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Dawson
Se qualcuno se lo ricorda, alcune puntate fa (a proposito di Oscar Wilde) parlammo dei grandi convertiti inglesi, notando che quasi tutti i nomi più importanti della letteratura britannica sono cattolici, partendo da Thomas More (autore del celeberrimo Utopia, che diede il nome a un genere) e passando per Shakespeare (criptocattolico, per non far la fine di More). Nell’elenco, poi rinforzato da alcuni lettori, mancava però Henry Christopher Dawson (1889-1970), uno dei massimi storici inglesi, che passò al cattolicesimo nel 1914. Studi a Oxford e cattedra ad Harvard, Dawson è autore di importantissime opere sulla storia del cristianesimo, l’ultima delle quali voglio segnalare alla vostra attenzione: La divisione della Cristianità occidentale (D’Ettoris Editori), a cura di Paolo Mazzeranghi e con presentazione di Marco Respinti, giornalista de «Il Domenicale». Vale la pena.
5 commentsMedici
Stefano Lorenzetto è uno dei migliori giornalisti italiani (date retta a me, che ne conosco personalmente parecchi) e da anni su «Il Giornale» presenta paginate di «Tipi italiani», personaggi singolari e talvolta stravaganti. Io, che ho nel curriculum un Elogio degli italiani (Mondadori) e un Doveroso elogio degli italiani (Bur) non me ne perdo uno. Una volta intervistò anche me (e mi ritrovai, in foto, faccia a faccia col b. Pio IX). Ma le puntate più interessanti, in tutti i sensi, sono state quelle in cui ha presentato straordinarie figure di medici, particolarmente specializzati nel parlare chiaro e senza peli sulla lingua (esempio: «Intorno all’Aids ci sono troppi interessi, è un business mondiale, più del petrolio»; forse per questo non si trova ancora un vaccino, come subodora Lucetta Scaraffia nella prefazione). Ora questi medici (tra i quali c’è anche chi propone «cure per il cancro il cui demerito principale è quello di costare quasi nulla, andando così contro gli interessi della potente industria farmaceutica») sono stati raccolti in un libro, Si ringrazia per le amorevoli cure prestate (Marsilio). Vi assicuro che non vi annoierete.
4 commentsKoll
Quando l’età avanza, i calciatori diventano allenatori. Così, io, che comincio ad essere anziano e navigato, come sapete ho aperto una scuola di scrittura creativa insieme al collega (giovane) Iannaccone, con la speranza di formare scrittori che, rinunciando alle vie facili del successo odierno (sesso-disperazione esistenziale-vampiri & serial killer), aprano nuove strade alla letteratura. La quale, come tutti le arti, dovrebbe (come diceva Pio XII) elevare l’anima anziché schiacciarla vieppiù. Tutto, in questo campo, è da riconquistare; anche in quello, più difficile, del teatro-cinema. E non solo come autori e sceneggiatori. Ma anche come attori. Oggi, per avere successo in questo campo bisogna scordarsi ogni moralità e pudore. Ne sa qualcosa Claudia Koll, che fatica a trovare scritture e ingaggi di livello da quando ha deciso, coraggiosamente, di fare outing del suo ritrovato cattolicesimo. Certo, né a me daranno mai lo Strega, né a lei daranno mai l’Oscar. Chissenefrega, abbiamo fatto la nostra scelta e scommesso sulla vita eterna: temiamo di più il Giudizio di Dio che quello di Venezia (intesa come Campiello e Leone d’Oro). Anche la Koll, come me, ha aperto la sua scuola. Come la mia, aperta a tutti. Ma tutti sanno che tipo di prodotto viene offerto. Se vi interessa, ecco qua: «Star Rose Academy. Dove c’è arte c’è amore», www.starroeseacademy.com e claudiakoll@starroseacademy.com
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