Archiviati per September, 2009
Livorno
Città rossa da sempre (per l’esattezza: dalla caduta del fascismo, perché era un feudo di Ciano), Livorno è oggi mediaticamente nota per il suo «Vernacoliere», foglio sboccato il cui turpiloquio è, ovviamente, tutto contro la destra. La città venne fondata dal granduca Cosimo II nel XVI secolo con un «editto di popolamento». Cioè, chi aveva pendenze con la legge trovava condono se vi si trasferiva. Da qui una tradizione piuttosto eterodossa: a Livorno si ebbe la più cospicua comunità ebraica d’Italia dopo quella di Roma; livornese era Filippo Buonarroti, discepolo di Babeuf e gran cospiratore ottocentesco; a Livorno fu fondato il partito comunista italiano… Ma guai a toccare ai livornesi la Madonna di Montenero, protettrice della Toscana, il cui santuario si trova proprio lì. Tant’è che, quando i napoleonici osarono sparare all’Immagine, l’intera città insorse in armi contro il blasfemo invasore. Dunque, fa proprio impressione la notizia data dal quotidiano «La Nazione» il 14 giugno. Il giorno prima, pellegrini da tutta la Toscana erano in processione verso il santuario e recitavano il rosario quando sono stati fatto oggetto di insulti e bestemmie da parte di un gruppo della cosiddetta «sinistra antagonista». Specialmente le pellegrine giovani sono state prese di mira e la cosa sarebbe di certo degenerata se non fosse intervenuta la polizia. Cori, slogan urlati, bestemmie. A Montenero. Benvenuti nel Terzo Millennio.
6 commentsBoston
Il 6 settembre 2009, su Zenit.org, Elisabeth Lev, docente universitaria americana, ha commemorato i due ultimi Kennedy, morti quest’anno. Un passaggio storico è interessante e lo riporto: «Boston è stata costruita sulle colonne granitiche dell’anticattolicesimo. Dall’epoca dei suoi fondatori puritani, i protestanti hanno rappresentato per tre secoli la maggior parte della popolazione della città, fino all’arrivo degli irlandesi – non accolti di buon grado – a metà del XIX secolo. Gli statuti puritani settecenteschi bandivano tutti i sacerdoti dal territorio e prevedevano la pena di morte nel caso in cui fossero tornati (nel 1690 questa pena fu mitigata e trasformata nel carcere a vita). I cattolici sono stati esclusi da ogni tipo di adorazione pubblica fino al 1780. Ogni 5 novembre, il Guy Fawkes Day (festa inglese in cui viene bruciato il fantoccio del papista Guy Fawkes, che nel XVI secolo, accusato di voler far saltare il Parlamento, fu giustiziato, ndr), i bostoniani celebravano il “Pope Day” [il Giorno del Papa, ndt] bruciando l’effigie del Papa, facendo processioni in cui il Romano Pontefice e il diavolo camminavano mano nella mano e compiendo atti di vandalismo contro case e uffici cattolici. Nel 1834 i rivoltosi bruciarono un convento di orsoline a North Boston e nel 1840 venne formato un violento partito politico anticattolico, i “Know Nothings”, come reazione all’immigrazione cattolica negli Stati Uniti. Il partito dilagò nelle elezioni del Massachusetts del 1854, guadagnando sia il governatorato che la legislatura. Le leggi puritane impedivano ai cattolici di ricoprire ogni tipo di incarico politico e a Boston i cattolici venivano dipinti come automi senza cervello al servizio del Papa straniero. Tutto questo cambiò decisamente nel 1960. L’elezione di John F. Kennedy, nientemeno che un bostoniano, a Presidente degli Stati Uniti offrì a Boston una catarsi simile a quella dell’elezione di Barack Obama. Lo stigma del bigottismo anticattolico poteva finalmente essere eliminato».
9 commentsCaterina
Antonio Socci, essendo senese, non poteva che dare nome «Caterina» a sua figlia. La santa omonima, patrona d’Italia, fustigava i pontefici, predicava la crociata, aveva una gemella e sui ventiquattro tra fratelli e sorelle. Ora, mi dicono che la Caterina di Socci sta male. Volentieri mi unisco alle preghiere che, in questo momento, sorvolano il suo ospedale tramite internet. Fatelo anche voi.
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