Klaus
Dario Fertilio sul Il Corriere della Sera (16 marzo 2009) ha recensito il libro di Vaclav Klaus, economista e presidente della Repubblica Ceca: Pianeta blu, non verde. Cosa è in pericolo: il clima o la libertà? (ed. Istituto Bruno Leoni). Klaus accusa «i cattivi ideologi, gli studiosi pronti a inventare qualsiasi cosa pur di strappare finanziamenti, i neocomunisti travestiti da verdi», i quali vogliono «instaurare nel mondo una dittatura salutista globale, nemica del capitalismo e del libero mercato». Klaus, seguace della scuola austriaca di von Hayek, afferma: «La temperatura media globale durante tutto il XX secolo è aumentata di appena 0,6 gradi! E non c’è alcuna prova che questa modesta variazione sia dovuta all’inquinamento». Che fare? Niente, perché «sui tempi lunghi la creatività umana, e forse gli stessi equilibri endogeni, sapranno trovare spontaneamente una soluzione». Cita uno scienziato, Indur Goklany: «L’età della pietra non ebbe fine perché l’uomo rimase senza pietre, o quella del bronzo perché rimase senza bronzo». Grossman e Krueger hanno dimostrato, anzi, che proprio l’aumento dello sviluppo riduce il deterioramento ambientale. Perché mai lanciare allarmi, se «l’aspetto fondamentale della variabilità naturale del clima sulla Terra è il Sole?». Faremmo molto meglio a preoccuparci degli scienziati «politicizzati» che vorrebbero imporci il famoso «protocollo di Kyoto», il quale ci obbligherebbe a ridurre di un terzo il nostro utilizzo di energia per averne in cambio, nel 2050, un abbassamento di temperatura di soli 0,05 gradi. Le fonti alternative? «L’estrazione dell’energia geotermica è per ora antieconomica» e, quanto a quella eolica, «la sostituzione della centrale nucleare ceca di Temelìn con un impianto eolico richiederebbe l’installazione di circa cinquemila turbine. Se dovessero essere costruite una accanto all’altra, formerebbero una linea che da Temelìn giungerebbe fino a Bruxelles». L’innalzamento dei mari? E quand’anche fosse? Per qualche isola oceanica sommersa, non potremmo ritrovarci con una Siberia improvvisamente coltivabile e fertile? Klaus ce l’ha con l’ecologismo, «un’ideologia metafisica che si rifiuta di vedere il mondo, la natura e l’umanità come realmente sono». Il «famigerato» Ipcc, il rapporto del gruppo intergovernativo per i cambiamenti climatici, é egemonizzato da scienziati catastrofisti, propagandisti politici dello «sviluppo limitato», del controllo centralizzato, gli eredi insomma della fallita pianificazione socialista. Michael Crichton, il bestsellerista, ha descritto le intimidazioni catastrofiste nel suo Stato di paura, una lettura che «dovrebbe essere obbligatoria». Klaus e Crichton sono in buona compagnia. Con loro stanno l’ex Cancelliere dello Scacchiere britannico, Lord Nigel Lawson, lo scienziato «pentito» Bjørn Lomborg, nonché tutti i quattromila intellettuali firmatari (fra cui 72 premi Nobel) dell’Appello di Heidelberg, l’anti- Kyoto, in cui si afferma che «al contrario di quanto sostiene il sapere convenzionale, non esiste oggi un consenso scientifico generale sull’importanza del riscaldamento da gas a effetto serra». Klaus: «Che fare dunque per migliorare il mondo? La migliore risposta è: niente».
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Rivista scientifica o di divulgazione scientifica? Dia retta, legga SviPop, come faccio io. La trova sul web.
Mi dispiace che Lei mi reputi petulante; eppure mi sembrava d’avere espresso le mie critiche al suo punto di vista in maniera gentile e costruttiva.
Forse non mi sono espresso bene: la mia duplice critica è sia sulla Sua sicurezza che il global warming non esiste e che in ogni caso non ha cause antropiche, sia sul modo sprezzante (o almeno questa e’ l’impressione che mi ha dato) di trattare gli scienziati che la pensano diversamente da Lei.
Lo stesso Zichichi, nell’articolo che Lei cita, usa il condizionale. Anche lui mostra di non sapere se quello che cita può spiegare le cause oppure no.
Comunque, mi scuso se Le ho dato fastidio, ma il mio era solo un tentativo di discutere costruttivamente con una persona di cui apprezzo sia l’impegno per noi cattolici sia la qualità dei suoi articoli.
Esiste il Gruppo Galileo (4000 e rotti scienziati) di cui fa parte anche Veronesi (se non le piace Zichichi) che sostengono quel che sostengo io. Hanno scritto anche una lettera aperta a Napolitano affinchè l’Italia non aderisca a Kyoto. Ma se lei non segue i giornali e legge solo Scienze non vorrà mica che gliele faccia io, le ricerche….
le segnalo che alcuni mesi fa nella rivista astrofisica “le stelle” era apparso un articolo che pareva mettere in discussione l’origine antropica del surriscaldamento globale, adducendo il fatto che tutti i pianeti del sistema solare stanno subendo la stessa sorte (e non si può certo parlare di inquinamento antropico su Plutone o su Saturno). Se può farle piacere scannerizzo l’articolo in questione e glielo invio allegato ad una mail.
La ringrazio, aspetto l’articolo. Chiedo scusa ma ogni tanto devo assentarmi per conferenze, anche all’estero.
Purtroppo io non ho l’assistenza dello Spirito come la Chiesa. Invecchio e sono stufo di ascoltare sempre le stesse, stantie, obiezioni. E’ giusto sopportare il carattere altrui, ma è anche giusto che gli altri sopportino il mio. Se non se la sentono, il web è grande….
purtroppo non sono abbastanza vecchio da poter dire di aver combattuto contro queste cose; dunque non avevo colto questo aspetto. Allora le do ragione. Temo purtroppo che lei stia combattendo contro un nemico che non si estinguerà mai davvero. Le chiedo scusa per la mia insistenza, ma non avevo capito che lei fosse assente. A che indirizzo posso mandarle l’articolo?
Sta arrivando l’estate. Scherzo un pò: mi sento un polimero baciato dal sole. Cambia il tempo. Il sole a volte può essere velenoso. Il clima non è impazzito e il mondo non ha un esaurimento nevoso. Giovanni Paolo II ha affermato che l’uomo ha non solo bisogno di un ambiente naturale salubre, ma ancor di più ha bisogno di un sano ambiente umano.
UMORISMO CITAZIONI…
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TEMPO MONDO…
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Caro Asara Cottu, guardi che questo è il mio sito; dunque, mandi pure le sue battute ma che almeno abbiano attinenza con qualche Antidoto.