E così il film polacco sulla strage di Katyn sta facendo flop al botteghino in Italia. Strano: regista di primo piano, ha conteso l’Oscar quale miglior film straniero all’indiano Millionaire. Il film è presente in sole otto sale. Insomma, è pochissimo distribuito. A pensar male, com’è noto, spesso ci s’azzecca. Non sarà che quel film parla di un fatto storico? Cioè, gli oltre quindicimila ufficiali polacchi massacrati a freddo dai sovietici, che poi diedero la colpa ai tedeschi. Accadde al tempo della spartizione della Polonia tra Hitler e Stalin. Si trattava di eliminare non solo i quadri dell’esercito polacco ma anche una futura classe dirigente. Insomma, uno dei pochi crimini non commessi dai nazisti, bensì dai comunisti. Mi ricordo di un altro film, mai distribuito nelle sale, che potei vedere solo per caso e in VHS: Eleni. Sebbene il protagonista fosse non uno qualsiasi ma John Malkovich. Anche qui si parlava di crimini efferati commessi dai comunisti, in questo caso i partigiani greci. Ricordo anche che nei nostri anni Settanta un potente quotidiano nazionale non andò in edicola perché sgradito agli operai tipografici che dovevano stamparlo. Infatti, per egemonia culturale non si intende solo «vertici» o «autori» ma anche anonimi gangli intermedi, fino all’ultimo bidello che ha le chiavi della sala. Eh, il Muro è caduto più di vent’anni fa, ma in troppe teste è più ritto che mai.