il blog di Rino Cammilleri

Archiviati per March, 2009

Lettera

La lettera che il Papa ha inviato a tutti i vescovi il 10 marzo 2009 ha tenuto banco sui giornali perché vi si fa il punto sulla polemica innescata dall’aver tolto la scomunica ai lefebvriani e la concomitanza con le dichiarazioni incaute del vescovo Williamson sulle camere a gas. Il Papa, tra le altre cose, si è anche tolto un sassolino dalla sacra pantofola e, pur con la prudenza labiale solita, ha aggiunto: «A volte si ha l’impressione che la nostra società abbia bisogno di un gruppo almeno, al quale non riservare alcuna tolleranza, contro il quale poter tranquillamente scagliarsi con odio. E se qualcuno osa avvicinarglisi –in questo caso il Papa- perde anche lui il diritto alla tolleranza e può pure lui essere trattato con odio senza timore e riserbo».

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Indipendence

«I Mohawk, sotto il loro famoso capo Joseph Brant, erano fra i più stretti alleati indiani dell’esercito britannico durante la guerra. La sorella di Brant, prima del conflitto, aveva sposato sir William Johnson, Gran Maestro Provinciale (della Massoneria, ndr) di New York e amico di Amherst (comandante in capo delle forze inglesi durante la guerra d’indipendenza americana, ndr). Durante una visita a Londra nel 1776, Brant venne a sua volta iniziato come massone. Più tardi in quello stesso anno, durante la fallita invasione del Canada da parte dei coloni, un certo capitano McKinstry venne catturato da alcuni uomini della tribù di Brant, legato a un albero e contornato di sterpi a cui gli indiani stavano per appiccare il fuoco. Quando McKinstry fece un “appello massonico”, Brant lo riconobbe e ordinò che venisse liberato. Venne poi consegnato a una loggia britannica a Quebec, che lo rimandò in patria». Cfr. Michael Baigent e Richard Leigh, Origini e storia della Massoneria (Newton Compton, 2005), pag. 267. Leigh e Baigent sono due dei tre autori del famoso bestseller Il Santo Graal a cui si è ispirato Dan Brown per il suo molto più celebre Codice da Vinci; talmente ispirato che i due lo citarono in giudizio per plagio. 

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Liam

Apprendo con gioia (ag. Zenit) che, su iniziativa del musicista americano Ray Herrman, il famoso attore Liam Neeson (Schindler List) darà voce a una Via Crucis su musiche di s. Alfonso de’ Liguori. Herrman è cattolico è ed vincitore di un Grammy Awards (l’Oscar della musica), ha lavorato anche con Christina Aguilera, i Chicago, Carlos Santana, Bob Dylan, Stevie Wonder. Il suo marchio discografico Little Lamb Music ha messo in vendita un Cd intitolato Praying The Way of the Cross” (Pregando la via della Croce). Herrman è un cattolico da rosario, che si aggira in un mondo, quello dello spettacolo, dominato da ben altre mentalità. Ma gli americani hanno questo di buono: amano i soldi, da qualunque parte provengano. E sanno che i cattolici negli Usa sono davvero tanti. Dunque, un investimento in tal senso non può non essere ampiamente remunerativo. A patto, però, che si facciano le cose professionalmente. Nel caso in questione, un attore di primo piano e un musicista dello stesso rango. Qui in Italia, invece, la musica cattolica è in mano ai dilettanti. E ai preti, il che è lo stesso. Abituati a ricevere in dono e non a spendere, al massimo ti fanno lo Zecchino d’Oro: zero investimento, altissimo guadagno. Ma con questo giro mentale non si approda a niente e si rimane, sempre, nell’insignificanza culturale.

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