Sulla rivista «Intervento nella società » (n. 2, aprile-giugno 2009) leggo a pag. 14 un articolo del genetista Giuseppe Sermonti (fratello del più famoso Vittorio, lettore di Dante) dal titolo curioso: «La Bibbia è il primo libro evolutivo». Ma il concetto non è di Sermonti, bensì, come spiega l’articolo, di Jerome Lejeune, lo scopritore della natura cromosomica del morbo di Down. Il quale così dice: «La Bibbia è il primo libro evolutivo, perché evidenzia le tappe della creazione (…). In uno scorcio assolutamente folgorante, enumera gli esseri viventi secondo l’ordine in cui li troviamo negli strati geologici».
Lussuria
I fissati sono avvertiti: la città di Lodi ospita, dal 7 al 17 maggio 2009, «undici giorni di incontri, mostre, spettacoli e laboratori per raccontare il più intrigante dei peccati capitali». Cioè, la lussuria. Anzi, «Lussuria!» con l’esclamativo, come da titolo ufficiale dell’«evento». Poiché nel depliant illustrativo c’è come logo la solita mela morsicata e la scritta «i sette peccati capitali», suppongo che la cosa abbia avuto un prequel e avrà un seguito, per la delizia degli affezionati di tutto il mondo. I quali, si spera, si catapulteranno a valanga nella cittadina lombarda. Se non sapete a chi lasciare i bambini, niente paura, potete portarveli dietro. Per loro, infatti, «il tema della lussuria verrà affrontato in modo ironico e divertente» alla Biblioteca Laudense in giorni appositi («max 25 partecipanti», però). Varrebbe la pena andare solo per sentire la risposta alla domanda da cento milioni posta dalla creatura: «Che cos’è la lussuria?». Ah, se vi sorge qualche perplessità circa l’impiego del pubblico denaro, non è questa la sede.
Abruzzo
Ringrazio gli amici di RassegnaStampa.it per avermi segnalato un articolo che mi era sfuggito. Sul settimanale «Tempi» del 21 aprile 2009 «l’italo-americano di origine abruzzese Robert Triozzi, ex comandante dei vigili del fuoco dell’Onu, oggi comandante del Programma di sviluppo dei vigili del fuoco (Frdp, l’ong che opera sotto l’egida dell’Onu raccogliendo i professionisti di 12 paesi)», ha così dichiarato: «Nessuna nazione al mondo è in grado di attivare una macchina come quella dei soccorsi messa in moto in Abruzzo. Nessuna». Per esempio: «L’uragano Katrina negli Usa da questo punto vista è stato una sciagura nella sciagura: mancava il coordinamento di un corpo nazionale come il vostro ed era completamente assente il supporto logistico per sfollati e soccorritori. In Italia questo è stato possibile nel giro di poche ore». Cos’ha di speciale l’Italia? «Innanzitutto perché in Italia la protezione civile dipende direttamente dal presidente del Consiglio dei ministri: ergo, non esistono burocrazia e ritardi. (…) L’Italia ha inoltre un’esperienza vasta in fatto di emergenze, terremoti, frane, vulcani». L’intervistatore, che si firma CG, sottolinea che «il cellulare di Triozzi nelle ultime ore ha raccolto centinaia di sms da 16 paesi, colleghi che dicono: “Se fosse accaduto qui saremmo ancora in mezzo a una stradaâ€Â». E il super-esperto internazionale continua: «Parliamo di perfezione dei fabbricati giapponesi dimenticando che a Kobe, nel 1995, uno dei primi edifici a crollare fu la centrale dei vigili del fuoco. E che una denuncia sui difetti di costruzione delle Torri Gemelle fu depositata nel 1968 dal comandante dei pompieri di New York». Ma donde la sua foga? Ecco il titolo del pezzo: «Santoro sbaglia, nessun paese sa domare il caos come l’Italia».
Il crocifisso del samurai
Cari amici, è in libreria la mia ultima fatica: Il crocifisso del samurai (Rizzoli). Si tratta di un romanzo storico attorno a un episodio poco noto della storia: la grande rivolta dei samurai cristiani nel 1637. Circa quarantamila cristiani giapponesi, donne e bambini compresi, si ribellarono alla persecuzione e si arroccarono nella penisola di Shimabara, nel castello in disuso di Hara.
Qui tennero testa per cinque mesi al più grande esercito di samurai che la storia del Giappone avesse mai visto. Vennero massacrati fino all’ultimo e fu la loro rivolta a provocare la chiusura ermetica del Giappone al mondo esterno per due secoli. Quando i missionari europei poterono tornare, nella seconda metà dell’Ottocento, trovarono che i discendenti di quegli antichi cristiani avevano conservato la fede nella clandestinità , tramandandosela di generazione in generazione. Solo alla fine del XIX secolo cessarono le persecuzioni dei cristiani nel Sol Levante. I pochi rimasti erano quasi tutti concentrati a Nagasaki. E furono centrati, com’è noto, da una delle due bombe atomiche.


