Preservativi

Rose Busingye dirige il Meeting Point di Kampala, che cura i malati di Aids. Intervistata da il.Sussidario.net (20 marzo 2009) ha raccontato di quei giornalisti occidentali venuti al suo Meeting Point. Videro e si commossero. Allora regalarono scatole di preservativi. Una delle sieropositive ricoverate disse loro: “Mio marito sta morendo, e ho sei figli che tra poco saranno orfani: a cosa mi servono queste scatole che voi mi date?”. La Busingye ha aggiunto che quelli che parlano di preservativi per l’Africa non sanno di cosa parlano. Infatti, i profilattici vanno conservati a una giusta temperatura e vanno usati in assenza di polvere e con le mani lavate. Il che, in Africa, «può sembrare a tratti anche ridicolo». Per quanto riguarda il Papa, «quelli che lo attaccano hanno interessi da difendere, mentre il Papa di interessi non ne ha». Infatti, nessuno lo ha attaccato, sui preservativi, in Africa. «Da lui non arrivano le mine che fanno saltare per aria i nostri ragazzi, i nostri bambini che fanno i soldati, che si trovano amputati (…): e a loro cosa diamo, i preservativi?». Rose Busingye ha evocato anche il genocidio ruandese, per il quale nessuno intervenne: «Non si è mosso nessuno, e adesso vengono qui con i preservativi». Finale: «Perché non ci portano le aspirine, o le medicine anti-malaria? La malaria è una malattia che qui miete più vittime rispetto all’Aids». Forse la Busingye non sa che i Verdi occidentali hanno interdetto il Ddt, perché “nuoce all’ambiente”.

  • Print this article!
  • E-mail this story to a friend!
  • Facebook
  • LinkedIn
  • Technorati
  • Wikio IT
  • BarraPunto
  • del.icio.us
  • Reddit
  • Google
  • Segnalo
  • TwitThis
  • MySpace


6 commenti

6 Commenti

  1. Corrado March 24th, 2009 1:41 am

    “O Maria concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi, e in modo particolare per i massoni….”
    preghiera della Milizia dell’Immacolata di San Massimiliano Kolbe
    un saluto

  2. Marco Luzzi March 24th, 2009 9:33 am

    Giobbe Covatta (che credo nessuno sospetti di simpatie clericali) ha scritto uno spettacolo chiamato “Melanina e varachina”. Ad un certo punto, dopo l’ennesima battuta sui missionari in Africa, dice “A me dispiace parlare male dei preti… è che là ci stanno solo loro!”. Qualcuno ha scritto “a lavare i lebbrosi non ci vanno i filantropi, ci vanno le suore di Calcutta” e qui è (ancora una volta) uguale: ad assistere i malati non ci vanno i giornalisti, ci vanno i missionari.

  3. Barbalbero March 25th, 2009 6:25 am

    Aggiungerei la notizia riportata da un altro blog (querculanus), ove l’autore -missionario barnabita nella filippine- riferisce che nel suo paese, povero, su 90 milioni di abitanti, i malati di aids sono 8.300….
    oltre alla circostanza che nei paesi in Africa a maggioranza musulmana il fenomeno è quasi inesistente! ergo, ritengo che il tessuto culturale e religioso sia un elemento fondamentale per la diffusione dell’AIDS

  4. Hans March 26th, 2009 8:23 am

    Credo che ora don Gallo (l’orgoglio dei panneliani) sia contento: al posto dei missionari arrivano in Africa valanghe di presevativi! Manca solo che sulle confezioni scrivano: ‘fate l’amore, non fate la guerra’! E i giornalisti vaticanisti (vedi ‘Repubblica’) perchè non dicono delle mine prodotte in Italia? Allora è vero che è solo una questione di lobby e interessi economici. Provate solo a fare qualche calcolo elementare e vi accorgerete perchè il Papa è preso di mira!

  5. AlbertoUD March 26th, 2009 2:47 pm

    Plastica.
    Mi incuriosiscono i miei concittadini del continente europeo: pare che l’unica cosa per cui provano tenerezza sia la plastica.
    Ne testimonia il fatto che sempre più fanno ricorso alle protesi di plastica al seno, agli zigomi, ai fianchi.
    Di plastica i vestiti e le bottiglie, i sacchetti e tutti i contenitori…ma soprattutto di plastica è il “demiurgo” del nostro secolo: il preservativo.
    Il preservativo è il nostro dio, colui che può risolvere tutti i nostri problemi di tremuli occidentali: dalla fame del mondo, alle deformazioni, all’aids.
    Come mai ancora nessuno ha pensato di fargli un monumento stabile ed eterno?…nel frattempo c’è un artista che ha pensato di ricoprirci il crocefisso: forse – avrà pensato – potremo evitare questa infezione che dopo duemila anni ancora fa vittime: il cristianesimo.

  6. Rino.Cammilleri March 27th, 2009 8:52 am

    Commento esemplare.

Rispondi

} catch(err) {}