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	<title>Comments on: Dossier</title>
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		<title>By: francescodes.</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-310</link>
		<dc:creator>francescodes.</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:38:19 +0000</pubDate>
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		<description>Proporrei di proporre a Repubblica, Espresso, Lastampa e sole24ore di offrire ai loro lettori una copia dell&#039;enciclica &quot;Pascendi&quot; di S. Pio X, per farsi un&#039;idea sul modernismo, al di la&#039; di tante (inutili) chiacchere</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Proporrei di proporre a Repubblica, Espresso, Lastampa e sole24ore di offrire ai loro lettori una copia dell&#8217;enciclica &#8220;Pascendi&#8221; di S. Pio X, per farsi un&#8217;idea sul modernismo, al di la&#8217; di tante (inutili) chiacchere</p>
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		<title>By: Riccardo</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-303</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2009 09:46:47 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Di Mauro, evidentemente non ha colto l&#039;inglesismo (&quot;RAZIONALE&quot;, da rationale). Mi fa piacere che sia pronto alla pugna. Best regards</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Di Mauro, evidentemente non ha colto l&#8217;inglesismo (&#8220;RAZIONALE&#8221;, da rationale). Mi fa piacere che sia pronto alla pugna. Best regards</p>
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		<title>By: Lorenzo_P</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-295</link>
		<dc:creator>Lorenzo_P</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 09:54:29 +0000</pubDate>
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		<description>Sì, non ha parlato di genocidio, ma di evangelizzazione. Le ricordo che il sudamerica è l&#039;unico continente del globo dove l&#039;aborto è ancora, da tutti i paesi, punito dal codice penale, anche se l&#039;ONU però ce la sta mettendo tutta per rimediare. Orripilante, vero? Adesso, data l&#039;ospitalità di Cammilleri nei suoi confronti, sia coerente: se è vero che ama la pugna apra un blog e permetta a noialtri di postarci sopra (senza censura, però: lo ha detto lei).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sì, non ha parlato di genocidio, ma di evangelizzazione. Le ricordo che il sudamerica è l&#8217;unico continente del globo dove l&#8217;aborto è ancora, da tutti i paesi, punito dal codice penale, anche se l&#8217;ONU però ce la sta mettendo tutta per rimediare. Orripilante, vero? Adesso, data l&#8217;ospitalità di Cammilleri nei suoi confronti, sia coerente: se è vero che ama la pugna apra un blog e permetta a noialtri di postarci sopra (senza censura, però: lo ha detto lei).</p>
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	<item>
		<title>By: Luca Di Mauro</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-293</link>
		<dc:creator>Luca Di Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 20:38:44 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie per il consiglio ma non ho mai parlato di genocidio a quel proposito, al massimo di un&#039;altra cosa che mi orripila. Legga e vedrà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie per il consiglio ma non ho mai parlato di genocidio a quel proposito, al massimo di un&#8217;altra cosa che mi orripila. Legga e vedrà.</p>
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		<title>By: Rino.Cammilleri</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-292</link>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 19:31:09 +0000</pubDate>
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		<description>@Luca Di Mauro: In America del Sud non ci fu alcun genocidio. Studi e vedrà.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Luca Di Mauro: In America del Sud non ci fu alcun genocidio. Studi e vedrà.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Luca Di Mauro</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-290</link>
		<dc:creator>Luca Di Mauro</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:53:25 +0000</pubDate>
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		<description>Ammiro sinceramente il difensore della fede che accusa i miei interventi di essere carenti in logica (ma dove, di grazia?) de in &quot;un razionale&quot; [sic]. Ammiro altresì l&#039;assoluta fermezza della convinzione condivisa che i cattolici, in Italia, siano una sparuta minoranza (ma la CEI non sbandiera esattamente il contrario, dati dei battesimi alla mano?) e che esista un Grande Stato Laicista (le maiuscole sono vostre) impegnato ad imporre il pensiero unico (quello omosessual-comunista, presumo).
Riconosco pubblicamente di usare (ed è mio diritto) del sarcasmo su ciò che viene pubblicato, starà ora ai miei benevoli interlocutori mostrarmi dove io mi sia rifiutato di confutare le loro argomentazioni.
Mi permetto, infine, di considerare l&#039;ultima malaugurata allusione all&#039;altra guancia come inerente unicamente al campo della dialettica (e mai come un avvertimento o, peggio, una richiesta di soddisfazione): sappia Riccardo (sono costretto solo dalle circostanze a chiamarlo confidenzialmente per nome) che sono pronto alla &quot;pugna&quot;.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ammiro sinceramente il difensore della fede che accusa i miei interventi di essere carenti in logica (ma dove, di grazia?) de in &#8220;un razionale&#8221; [sic]. Ammiro altresì l&#8217;assoluta fermezza della convinzione condivisa che i cattolici, in Italia, siano una sparuta minoranza (ma la CEI non sbandiera esattamente il contrario, dati dei battesimi alla mano?) e che esista un Grande Stato Laicista (le maiuscole sono vostre) impegnato ad imporre il pensiero unico (quello omosessual-comunista, presumo).<br />
Riconosco pubblicamente di usare (ed è mio diritto) del sarcasmo su ciò che viene pubblicato, starà ora ai miei benevoli interlocutori mostrarmi dove io mi sia rifiutato di confutare le loro argomentazioni.<br />
Mi permetto, infine, di considerare l&#8217;ultima malaugurata allusione all&#8217;altra guancia come inerente unicamente al campo della dialettica (e mai come un avvertimento o, peggio, una richiesta di soddisfazione): sappia Riccardo (sono costretto solo dalle circostanze a chiamarlo confidenzialmente per nome) che sono pronto alla &#8220;pugna&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>By: Riccardo</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-288</link>
		<dc:creator>Riccardo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 15:24:02 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Di Mauro, anche se non mi riguarda strictu sensu, le confesso che risulta molto più comico per me (lettore come lei) leggere i post di uno strampalato collega-lettore che si diverte a definire &quot;comico&quot; un blog che, come pochi altri, offre una lettura degli eventi un poco diversa da quella imposta dal Grande Stato Laicista. Ammiro se non altro l&#039;ingenua schiettezza che la distingue, caro Di Mauro, che mai nei suoi post è suffragata da spiegazioni logiche o da un razionale. A dimostrazione del fatto che quando non tollerate chi la pensa diversamente, passate direttamente alla derisione. Si dimentica di un piccolo particolare, però, che le segnalo come gesto di dovere: non sempre, da queste parti, si porge l&#039;altra guancia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Di Mauro, anche se non mi riguarda strictu sensu, le confesso che risulta molto più comico per me (lettore come lei) leggere i post di uno strampalato collega-lettore che si diverte a definire &#8220;comico&#8221; un blog che, come pochi altri, offre una lettura degli eventi un poco diversa da quella imposta dal Grande Stato Laicista. Ammiro se non altro l&#8217;ingenua schiettezza che la distingue, caro Di Mauro, che mai nei suoi post è suffragata da spiegazioni logiche o da un razionale. A dimostrazione del fatto che quando non tollerate chi la pensa diversamente, passate direttamente alla derisione. Si dimentica di un piccolo particolare, però, che le segnalo come gesto di dovere: non sempre, da queste parti, si porge l&#8217;altra guancia.</p>
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	<item>
		<title>By: massimo</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-286</link>
		<dc:creator>massimo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 07:40:17 +0000</pubDate>
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		<description>Il programma di eutanasia voluto dal governo nazista si tradusse nell’assassinio di 275mila persone, di cui seimila bambini. E oggi parole d’ordine e propaganda ricalcano precisamente quelle diffuse dal Terzo Reich.

[Da «il Timone» n. 60, febbraio 2007]

Se al giorno d’oggi provate a sostenere che l’eutanasia è un crimine contro l’umanità e che a legalizzare la morte dolce si rischia una deriva morale come quella che vigeva sotto il regime nazista rischiate di ricevere critiche, richiami, accuse, insulti, richieste di dimissioni, come è successo e l’onorevole Carlo Giovanardi, quando era ministro dei Rapporti con il Parlamento. Nel marzo del 2006 l’esponente dell’UDC, commentando la decisione olandese di permettere la pratica dell’eutanasia anche ai bambini, ha sostenuto che «la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo». L’allora ministro parlò di «selezione eugenetica, che parte sin dall’inizio eliminando i bambini down, quelli talassemici o quelli che, già venuti al mondo, non hanno la dignità di vivere perché non sono perfetti. Se poi l’applichiamo anche agli anziani, questo è nazismo». 

Esagerato? In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le &quot;parole d’ordine&quot;, i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla &quot;morte dolce&quot; sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti. 

Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, &quot;vite indegne di vita&quot;. 

Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati». 

Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della &quot;dolce morte&quot; entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «...Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire». 

Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi - benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente - allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (...) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo. 

La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (...) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare». 

Ricorda 

«Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941). 

Bibliografia 

Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale - Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992. 
Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000. 
Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997. 
Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, San Paolo, 2006.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il programma di eutanasia voluto dal governo nazista si tradusse nell’assassinio di 275mila persone, di cui seimila bambini. E oggi parole d’ordine e propaganda ricalcano precisamente quelle diffuse dal Terzo Reich.</p>
<p>[Da «il Timone» n. 60, febbraio 2007]</p>
<p>Se al giorno d’oggi provate a sostenere che l’eutanasia è un crimine contro l’umanità e che a legalizzare la morte dolce si rischia una deriva morale come quella che vigeva sotto il regime nazista rischiate di ricevere critiche, richiami, accuse, insulti, richieste di dimissioni, come è successo e l’onorevole Carlo Giovanardi, quando era ministro dei Rapporti con il Parlamento. Nel marzo del 2006 l’esponente dell’UDC, commentando la decisione olandese di permettere la pratica dell’eutanasia anche ai bambini, ha sostenuto che «la legislazione nazista e le idee di Hitler in Europa stanno riemergendo». L’allora ministro parlò di «selezione eugenetica, che parte sin dall’inizio eliminando i bambini down, quelli talassemici o quelli che, già venuti al mondo, non hanno la dignità di vivere perché non sono perfetti. Se poi l’applichiamo anche agli anziani, questo è nazismo». </p>
<p>Esagerato? In realtà, se si vanno a studiare più attentamente le argomentazioni, i motivi e la propaganda con cui Hitler impose la pratica massiccia dell’eutanasia, si scopre che le &#8220;parole d’ordine&#8221;, i concetti e gli esempi utilizzati oggi dalla lobby favorevole alla &#8220;morte dolce&#8221; sono molto simili a quelli utilizzati dai medici nazisti. </p>
<p>Riprendendo concezioni originate e diffuse dalle Società Eugenetiche in voga nei primi decenni del XX secolo, l’eutanasia venne considerata dal regime nazista una pratica pietosa per eliminare le cosiddette Lebensunwertes Leben, &#8220;vite indegne di vita&#8221;. </p>
<p>Già nel 1924-25 Adolf Hitler scrisse nel Mein Kampf: «Se non c’è più forza per combattere per la propria salute, il diritto a vivere viene meno». E nelle conversazioni condotte fino al 1931 con Hermann Rauschning, allora presidente del Senato di Danzica, Hitler ha detto che la «pietà conosce una sola azione: lasciar morire i malati». </p>
<p>Con una lettera firmata di suo pugno il primo settembre del 1939 Hitler scrisse: «Il Reichsleiter Philip Bouhler (Capo della Cancelleria di Stato ndr) ed il Dottor Karl Brandt (medico personale di Hitler ndr), sono incaricati a conferire a singoli medici i poteri necessari affinchè a pazienti giudicati incurabili secondo il miglior giudizio umano disponibile sia concessa una morte pietosa» Da quel momento la macchina della &#8220;dolce morte&#8221; entrò a pieno regime. Prove fornite al processo di Norimberga (1945-1946) stimano che con l’eutanasia furono assassinati 275.000 individui, tra cui Seimila bambini. Le vittime furono assassinate in camere a gas, camuffate come locali da bagno, per mezzo di monossido di carbonio emesso da bombole di gas. Per far accettare il programma di eutanasia, la macchina della propaganda nazista cominciò a produrre film. I manicomi dove avveniva l’eliminazione vennero presentati come splendidi luoghi di cura, con interni di lusso, meravigliose vedute, trattamento superbo. Nello stesso tempo vennero diffusi cortometraggi che riprendevano individui repellenti, malati terminali e sofferenti, individui deformati dalle malattie, con l’idea di mostrare condizioni indegne di vita. Nel 1941 venne diffuso il film Ich klage an (lo accuso) in cui si racconta di un professore di patologia, Heyt, sposato con la giovane Hanna, la quale è malata di sclerosi multipla. Heyt si sforza di curare Hanna, ma ad un certo punto decide di aiutare la moglie a morire. Il fratello di Hanna denuncia Heyt per omicidio. Ma nel corso del dibattito in tribunale i sei giudici concludono che la legge deve essere cambiata per permettere l’eutanasia. Nel film l’ex sindaco della città dove si svolge il dramma prende la parola e dice: «&#8230;Per quanto riguarda coloro che desiderano morire perché un tempo sono stati sani e ora non ce la fanno più, ebbene io credo che lo Stato, che ci impone il dovere di morire, debba anche darci il diritto di morire». </p>
<p>Il film fu visto da 18 milioni di persone. Il servizio di sicurezza di Hitler raccolse le reazioni e stilò un lungo rapporto in cui sottolineava che la gente aveva accettato sia pure con qualche riserva che le persone affette da gravi malattie incurabili devono poter avere una morte rapida sanzionata dalla legge». Il rapporto dei servizi di sicurezza rilevava che l’unica vera opposizione contro il film e contro l’eutanasia veniva dalla Chiesa Cattolica. A questo proposito l’allora vescovo di Munster, Clemens August Von Galen (beatificato il 9 ottobre 2005), denunciò aspramente il programma di eutanasia. Nella predica del 3 agosto 1941, Von Galen tuonò: «Se anche per un’unica volta accettiamo il principio del diritto a uccidere i nostri fratelli improduttivi &#8211; benché limitato in partenza solo ai poveri e indifesi malati di mente &#8211; allora in linea di principio l’omicidio diventa ammissibile per tutti gli esseri umani. (&#8230;) È impossibile immaginare quali abissi di depravazione morale e di generale diffidenza perfino nell’ambito familiare toccheremmo, se tale orribile dottrina fosse tollerata, accettata, messa in pratica». La predica di Von Galen venne riprodotta su volantini e diffusa dagli aerei della Royal Air Force britannica. Solo la grande popolarità di cui il prelato godeva impedi ai nazisti di impiccarlo. </p>
<p>La storia evidentemente tende a ripetersi: nel numero speciale di fine 1996 dedicato al 50esimo anniversario del processo di Norimberga ai medici nazisti, il Britisn Medical Journal riportava un commento di Hartmut Hanauske-Abel della Cornell University di New York, che così diceva: «Ciò che è avvenuto nel 1933 in Germania può accadere ancora, in Europa e in Nord America. L’ethos della medicina non è saldo e immutabile, ma soggetto a distorsioni da parte delle forze politiche e sociali, e dalle applicazioni devianti della scienza e della tecnologia». Ancora più chiara Alice Ricciardi von Platen, autrice del libro Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, in cui spiega: «In quest’epoca difficile un numero spaventoso di giovani medici e avvocati sostengono a quattrocchi la pratica dell’eutanasia, sia pure eseguita sotto il controllo dello Stato in condizioni diverse da quelle del Terzo Reich. (&#8230;) Anche l’opinione pubblica, in ambienti liberi da influenze confessionali, rimane favorevole in molti casi alla liberazione dei malati di mente dalla loro vita ormai priva di valore. La propaganda nazionalsocialista ha impresso fortemente nelle coscienze questo modo di pensare e la vita pubblica attuale non offre alcun modello concreto contro i sostenitori del diritto dei più forti. Modificare questa concezione dei malati di mente e più in generale dei malati sarà un lavoro di generazioni, un compito che solo la diversa considerazione dell’uomo potrà realizzare». </p>
<p>Ricorda </p>
<p>«Siamo di fronte a una follia omicida senza eguali. Con gente come questa, con questi assassini che calpestano orgogliosi le nostre vite, non posso più avere comunanza di popolo!». (Clemens August Von Galen, vescovo di Munster, Omelia del 3 agosto 1941). </p>
<p>Bibliografia </p>
<p>Mlchael Burlelgh-Wolfgang Wippennann, Lo stato razziale &#8211; Germania 1933/1945, Rizzoli, 1992.<br />
Alice Ricciardi von Platen, Il nazismo e l’eutanasia dei malati di mente, Editrice Le Lettere, 2000.<br />
Henry Friedlander, Le origini del genocidio nazista, Editori Riuniti, 1997.<br />
Stefania Falasca, Un vescovo contro Hitler, San Paolo, 2006.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Rino.Cammilleri</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-285</link>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 16:58:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.rinocammilleri.com/?p=603#comment-285</guid>
		<description>@emanuele amat: Lei sta giocando con la dinamite. Esiste in Italia la Legge Mancino, in Francia quella Fabius e in Germania si va in galera fino a cinque anni. Il negazionista Irving in Austria si è fatto tre anni. Personalmente, non ho dubbi sullo sterminio. Ma, come ho detto, è terreno minato. Qui mi sono interessato solo a difendere il papa da quella che a me sembra una manovra orchestrata per metterlo in difficoltà. Adesso, però, vorrei cambiare argomento. Grazie per essere intervenuto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@emanuele amat: Lei sta giocando con la dinamite. Esiste in Italia la Legge Mancino, in Francia quella Fabius e in Germania si va in galera fino a cinque anni. Il negazionista Irving in Austria si è fatto tre anni. Personalmente, non ho dubbi sullo sterminio. Ma, come ho detto, è terreno minato. Qui mi sono interessato solo a difendere il papa da quella che a me sembra una manovra orchestrata per metterlo in difficoltà. Adesso, però, vorrei cambiare argomento. Grazie per essere intervenuto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: emanuele amat</title>
		<link>http://www.rinocammilleri.com/2009/02/dossier/comment-page-1/#comment-284</link>
		<dc:creator>emanuele amat</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Feb 2009 16:39:20 +0000</pubDate>
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		<description>Mi rendo conto che quello che sto per dire mi attirerà le ire e il sarcasmo di molti e spero che, almeno in Italia, non sia reato. Dunque, ho molti dubbi su quello che notoriamente si sostiene sul così detto olocausto. Innanzitutto sul numero, sei milioni di individui gasati o cremati. Se si divide questa cifra per gli anni della guerra e per i giorni compresi in un anno si ottiene un numero di persone eliminate giornalmente che ha dell&#039;incredibile. Si possono gasare o cremare così tante persone in un giorno solo? I forni crematori hanno le dimensioni più o meno di un loculo, al massimo ci può stare un cadavere. Quante ore impiega un corpo per bruciare interamente? Quanto combustibile occorre? Le camere a gas,poi, sono dei semplici stanzoni come possono essere delle doccie in una palestra, non sono stagne. Come veniva pompato il gas letale che sarebbe dovuto uscire dalle doccie? Quanto tempo ci voleva per saturare l&#039;ambiente e, una volta terminata la gasazione, svuotarla dalle vittime?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rendo conto che quello che sto per dire mi attirerà le ire e il sarcasmo di molti e spero che, almeno in Italia, non sia reato. Dunque, ho molti dubbi su quello che notoriamente si sostiene sul così detto olocausto. Innanzitutto sul numero, sei milioni di individui gasati o cremati. Se si divide questa cifra per gli anni della guerra e per i giorni compresi in un anno si ottiene un numero di persone eliminate giornalmente che ha dell&#8217;incredibile. Si possono gasare o cremare così tante persone in un giorno solo? I forni crematori hanno le dimensioni più o meno di un loculo, al massimo ci può stare un cadavere. Quante ore impiega un corpo per bruciare interamente? Quanto combustibile occorre? Le camere a gas,poi, sono dei semplici stanzoni come possono essere delle doccie in una palestra, non sono stagne. Come veniva pompato il gas letale che sarebbe dovuto uscire dalle doccie? Quanto tempo ci voleva per saturare l&#8217;ambiente e, una volta terminata la gasazione, svuotarla dalle vittime?</p>
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