte le istituzioni della diocesi per monsignor Richard Williamson – che normalmente risiede in Argentina –, accusandolo di blasfemia. La controversa intervista alla televisione svedese SVT è stata infatti rilasciata da monsignor Williamson nel novembre 2008 non lontano da Regensburg, a Zaitzkofen, dove ha sede un seminario della Fraternità sacerdotale San Pio X. Per competenza territoriale la procura di Regensburg ha inoltre aperto un’inchiesta a carico di Williamson per istigazione all’odio razziale». In Germania il cosiddetto negazionismo prevede come pena fino a cinque anni di carcere. Commento (mio): poveri fessi, quei due lefevriani, che hanno creduto davvero alla libertà d’espressione, pensiero e opinione scolpita in lettere di marmo sulle Costituzioni! E’ sempre stata, in verità, una balla fin dalla sua introduzione. I giacobini, suoi inventori, usavano infatti ghigliottinare chi esprimeva opinioni non politicamente corrette. Colpisce, d’altro canto, la fermezza dei vescovi svizzeri e di quello tedesco. Ricorda la favola dell’asino e del leone morente. Tutto ciò comunque, ci sia di monito: da certi temi è meglio stare alla larga. Zitti e mosca, dunque. Il guaio è che «certi temi» stanno aumentando esponenzialmente di numero.
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D’accordo, però io dico: non è che in Vaticano qualcuno abbia sbagliato per lo meno la tempistica per certe comunicazioni? Cioè, se sapevano delle idee del vescovo Williamson sull’Olocausto, il pubblicare la notizia dell’annullamento della scomunica proprio in occasione della Memoria della Shoah, è un po’ come andarsele a cercare!
Non credo ci sia bisogno di commentare ciò che scrive il dr Camilleri. Non sbaglia mai un antidoto.Sarebbe bello scrivesse una raccolta dei suoi migliori antidoti.
P.S.:il prossimo libro a quando?Spero sia ancora meglio di Immortale Odium
@Lindo Caprino: No, è il contrario. L’intervista di Williamson alla tv svedese, di mesi fa, è stata fatta uscire da chissà chi (ma ne ho un’idea) proprio in concomitanza con la revoca della scomunica. Tanto per gettare un travicello tra le ruore al papa.
@Corrado: Grazie, caro Corrado, per l’assist. Il prossimo libro uscirà a maggio e a farlo meglio dei precedenti ci ho provato.
Si. I temi di cui non si può parlare e che sono un “tabù” stanno aumentando di numero.
Quello che è giusto e sbagliato viene definito dall’alto. Stanno diminuendo ogni anno che passa anche gli spazi di autonomia delle persone: Telecamere “everywhere”, intercettazioni a più non posso…”microchips” auspicati e attesi. Tesserine magnetiche, facebooks et alia….: Meno male che Dio mi concede la scelta anche di dannarmi l’anima se credo….perchè gli uomini di libertà me ne lasciano sempre meno ….!
@AlbertoUD: …infatti.
Carissimo Professore,
sarebbe, forse, opportuno rivedere le esatte parole pronunciate dal Vescovo Williamson sull’olocausto non vorrei che certa stampa,more solito,esagerasse. Sarei felice poterle valutare personalmente.
La ringrazio e buon lavoro.
@Catarsis: Qui le esatte parole: L’intervista-choc di Mons. Williamson: i passi salienti
TV svedese SVT1, traduzione a cura di Andrea Carancini
………Ha mai sentito parlare del Rapporto Leuchter? Fred Leuchter era un esperto in camere a gas. Progettò tre camere a gas per tre stati, tre stati, tra i 50 degli Stati Uniti, che ammettono la condanna a morte. Così lui conosceva la materia. E studiò, durante gli anni ’80, i resti delle presunte camere a gas tedesche, ad esempio i crematori di Birkenau, Auschwitz. E la sua conclusione, la sua conclusione di esperto, fu che è impossibile che queste strutture potessero essere utilizzate per la gasazione di grandi numeri di persone. Perché il gas cianidrico è molto pericoloso. Se lei, supponiamo che lei voglia gasare 300 persone che ha ammassato in una camera e lei li gasa…E’ molto pericoloso entrare lì dentro e tirare fuori i cadaveri. Perché il gas che si è infiltrato nei vestiti la ucciderà. E’ estremamente pericoloso. Una volta che lei ha gasato delle persone deve espellere il gas. Per espellere il gas ha bisogno di un camino alto. Se il camino è basso il gas va sul selciato e uccide tutti quelli che vi camminano. Ha bisogno di un camino alto, si dimentichi di quanto deve essere alto. Se c’era un camino alto allora l’ombra si sarebbe proiettata, per gran parte della giornata, sul terreno e i fotografi alleati che sorvolavano il campo avrebbero colto l’ombra di questi camini. Non vi sono mai state ombre del genere, non c’erano camini del genere. E quindi ecco la testimonianza di Fred Leuchter: “non vi può essere stata nessuna camere a gas”. Egli ha esaminato le porte. Le porte devono essere assolutamente a chiusura ermetica. Altrimenti, di nuovo, il gas esce e uccide le persone all’esterno. Le porte delle camere a gas che mostrano ai turisti ad Auschwitz non sono assolutamente a chiusura ermetica. Assolutamente no……………………………(leggi tutto)
Desidererei ricevere ancora i suoi antidoti. Grazie
Caro p. Giacobbe, dovrà reiscriversi.