Boston
Il 6 settembre 2009, su Zenit.org, Elisabeth Lev, docente universitaria americana, ha commemorato i due ultimi Kennedy, morti quest’anno. Un passaggio storico è interessante e lo riporto: «Boston è stata costruita sulle colonne granitiche dell’anticattolicesimo. Dall’epoca dei suoi fondatori puritani, i protestanti hanno rappresentato per tre secoli la maggior parte della popolazione della città, fino all’arrivo degli irlandesi – non accolti di buon grado – a metà del XIX secolo. Gli statuti puritani settecenteschi bandivano tutti i sacerdoti dal territorio e prevedevano la pena di morte nel caso in cui fossero tornati (nel 1690 questa pena fu mitigata e trasformata nel carcere a vita). I cattolici sono stati esclusi da ogni tipo di adorazione pubblica fino al 1780. Ogni 5 novembre, il Guy Fawkes Day (festa inglese in cui viene bruciato il fantoccio del papista Guy Fawkes, che nel XVI secolo, accusato di voler far saltare il Parlamento, fu giustiziato, ndr), i bostoniani celebravano il “Pope Day” [il Giorno del Papa, ndt] bruciando l’effigie del Papa, facendo processioni in cui il Romano Pontefice e il diavolo camminavano mano nella mano e compiendo atti di vandalismo contro case e uffici cattolici. Nel 1834 i rivoltosi bruciarono un convento di orsoline a North Boston e nel 1840 venne formato un violento partito politico anticattolico, i “Know Nothings”, come reazione all’immigrazione cattolica negli Stati Uniti. Il partito dilagò nelle elezioni del Massachusetts del 1854, guadagnando sia il governatorato che la legislatura. Le leggi puritane impedivano ai cattolici di ricoprire ogni tipo di incarico politico e a Boston i cattolici venivano dipinti come automi senza cervello al servizio del Papa straniero. Tutto questo cambiò decisamente nel 1960. L’elezione di John F. Kennedy, nientemeno che un bostoniano, a Presidente degli Stati Uniti offrì a Boston una catarsi simile a quella dell’elezione di Barack Obama. Lo stigma del bigottismo anticattolico poteva finalmente essere eliminato».
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Mi scusi, Cammilleri, ma a me pare che il trionfo dei Kennedy, specialmente del debosciato Teddy – omicida a Chappacquiddick, ubriacone, donnaiolo, divorziato (e detentore di una corrotta e oscena sentenza di annullamento contro la madre dei suoi figli, che mai e poi mai la Sacra Rota avrebbe dovuto rilasciare), bugiardo sciente e deliberato, abortista, omosessualista, relativista, corruttore della Chiesa e del laicato a tutti i livelli, sostenitore dei terroristi dell’IRA, e, tanto per concludere, colpevole di alto tradimento per aver segretamente approcciato Andropov sotto la presidenza Reagan allo scopo di tagliar l’erba sotto i piedi a quest’ultimo – rappresenti un colpo contro la Chiesa peggiore di qualunque parata di Guy Fawkes o incendio di monastero. Anche perche’ il fatto e’ che questo mostro non era una stranezza, ma al contrario tipico del suo tipo di pseudocattolico assetato di potere e prestigio, di cui splendidi esempi si vedono per tutti gli Stati Uniti, e la cui prevalenza ha direttamente a che vedere con l’orrendo scandalo della pedofilia che ha colpito quasi a morte la Chiesa locale. Non ho tempo di descrivere le connessioni tra corruzione kennediano-bostoniana e pedofilia sacerdotale, ma mi creda, e’ cosi’.
Il protestantesimo è un cancro dificcile da debellare. Ma alla sua fine c’arriverà con le proprie gambe. Tempo fa leggevo l’intervento di un esperto in cose economiche (non mi ricordo chi) il quale dava la colpa della crisi mondiale attuale proprio al protestantesimo, paventando una futura crisi anche a livello dottrinale! Sono solo chiese accomunate dall’anticattolicesimo, ma sempre in guerra tra di loro. Per come la vedo io il protestantesimo va combattuto con tutte le armi della fede che abbiamo.
Per la pedofilia dei preti americani, si guardi quanto dice Introvigne sul sito del Cesnur, e vedrà che va molto ridimensionata.
Ignorando pietosamente quello che dice Fabio, questo resoconto storico non fà che smentire il delirio di grandezza americano e il loro sguardo di sufficenza quando guardano al nostro continente. Gli americani accusano l’europa di aver nei secoli perseguitato ogni tipo di religione ( cattolica, protestante, ebraica) le quali si sarebbero rifugiate nel nuovo mondo per fuggire ai pazzi europei. Ebbene anche loro si comportano allo stesso modo! Le persecuzioni bostoniane per quanto possano indignare noi correligionari, possono lasciarci con un senso di gratificazione, malgrado tutto: Il nuovo mondo che accusa il vecchio, non è poi così migliore del vecchio.
Il Peccato Originale l’hanno tutti. E poi, ormai i cattolici stanno superando tutti, negli Usa.
Ma resta dubbio quanto sia stato buono il servizio che JF Kennedy ha fatto a Santa Romana Chiesa….
Il patto era che non facesse il cattolico, sennò non lo avrebbero eletto.
E’ vero quello che lei dice. Ma mi assale un dubbio: come dovrebbe comoprtarsi correttamente un cattolico che, trovandosi a poter assumere una carica, si trovi davanti a una simile contropartita da dare. E, soprattutto: fino a che punto dovrebbe mantenere il patto?
Può presentarsi col suo credo e vedere se lo votano così. Bush si comportò da cristiano “rinato” ovunque potè: infatti, Barack sta annullando tutto quel che aveva fatto.