Dossier

Scrive Paolo Rodari su «Il Riformista» (e anche Andrea Tornielli su «Il Giornale» del 3 febbario 2009) che in Vaticano gira da qualche giorno un «dossier Williamson». In sintesi, «la tv svedese, influenzata da un suggeritore, ha voluto strappare a Williamson le dichiarazioni che conosciamo sulla Shoà in modo da usarle a tempo debito» e cioè in concomitanza con la revoca della scomunica il 21 gennaio. L’intervista di Williamson è dell’1 novembre 2008. Qualcuno ha suggerito all’intervistatore di fare domande su certe cose che Williamson aveva detto, anni prima, in Canada. E qualcun altro, forse dentro al Vaticano, ha suggerito alla tv svedese di aspettare un paio di mesi perché il Papa era in procinto di revocare la scomunica. Chi può essere il suggeritore? Il dossier punta il dito su «una giornalista francese, Fiammetta Venner. Chi è costei? È una nota attivista del movimento omosessuale francese, e anche di quello abortista e laicista. È un’assidua relatrice dei convegni sulla laicità del Grande Oriente di Francia. La Venner, che lo scorso settembre in concomitanza del viaggio del Papa in Francia aveva mandato alle stampe un volume firmato assieme alla sua compagna Caroline Fourest e significativamente intitolato Les Nouveaux Soldats du pape. Légion du Christ, Opus Dei, traditionalistes, è intervenuta nell’ampio documentario dedicato ai lefebvriani all’interno del quale la tv svedese ha mandato in onda anche l’intervista a Williamson». Singolare «la decisione della tv svedese (forse imbeccata da qualcuno dentro le mura vaticane), che aspetta fino al 21 gennaio a mandare in onda l’intervista». E c’è di più: «Nei giorni scorsi il giornale tedesco “Der Spiegel” si è spinto sino a ipotizzare che i responsabili delle comunità ebraiche più importanti del mondo, tra queste “il Consiglio Centrale degli ebrei in Germania”, fossero “stati informati” in precedenza delle dichiarazioni negazioniste del vescovo ma non abbiano voluto manifestare la propria contrarietà per intervenire contro il Papa soltanto successivamente, a cose fatte». 

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21 commenti

21 Commenti

  1. M. Diaferia February 3rd, 2009 3:04 pm

    Come si suol dire: 3 indizi, fanno una prova. Così tanti, forse, una verità.

  2. Lorenzo_P February 4th, 2009 1:16 am

    Se un membro della FSSPX si sente più “citra” che “ultra”, cioè più cittadino di Verrua Savoia che di Econe, sono affari suoi. La posizione della Fraternità Sacerdotale, non negazionista, è nota, il papa non è un medium e alle basse operazioni di malafede siamo abituati. Credo non ci sia altro da aggiungere.

  3. Barbalbero February 4th, 2009 2:26 am

    La scoperta dell’acqua calda.
    avevo già letto questa notizia quando qualche giorno fa immaginavo una sorta di quinta colonna all’interno della Chiesa favorevole ad uno scisma.
    premetto che anche io farei volentieri a meno di personaggi che già sono al di fuori del cattolicesimo (le varie cariatidi boff, kung, milingo ecc….), tuttavia non si può negare che gran parte dell’episcopato francese e tedesco sia particolarmente progressista e veda come il fumo negli occhi il ritorno a casa dei cattolici della Fraternità di San Pio X.

  4. Alfonso D'Avino February 4th, 2009 2:43 am

    Condivido in pieno i suoi “antidoti sull’affaire-Williamson.
    Ingenui i cattolici “medi” che non si accorgono delle trappole e delle insidie che vengono diffusi dai nemici, esterni e soprattutto interni, della Chiesa.
    La dichiarazione di mons. Williamson sulla non veridicità del “dogma” dell’olocausto (forse opinabile, ma comunque limitata al campo storico, dove andrebbe discussa ed eventualmente confutata)è stata presa a pretesto dalle comunità ebraiche di ogni luogo (nemici esterni) e dalle conferenze episcopali del centro europa (nemici interni) per sparare a zero sia contro il Papa che contro la fraternità S. PIo X: la colpa del Papa? Un tentativo di arginare l’apostasia all’interno della Chiesa con la revoca della scomunica, primo passo per un “dialogo” con la predetta fraternità.
    Come è possibile che il Papa non venga ripreso quando “dialoga” con protestanti, musulmani, ebrei, buddisti ed similia, e invece è ferocemente attaccato quando tenta di riportare ordine nella Chiesa con il riallacciare il “dialogo” con la Fraternità San Pio X?

  5. Franco February 4th, 2009 8:02 am

    Quelli che criticano con superficialità come il Sig Luca di Mauro e come tanti altri “professori” forse non sanno quello di cui stanno parlando, o comunque se lo sanno fanno finta di non saperlo;
    Si mette sullo stesso piano quelle che sono dichiarazioni “non politicamente corrette” circa un fatto storico (come giustamente dice Alfonso) con un gesto di esclusiva valenza ecclesiale e di esclusiva competenza della “sucessione apostolica”

  6. natan February 4th, 2009 12:53 pm

    Fuori i nomi di quei curiali che sono contro papa Ratzinger. Il complotto è maturato tra le logge massoniche e le mura leonine. Un copione ripetuto: Giovanni paolo I , Giovanni paolo II, solamente che questa volta è più raffinato.
    Vergognatevi. Alla fine della vostra vita , dovete rendere conto a Dio. Abbiate almeno la dignità di non portare più la porpora …..

    Preghiamo per il papa.

  7. massimo February 4th, 2009 2:40 pm

    gentile di mauro lei si contraddice.
    dice che ogniuno si assuma le reponsabilità di quello che dice,bene il papa ha solo “revocato” una scomunica,invece tutti hanno parlato o fatto intendere che li avesse “riabilitati”.
    e da qui per ricaduta voleva dire che tutto quello che aveva detto e pensato “il riabilitato”era responsabilità del papa ……..
    mai negli ultimi anni ho assistito a un conformismo bigotto e becero come questo,è stata un enormità.
    tutti questi intelligentoni “liberali”,politici, giornaloni trendy e modernoni che si stracciano le vesti e gridano vendetta,
    che ipocriti!!!
    come Caifa nel sinedrio davanti a Gesù.

    è mancato solo il grido : “siamo tutti figli di sion,siamo tutti ebrei !!!
    “ma forse c’è stato,non lo avrò sentito…….

    e poi che ipocrisia dimenticare totalmente i discorsi del papa nei campi di concentramento fatti da poco tempo,o nell’aula nervi dove il papa “diede”i numeri dello sterminio degli ebrei, si vada a controllare i discorsi sono sempre stati on-line.
    è palese invece che tutto sto casino mediatico voleva attribuire al papa responsabilità di cose che non ha mai detto.
    è stato un attacco puro alla sua persona,per screditarlo innanzitutto agli occhi dei cattolici,si guardi la cronaca delle settimane precedenti e di questi giorni…….e dico solo due cose 1-il papa disse alla fine di dicembre dalla finestra:”CI VOGLIONO NUOVI LEADER PER RIPORTARE LA PACE IN TERRA SANTA”(ed eraq in atto la guerra a poche settimane da elezioni,e in attesa che Obama dicesse la sua)e un cardinale(card.martino)” gaza è un campo di concentramento”……….. a chi dà fastidio una chiesa e un papa così ???
    2-e poi l’elezione di Cirillo di Mosca ,stesse idee di Ratzinger e pure amici,a capo di una chiesa enorme,mai stata così vicina ai cattolici come ora,e il programma di Cirillo???: “lotta senza quartiere al relativismo,secolarismo,eutanasia,ecc……” a chi dà fastidio sta cosa ??? e lo sapevano tutti è da anni che Cirillo e Ratzinger esternano su queste cose………

    alla fine di tutto credo che sto papa dia fastidio a molti,sia recepito da molti come un pericolo,chi ha paura del papa?
    le rassegne stampe di questi 10 giorni a futura memoria !!!per sapere a chi e quali interessi dà fastidio, sto pontefice pragmatico,colto,anticonformista tedesco,molto tedesco,troppo tedesco per essere tollerato.
    amen

  8. Faber February 5th, 2009 3:17 am

    Non riesco a capire come si possa intimare ad un vescovo di ritrattare delle opinioni personali su eventi storici, pena la scomunica (quando, come lei ben dice Cammilleri, se ne sentono e leggono di tutti i colori riguardo verità di fede da parte di alti prelati senza nessun provvedimento). Forse Maurizio Blondet non ha tutti i torti quando denuncia la giudaizzazione crescente della Chiesa cattolica…

  9. Onan il Barbaro February 5th, 2009 4:03 am

    Invio un paio di osservazioni che mi sono venute in mente:

    - Non e’ ironico che tutto questo avvenga proprio nell’”anno galileiano”? Gli stessi apostoli della laicita’ che non perdono occasione per rinfacciare alla Chiesa il processo a Galileo, ora pretendono da Williamson la pubblica abiura e l’atto di sottomissione al dogma dell’Olocausto, pena la damnatio memoriae da parte della Santa Inquisizione del politicamente corretto, e la consegna al braccio secolare. Mentre i citatori di Voltaire in servizio permanente effettivo stranamente tacciono: forse proprio questa settimana si sono finalmente presi le meritate ferie, o forse sono corsi a prendere i posti per assistere al rogo in prima fila…

    - Guai a chi tocca gli ebrei di ieri sterminati dai nazisti, ma tutti in piazza contro gli ebrei di oggi che si difendono da chi li vorrebbe sterminare una seconda volta. Parafrasando certi vecchi film western, verrebbe da dire: l’unico ebreo buono e’ quello morto.

  10. Barbalbero February 5th, 2009 7:59 am

    Ritornando al tema dell’antidoto, vorrei far notare come il Papa sia stato personalmente ed odiosamente attaccato da due altissimi prelati tedeschi (altri due prelati di cui farei veramente a meno), mentre nessuno ha mai detto niente al Card. Martini che nell’ultimo libro sembra negare tante cose del Magistero…

    ma se Mons Williamson avesse negato l’esistenza dell’inferno o la Trinità di Dio non sarebbe stato più grave?

  11. M. Diaferia February 5th, 2009 8:00 am

    MEGLIO WILLIAMSON O CASALE?

    Dunque, un signore non può essere vescovo per dei dubbi dulle camere a gas, ma in Italia un vescovo se pur emerito può rilasciare un’intervista del genere.
    Ieri la Segreteria vaticana ci ha detto che per diventare vescovo devi passare un’esame di storia. In Italia, cosa succede se un prete nega la bontà della Resistenza?
    E chi parla male del Risorgimento, deve andare a confessarsi?
    Ma per chi ci prendono: il Papa non sapeva.
    Già, e voi, segretari, che dovevate avvertirlo e assisterlo?
    In uno Stato normale, dopo una roba del genere, qualcuno sarebbe costretto alle dimissioni.

    DALLA “STAMPA” DI OGGI
    Lasciar morire Eluana è carità cristiana?
    «Sì. Non è tollerabile accanirsi ancora né proseguire questo ormai stucchevole can can. C’è poco da dire: l’alimentazione e l’idratazione artificiali sono assimilabili a trattamenti medici. E se una cura se non porta alcun beneficio può essere legittimamente interrotta. Perciò, lasciamo che Eluana termini i suoi giorni senza stare lì a infierire senza alcun esito né speranza di guarigione. Si è creato il “caso Eluana” agitando lo spettro dell’eutanasia, ma non qui si tratta di eutanasia. Alla fine anche Giovanni Paolo II ha richiesto di non insistere con interventi terapeutici inutili. Vedo quasi il gusto di accanirsi su una persona chiusa nella sua sofferenza irreversibile».

    Vaticano e Cei combattono una battaglia durissima.
    «Dovremmo smettere di agitarci contro i mulini a vento e chiederci se quella della Englaro sia realmente vita. Una vita senza relazioni, alimentata artificialmente. non è vita. Come cattolici dovremmo interrompere tutto questo clamore e dovremmo essere più sereni affinché la sorte di Eluana possa svilupparsi naturalmente. I trattamenti medici cui è stata sottoposta non possono prolungarle una vera vita, ma solo un calvario disumano. E’ giusto lasciarla andare nella mani di Dio. Invece di fare campagne bisognerebbe accostarsi con pietà cristiana alla decisione di un padre».

    Perché non è eutanasia?
    «L’alimentazione artificiale è accanimento terapeutico, se la si interrompe Eluana muore. Rispettiamo le sue ultime volontà e non lasciamo solo quel padre che, appena si saranno spenti i riflettori di una parossistica attenzione, sarà in esclusiva compagnia del suo dolore. Io lo comprendo, prego per lui, gli sono vicino. Neanche io vorrei vivere attaccato alle macchine come Eluana, anche per me chiederei di staccare la spina. Proprio perché crediamo che la morte non abbia l’ultima parola, dobbiamo inchinarci al suo mistero, invece di nasconderci nelle dispute tecniche. Eluana non c’è più da tanto, da molto tempo prima della rimozione del sondino che simula un’esistenza definitivamente svanita

  12. emanuele amat February 5th, 2009 9:39 am

    Mi rendo conto che quello che sto per dire mi attirerà le ire e il sarcasmo di molti e spero che, almeno in Italia, non sia reato. Dunque, ho molti dubbi su quello che notoriamente si sostiene sul così detto olocausto. Innanzitutto sul numero, sei milioni di individui gasati o cremati. Se si divide questa cifra per gli anni della guerra e per i giorni compresi in un anno si ottiene un numero di persone eliminate giornalmente che ha dell’incredibile. Si possono gasare o cremare così tante persone in un giorno solo? I forni crematori hanno le dimensioni più o meno di un loculo, al massimo ci può stare un cadavere. Quante ore impiega un corpo per bruciare interamente? Quanto combustibile occorre? Le camere a gas,poi, sono dei semplici stanzoni come possono essere delle doccie in una palestra, non sono stagne. Come veniva pompato il gas letale che sarebbe dovuto uscire dalle doccie? Quanto tempo ci voleva per saturare l’ambiente e, una volta terminata la gasazione, svuotarla dalle vittime?

  13. Rino.Cammilleri February 5th, 2009 9:58 am

    @emanuele amat: Lei sta giocando con la dinamite. Esiste in Italia la Legge Mancino, in Francia quella Fabius e in Germania si va in galera fino a cinque anni. Il negazionista Irving in Austria si è fatto tre anni. Personalmente, non ho dubbi sullo sterminio. Ma, come ho detto, è terreno minato. Qui mi sono interessato solo a difendere il papa da quella che a me sembra una manovra orchestrata per metterlo in difficoltà. Adesso, però, vorrei cambiare argomento. Grazie per essere intervenuto.

  14. massimo February 6th, 2009 12:40 am

    Il programma di eutanasia voluto dal governo nazista si tradusse nell’assassinio di 275mila persone, di cui seimila bambini. E oggi parole d’ordine e propaganda ricalcano precisamente quelle diffuse dal Terzo Reich.

    [Da «il Timone» n. 60, febbraio 2007]

    Se al giorno d’oggi provate a sostenere che l’eutanasia è un crimine contro l’umanità e che a legalizzare la morte dolce si rischia una deriva morale come quella che vigeva sotto il regime nazista rischiate di ricevere critiche, richiami, accuse, insulti, richieste di dimissioni, come è successo e l’onorevole Carlo Giovanardi, quando era ministro dei Rapporti con il Parlamento. Nel marzo del 2006 l’esponente dell’UDC, commentando la decisione olandese di permettere la pratica dell’eutanasia anche ai bambini, ha sostenuto che «la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo». L’allora ministro parlò di «selezione eugenetica, che parte sin dall’inizio eliminando i bambini down, quelli talassemici o quelli che, già venuti al mondo, non hanno la dignità di vivere perché non sono perfetti. Se poi l’applichiamo anche agli anziani, questo è nazismo».

    Esagerato? In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le “parole d’ordine”, i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla “morte dolce” sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti.

    Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, “vite indegne di vita”.

    Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati».

    Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della “dolce morte” entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «…Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire».

    Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi – benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente – allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (…) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo.

    La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (…) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare».

    Ricorda

    «Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941).

    Bibliografia

    Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale – Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992.
    Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000.
    Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997.
    Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, San Paolo, 2006.

  15. Riccardo February 6th, 2009 8:24 am

    Caro Di Mauro, anche se non mi riguarda strictu sensu, le confesso che risulta molto più comico per me (lettore come lei) leggere i post di uno strampalato collega-lettore che si diverte a definire “comico” un blog che, come pochi altri, offre una lettura degli eventi un poco diversa da quella imposta dal Grande Stato Laicista. Ammiro se non altro l’ingenua schiettezza che la distingue, caro Di Mauro, che mai nei suoi post è suffragata da spiegazioni logiche o da un razionale. A dimostrazione del fatto che quando non tollerate chi la pensa diversamente, passate direttamente alla derisione. Si dimentica di un piccolo particolare, però, che le segnalo come gesto di dovere: non sempre, da queste parti, si porge l’altra guancia.

  16. Luca Di Mauro February 6th, 2009 8:53 am

    Ammiro sinceramente il difensore della fede che accusa i miei interventi di essere carenti in logica (ma dove, di grazia?) de in “un razionale” [sic]. Ammiro altresì l’assoluta fermezza della convinzione condivisa che i cattolici, in Italia, siano una sparuta minoranza (ma la CEI non sbandiera esattamente il contrario, dati dei battesimi alla mano?) e che esista un Grande Stato Laicista (le maiuscole sono vostre) impegnato ad imporre il pensiero unico (quello omosessual-comunista, presumo).
    Riconosco pubblicamente di usare (ed è mio diritto) del sarcasmo su ciò che viene pubblicato, starà ora ai miei benevoli interlocutori mostrarmi dove io mi sia rifiutato di confutare le loro argomentazioni.
    Mi permetto, infine, di considerare l’ultima malaugurata allusione all’altra guancia come inerente unicamente al campo della dialettica (e mai come un avvertimento o, peggio, una richiesta di soddisfazione): sappia Riccardo (sono costretto solo dalle circostanze a chiamarlo confidenzialmente per nome) che sono pronto alla “pugna”.

  17. Rino.Cammilleri February 6th, 2009 12:31 pm

    @Luca Di Mauro: In America del Sud non ci fu alcun genocidio. Studi e vedrà.

  18. Luca Di Mauro February 6th, 2009 1:38 pm

    Grazie per il consiglio ma non ho mai parlato di genocidio a quel proposito, al massimo di un’altra cosa che mi orripila. Legga e vedrà.

  19. Lorenzo_P February 7th, 2009 2:54 am

    Sì, non ha parlato di genocidio, ma di evangelizzazione. Le ricordo che il sudamerica è l’unico continente del globo dove l’aborto è ancora, da tutti i paesi, punito dal codice penale, anche se l’ONU però ce la sta mettendo tutta per rimediare. Orripilante, vero? Adesso, data l’ospitalità di Cammilleri nei suoi confronti, sia coerente: se è vero che ama la pugna apra un blog e permetta a noialtri di postarci sopra (senza censura, però: lo ha detto lei).

  20. Riccardo February 9th, 2009 2:46 am

    Caro Di Mauro, evidentemente non ha colto l’inglesismo (”RAZIONALE”, da rationale). Mi fa piacere che sia pronto alla pugna. Best regards

  21. francescodes. February 10th, 2009 3:38 am

    Proporrei di proporre a Repubblica, Espresso, Lastampa e sole24ore di offrire ai loro lettori una copia dell’enciclica “Pascendi” di S. Pio X, per farsi un’idea sul modernismo, al di la’ di tante (inutili) chiacchere

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