Archiviati per March, 2009

Hollywood

In una bella paginata del «Giornale» (15.3.09), Massimo M. Veronese racconta quel che facevano le star hollywoodiane prima di splendere nel firmamento mondiale.  Sean Connery lucidava bare, Brad Pitt si travestiva da pollo per una catena di fast food, Elvis Presley era camionista, Robert Redford commesso, Harrison Ford falegname, Michelle Pfeiffer cassiera di supermarket, Sandra Bullock gelataia, George Clooney vendeva scarpe, Jack Nicholson era fattorino, Cameron Diaz lattaia, Tina Turner colf, Mariah Carey sciampista, Bruce Willis barista. Potremmo continuare, da parte nostra, con quel che facevano Madonna, Sharon Stone e tutti gli altri (gli unici laureati del firmamento sono, paradossalmente, Sylvester Stallone e Arnold Schwarzenegger, nonché Jodie Foster). Naturalmente, tralasciamo i mestieri ancor meno nobili di tanti, sia perché in parte defunti, sia perché non è il caso di fare del moralismo, anche se certuni sono diventati «icone» e «cult». Tuttavia, i precedenti culturali non impediscono loro di ergersi a testimonial politici perfino nelle elezioni presidenziali e battersi in campagne a favore dei più triti e banali luoghi comuni politically correct alla moda, così che, sapendo di quale «carisma» godano presso i giovani, anche le maggiori organizzazioni internazionali li caricano di titoli. Per esempio, qual può essere la preparazione di Viggo Mortensen in tema di politica interna italiana? Eppure, intervistato qualche tempo fa dal nostro tiggì, espresse giudizi negativi su Berlusconi. Avendo orecchiato slogan correnti nel mondo dell’«arte». 

3 comments

Katyn

E così il film polacco sulla strage di Katyn sta facendo flop al botteghino in Italia. Strano: regista di primo piano, ha conteso l’Oscar quale miglior film straniero all’indiano Millionaire. Il film è presente in sole otto sale. Insomma, è pochissimo distribuito. A pensar male, com’è noto, spesso ci s’azzecca. Non sarà che quel film parla di un fatto storico? Cioè, gli oltre quindicimila ufficiali polacchi massacrati a freddo dai sovietici, che poi diedero la colpa ai tedeschi. Accadde al tempo della spartizione della Polonia tra Hitler e Stalin. Si trattava di eliminare non solo i quadri dell’esercito polacco ma anche una futura classe dirigente. Insomma, uno dei pochi crimini non commessi dai nazisti, bensì dai comunisti. Mi ricordo di un altro film, mai distribuito nelle sale, che potei vedere solo per caso e in VHS: Eleni. Sebbene il protagonista fosse non uno qualsiasi ma John Malkovich. Anche qui si parlava di crimini efferati commessi dai comunisti, in questo caso i partigiani greci. Ricordo anche che nei nostri anni Settanta un potente quotidiano nazionale non andò in edicola perché sgradito agli operai tipografici che dovevano stamparlo. Infatti, per egemonia culturale non si intende solo «vertici» o «autori» ma anche anonimi gangli intermedi, fino all’ultimo bidello che ha le chiavi della sala. Eh, il Muro è caduto più di vent’anni fa, ma in troppe teste è più ritto che mai. 

3 comments

Darwin

Il giornalista Antonio Gaspari (ragionpolitica.it, 2.3.09), visto che è il centenario della nascita di Darwin e il 150° del suo Origine delle specie, è andato a rileggersi l’altra grande opera darwiniana, Origine dell’uomo (Editori Riuniti 1983) e vi ha trovato un capitolo intitolato «Selezione naturale operante nelle nazioni civili», dove sta scritto: « Fra i selvaggi i deboli di corpo e di mente vengono presto eliminati; (…) D’altra parte, noi uomini civili cerchiamo con ogni mezzo di ostacolare il processo di eliminazione; costruiamo ricoveri per gli incapaci, per gli storpi e per i malati; facciamo leggi per i poveri; e i nostri medici usano la loro massima abilità per salvare la vita di chiunque fino all’ultimo momento. (…) Così i membri deboli della società civile si riproducono. Chiunque sia interessato dell’allevamento di animali domestici non dubiterà che questo fatto sia molto dannoso alla razza umana (…) ma, eccettuato il caso dell’uomo stesso, difficilmente qualcuno è tanto ignorante da far riprodurre i propri animali peggiori» (pag. 176). Più avanti: «Eppure l’uomo potrebbe mediante la selezione fare qualcosa non solo per la costituzione somatica dei suoi figli, ma anche per le loro qualità intellettuali e morali. I due sessi dovrebbero star lontani dal matrimonio, quando sono deboli di mente e di corpo» (pag. 255). E, nella pagina seguente: «quelli che non possono evitare una grande povertà per i loro figli dovrebbero astenersi dal matrimonio»; tuttavia è anche vero che «se i prudenti si astengono dal matrimonio, mentre gli avventati si sposano, i membri inferiori della società tenderanno a soppiantare i migliori». 

8 comments

« Previous PageNext Page »

} catch(err) {}