Ipazia
Poiché non pochi lettori mi avvisano dell’appello in circolazione circa un film su Ipazia, l’intellettuale pagana trucidata da un gruppo di cristiani verso il 415, ecco come andò la cosa (mi sono consultato, per vostra sicurezza, con Vittorio Messori). Racconta Eusebio di Cesarea che Ipazia non fu uccisa per ordine di s. Cirillo di Alessandria né per motivi religiosi bensì politici. I linciatori erano alcuni eretici «parabolani», cristiani fanatici che avevano mutuato il nome dai gladiatori che affrontavano i leoni (prima che Teodosio abolisse tali spettacoli nel circo). Disprezzavano la vita e, volendo morire al più presto per Cristo (secondo loro), si consacravano con giuramento ad assistere gli appestati e i malati di malattie infettive. Cirillo cercava di tenerli a bada ma a un certo punto scoppiò un dissidio politico tra lui e il prefetto di Alessandria, Oreste. Costui era sospettato di paganesimo e così i parabolani (cui si aggiunse qualche monaco fuori controllo) se la presero con Ipazia, che di Oreste era la favorita. Si aggiunga l’astio tutto egiziano per Bisanzio, di cui Oreste era rappresentante. Un astio che giocò il suo ruolo quando arrivarono gli arabi, i quali furono accolti in Egitto praticamente con gaudio per odio antibizantino (Costantinopoli aveva la mano pesante soprattutto con le tasse). Cirillo seppe del linciaggio a cose fatte.
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Per chi legge spagnolo, segnalo due link della catena COPE sulla vicenda di Ipazia e sul film:
http://www.cope.es/cultura/25-09-09–hipatia-alejandria-historia-leyenda-87756-1
http://www.cope.es/cultura/05-10-09–todo-lo-que-hay-que-saber-sobre-agora-90764-1
Ho consultato la rete e quello che appare è tutto il contrario di questo articolo. Su wikipedia si parla di monaci assassini cristiani; come sempre si tocca con mano il riduzionismo di questi intellettuali: ridurre l’europa e il passato solo al cristianesimo e attribuire ad esso tutte le colpe. Non è un esagerazione: ho parlato con uno di essi, uno psichiatra. L’ho provocato parlandogli con gli argomenti tipici dei catari ( per vedere la sua reazione) e lui mi ha risposto con un sorrisetto insolente dicendo che “questa è una valle di lacrime dove si piange sempre bene”. Questa persona, che confonde religioni e le fonde in una, mi sembra la chiave di lettura di tutte le leggende nere: sempre e solo il cristianesimo è il reo.
Ps: Parabolani, catari, gnostici, bogomili, comunisti, sette che praticano il suicidio di massa; hanno molti nomi, ma uno solo è il denominatore comune, e il grande pericolo per la società; l’impazienza per il regno.
Se ne è parlato in questo blog, che vorrei segnalare: http://illuministicamentando.splinder.com/post/21502566/Sull%27uccisione+di+Hypatia+d%27Eg
Notare come su wikipedia i “parabolani” vengono indicati come “milizia privata del vescovo”, nella pagine dedicata a san Cirillo di Alessandria.
Allora capisco perché l’Islam si fece un sol boccone del cristianesimo nordafricano e mediorientale.
Erano in effetti al limite dell’eresia.
Ho visto in dvd la conferenza da lei tenuta a Gubbio sull’Inquisizione, organizzata dall’Associazione Benedetto XVI. Nonostante la sua lucida analisi, documentata ed avallata anche da diversi studi storici, mi sono meravigliato delle domande che sono seguite. Riportavano tutte i vecchi preconcetti, nonostante siano passati 2000 dal “Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Tra l’altro, era rivolta al popolo delle parrocchie e dell’Azione cattolica. C’era presente anche il vescovo.
scusate, ma allora intervenite e modificate le pagine di Wikipedia. Io l’ho fatto laddove per esempio tentava di contrabbandare il concetto secondo cui”solidarietà” è in antitesi a “carità”.
Segnalo anche qusto scritto;
altra ipotesi
http://www.scribd.com/doc/2881926/hypatia
Le pagine inglesi di Wikipedia citano ancora Edward Gibbon, lo storico del ’700 che attribuiva la caduta dell’impero ai cristiani…Riscrivete la benedetta pagina…Io non ho fonti ma posso tradurre.
Sul numero di novembre de “Il Timone” uscirà un mio articolo dettagliato. Potrete metterci quello.
Caro Cammilleri,
si riesce anche a dire la verità su San Josaphat Kuntsevich ?
Cercando notizie sugli ortodossi sono capitato su un sito (ortodosso) in cui si accusa la Chiesa di avere canonizzato un mascalzone, che incitava alla violenza contro gli ortodossi.
Lei che si occupa spesso di santi sa qualcosa?
questo è il testo che ho trovato nel sito ortodosso (una pagina in cui si elencano 99 differenze tra loro e i cattolici)
“Uniatismo sugli altari
Se le tristi e complicate vicende dell’uniatismo (che sarebbe troppo lungo elencare qui) rappresentano una pagina buia per ogni tentativo di riconciliazione tra ortodossi e cattolici romani, ci si può chiedere a che pro vengano offerti esempi di santità che sembrano essere un aperto incoraggiamento all’incomprensione.
Tipico esempio è il vescovo uniata Josaphat Kuntsevich, canonizzato da Pio IX il 29 Giugno 1867, ed esaltato da Pio XI nel 1923 nell’enciclica Ecclesiam Dei come ieromartire, esempio di vita santa e aiuto nell’unificazione di tutti i cristiani. Ancora di recente Papa Giovanni Paolo II lo ha definito “Apostolo dell’unità”. La sua morte “da martire” ebbe luogo a Vitebsk il 12 Novembre 1623, dove si era recato assieme a un gruppo di suoi sostenitori per distruggere le tende dove gli ortodossi tenevano in segreto le loro funzioni. Dopo che uno dei suoi diaconi assalì un prete ortodosso, la folla inferocita si levò contro il vescovo, che guidava personalmente il pogrom, e lo uccise a colpi di sassi e bastoni. Il suo corpo fu chiuso in un sacco e gettato nel fiume Diva. Poco prima della sua morte, il vescovo Kuntsevich aveva ordinato la riesumazione di ortodossi morti e ne aveva fatto dare ai cani i resti; in tutta la sua diocesi di Polotsky, a Mogilyov e Orsha, aveva saccheggiato e terrorizzato gli ortodossi, chiudendo e bruciando le loro chiese, vantandosi di atti quali annegamenti, decapitazioni e profanazioni di luoghi sacri.”
grazie e cordiali saluti
(e complimenti per il Crocifisso del Samurai che ho appena finito di leggere; è piaciuto anche a mia mamma. Magari si facesse un film su quello, altro che Ipazia…)
Giovanni
Mi informerò. Tuttavia, io, nella mia rubrica sul Giornale, cito anche i santi ortodossi. Pure quelli fieramente anticattolici. Si può essere santi in buona fede. Tuttavia, quelli cattolici subiscono un severissimo processo canonico. Quelli ortodossi sono acclamati dal Sinodo.
I “santi” ortodossi sono veri santi?
non dico che non possano essercene tra gli ortodossi, ma come facciamo a esserne sicuri dato che manca il sigillo della vera Chiesa universale?
La questione è controversa. Comunque, per me sono santi.
Caro Cammilleri, le interessera’ sapere che Ipazia con ogni probabilita’ non era affatto pagana. Che fosse pagana non lo sostiene alcuna fonte, salvo un tardo e settario sinassario copto – in cui l’averla uccisa e’ pure un vanto. Era certamente una caposcuola di una nota scuola filosofica, ma questo non vuol dir niente – in Egitto certamente filosofi cristiani ce ne erano stati da secoli, dai tempi di Ammonio, Clemente e Origene. Ma il fatto che fosse femmina, nonostante le blateranze degli ignoranti, depone contro il suo essere pagana: l’idea di una scuola filosofica pagana, come l’Accademia di Atene, diretta da una donna, e’ assurda, e in tutta la storia antica non se ne trovera’ una. E’ proprio nel cristianesimo che le donne intellettualmente ambiziose trovarono per la prima volta spazio e un ruolo. Inoltre, l’influenza di Ipazia era indubbiamente cristianizzante. Uno studio recente dimostra che la maggior parte dei suoi studenti erano certamente cristiani. Il piu’ famoso di costoro, Sinesio di Cirene, divenne vescovo e scrisse eccellenti inni ed omelie. Esiste una favola che anche lui non fosse un buon cristiano; cosa che viene solo fuori dal suo tentativo di evitare la nomina a vescovo, menzionando al suo illustre zio Teofilo, patriarca di Alessandria, alcuni suoi dubbi sulla dottrina della chiesa – dubbi di pochissima reale entita’ e che si riducono al fatto che Sinesio, platonista impenitente, credeva nella pre-esistenza dell’anima rispetto al corpo. In altre parole, credeva in Dio, in Cristo, nella Trinita’, nell’Incarnazione, Morte e Resurrezione, nella vita eterna, giudizio, inferno e paradiso, e cosi’ via – e in effetti, su molte di queste cose scrisse pagine memorabili. (Io ho letto Sinesio in traduzione.) E per tutta la sua vita Sinesio tratto’ Ipazia con il massimo rispetto: le sue lettere a lei sono intestate “Alla Filosofa”. Per concludere, c’e’ un fatto interessante. Sinesio veramente non voleva fare il vescovo, e interpello’ tutte le persone importanti che conosceva per cercare di evitare l’onore. (Non che, quando fu costretto ad accettarlo, non fosse un ottimo vescovo.) Una sola, dei suoi amici altolocati, manca all’appello: “La Filosofa”. Eppure non c’e’ dubbio che Ipazia fosse politicamente potente. Perche’, in questa crisi, il nobile cireneo non si rivolse alla sua amata maestra e amica? Forse perche’ sapeva che gli avrebbe risposto di starsi buono e fare il suo dovere?
Legga il mio articolo sul numero di novembre de “Il Timone”.
Mi dispiace, ma vivendo a Londra non ho accesso al Timone – a meno che non abbia diffusione qua che non ho ancora incontrato. Sarebbe anche un piacere…
Si faccia mandare una copia omaggio (info@iltimone.org). La rivista va solo in abbonamento.
Perche’ non fanno un film sulla vergine Sant’Apollonia? Mori’ bruciata ad Alessandria nel 249 per mano pagana dopo essere stata colpita alle mascelle fino a farle uscire i denti?
Già, bella domanda…
Gentile Cammilleri, come avevo accennato poco sopra posso fare una traduzione dell’articolo su Ipazia. Il suo sito non ha un contatto e-mail dove poterla inviare?
In che lingua è?
Inglese.
Come se non bastasse, ci si mette anche Franco Cardini, che sul Sole24Ore di domenica 14 febbraio incoraggia a vedere il film di Amenabar “che parla del martirio della saggia e casta scienziata Ipazia lapidata e fatta a pezzi dai buoni monaci cristiani”. Detto da uno storico, fa ancora più impressione vedere assecondare certe approssimative dicerie…
Raffaele: Cardini purtroppo ha perso la rotta da un po’…
Cammilleri: Ho appena letto un post su un sito dove si dice che il film su Ipazia uscirà ad aprile e che fino ad oggi è stato il Vaticano a impedirne la diffusione in Italia (sic!) nell’articolo Ipazia viene presentata come una donna geniale, grande filosofa, martire fedele della “Dea Ragione” etc. etc. insomma era tutto un elogio scritto in modo tutto eccitato ed esaltato per l’uscita del film -tra parentesi: come se questo bastasse a ribaltare l’immensa differenza numerica che c’è tra i veri martiri vittime dall’ateismo e dell’anticlericalismo, e questi presunti martiri vittime solo dell’ignoranza dei contemporanei (come quest’antidoto ha dimostrato) che li esaltano senza sapere di che parlano.
Appena ho finito di leggere il post, mi è venuto in mente un suo antidoto che trattava dell’argomento e sono riuscito a ripescarlo, vengo quindi al dunque: vista l’imminente uscita del film non sarebbe utile riproporre integralmente l’articolo che ha pubblicato sul Timone e cominciare a diffonderlo su questo sito, facebook etc. (o magari chiedere a quelli del Timone di postarlo sul loro sito) così che almeno ci sia un sito (il suo, quello del Timone o altri siti amici) che spieghi veramente come andarono le cose dato che cercando in rete si trovano solo articoli che sembrano scritti da qualche seguace UAAR.
un saluto
Ok, provvederemo.
Segnalo l’articolo di Davide Rondoni sull’argomento:
http://edicola.avvenire.it/ee/avvenire/default.php?pSetup=avvenire
Carissimo Cammilleri, meno di 48 ore alla Agorà-mania :
mi sa che questo articolo andrebbe ri-proposto.
arrivederci e complimenti
Carissimo Cammilleri, meno di 48 ore alla Agorà-mania :
mi sa che questo articolo andrebbe ri-proposto.
arrivederci e complimenti
Segua da domani “Il Giornale”.
MI sono beccato una violenta reprimenda, ai limiti dell’insulto. La mia colpa? Aver richiamato alla prudenza prima di arrivare a perentorie conclusioni su un fatto così lontano del tempo e inserito in una cornice storica caratterizzata da contrasti politici e reciproci crimini. Il bello è che, a quanto ho letto, neppure il film di Amenábar si spinge ad indicare esplicitamente nel Vescovo Cirillo il mandante diretto dell’ assassinio di Ipazia.
Consola però vedere tanta sensibilità per i pericoli del fanatismo. Pensate quanto materiale, quante significative sceneggiature potrà trarre dalla storia di questi ultimi due secoli: dagli anni del “terrore” giacobino, ai genocidi vandeano e armeno. E ancora, i Cristeros, la guerra civile spagnola, i crimini dei totalitarismi del moderno e progredito XX secolo… l’attualità lasciamola stare, è troppo complicata e, questa, va “contestualizzata”.
Scusi, Camilleri, ma come può Eusebio di Cesarea, morto intorno al 340, parlare di fatti avvenuti nel 415?Inoltre, ammesse le inesattezze e l’impianto “a tesi” del film di Amenabar, anche il suo articolo non sembra del tutto esente da una buona dose di apologetica (intesa nel più deteriore dei sensi). Non me ne voglia, ma credo che la ricerca storica vada condotta con più rigore e onestà.
Ho già chiarito in un successivo Antidoto il lapsus da cattiva memoria. La ricerca storica rigorosa e onesta la faccia lei, che mi sembra particolarmente supponente.
il 30 aprile 1945 tre partigiani comunisti assassinavano sadicamente la tredicenne Giuseppina Ghersi. Una delle tante vittime del fanatismo ideologico di quegli anni e che qualcuno ha preferito dimenticare.
Se ne ricorderanno gli Amenabar “nostrani”?
Strano che, in tutte queste polemiche, non venga citato (almeno a quanto ne so) il sublime dramma in versi di Mario Luzi “Ipazia”: un testo che riesce ad esprimere appieno, forse proprio perché non pretende di dare soluzioni univoche e ideologicamente connotate, quel grande “mistero di contraddizioni” che è la storia, e, nella polivalenza del messaggio poetico, avvolge tutti i personaggi (Ipazia, Cirillo, Sinesio) entro l’aura tragica di un destino d’odio e di conflitto che li sovrasta, e a cui non possono opporsi o sottrarsi.
!!
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. .
I just received a websites from sister via one of my skype.
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http://emelaka.co.cc/healthblog/
Hey there to all of you
[...] lascio a voi di confrontare il testo con altre plausibili ricostruzioni, come quelle di Cammilleri, io torno al discorso [...]
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