Svizzera
In marzo il parlamento svizzero discuterà una legge che restringa la possibilità di suicidio assistito, giacché la Svizzera è diventata la meta preferita del turismo eutanasico. Ora, qui non voglio ripercorre gli argomenti che mi fanno schierare nel campo di quelli contrari al suicidio, medicalizzato o meno. Solo una considerazione: è chiaro che chi vuol farla finita crede di metter fine alle sue sofferenze. Ciò implica, evidentemente, o una visione atea o una buonista. Per la prima, rinunciare alla vita significa tornare al nulla, dove non gode ma neanche si soffre; semplicemente si cessa di esistere. La seconda ritiene in qualche modo che Dio sarà meno cattivo della ria sorte che mi ha fatto venir voglia di farla finita. Ambedue le visuali si fondano su un atto di fede, una pia speranza senza uno straccio di prova. Altrettanto valida, dunque, è quella opposta: come la mettiamo, infatti, se esiste l’Inferno e i suicidi ci finiscono? Insomma, chi chiede l’eutanasia fa una scommessa molto azzardata, sulla posta della quale occorrerebbe che qualcuno inducesse il candidato a utilmente riflettere. In verità, alla dipartita dell’eutanasizzato chi tira un respiro di sollievo (per il momento) è chi ha dovuto occuparsene. Tranne le apposite cliniche svizzere, ovviamente.
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“come la mettiamo, infatti, se esiste l’Inferno e i suicidi ci finiscono”
Eggià… la buonanima del mio vecchio parroco avrebbe detto “…speruma c’as salvu par ignuransa”
(speriamo che si salvino a causa dell’ignoranza), considerato che i sacerdoti moderni “omettono” accuratamente di nominar l’inferno e satanasso nelle loro omelie politicamente corrette, tale ignoranza potrebbe salvarne qualcuno.
Però altri dovranno pur rispondere dei loro peccati di “omissione”.
Già…
“Altrettanto valida, dunque, è quella opposta: come la mettiamo, infatti, se esiste l’Inferno e i suicidi ci finiscono?”
Le indico la risposta data da Richard Dawkins ad un quesito simile:
http://www.youtube.com/watch?v=6mmskXXetcg&feature=player_embedded
“Insomma, chi chiede l’eutanasia fa una scommessa molto azzardata, sulla posta della quale occorrerebbe che qualcuno inducesse il candidato a utilmente riflettere.”
Chi chiede l’eutanasia, evidentemente, ritiene che l’azzardo sia nullo, che la probabilità dell’esistenza dell’Inferno sia trascurabile.
io volevo dirle che ho appena terminato “Il Crocifisso del Samurai” che ho letto in tre giorni,poiché lei scrive così bene e molto scorrevole perché non aumentare il numero delle pagine? Perché non provare su una trilogia o qualcosa del genere? Romanzi storici di fede a puntate dove il protagonista sia la trama ed i pesonaggi entrano ed escono a secoda. Io azzarderei un tema a carattere apocalittico o preapocalittico di chiara matrice evangelica e non le balle Maya, o quelle di Al Gore.Nell’apocalittica Cristiana le date le conosce solo il Padre per cui ci sarebbe spazio finché si vuole, inoltre ci sarebbero i substati veterotestamentari equindi materiale a scelta. Cosa ne pensa? Saluti Edoardo
Caro Edoardo, non sono le idee a mancare, ma il pubblico: i cattolici non comprano molti libri, a parte quelli del papa o devozionali.
Una cosa cessa di esistere solo perchè non ci si crede?
Dalle mie parti c’è un ponte autostradale molto alto, uno dei più alti d’Europa (dicono) e da lì in diversi si sono buttati di sotto. Ci hanno messo delle reti, ma lo stesso le scavalcano e si lanciano nel vuoto. Per arrivare ad una simile determinazione bisogna metterle in atto tutte (premeditare, scegliere il momento e agire). Nel caso della malattia di solito la sofferenza insopportabile non è costante per impedire di ragionare (e quando è all’apice, non dura molto) perchè molti progressi sono stati fatti nella cura del dolore. Insomma, ognuno sa se agisce per cupa disperazione o per odio verso la vita (spesso si sente dire “che vita di m..”, e cose simili, ricordo gli agghiaccianti primi minuti di un film, “L’Ultimo Boy Scout”). Nel primo caso c’è qualche speranza (è un paradosso..) nel secondo molto poche, perchè chi odia la vita (e dunque il suo autore) prima, molto probabilmente lo farà anche un minuto dopo.
Il video di Dawkins mostra solo la sua abilità oratoria: gli chiedono cosa accadrebbe se lui avesse torto e risponde, per il diletto del suo uditorio, screditando la credenza religiosa in nome del relativismo culturale. In pratica la risposta è: non è possibile che io abbia torto. Mah…
Se ben ricordo ho letto in un suo libro, forse “Piccolo manuale di apologetica”, che la morte di Voltaire sia avvenuta in un clima da film dell’orrore, con tanto di spaventose grida del morituro come vedesse il diavolo in persona. Era lui il personaggio? In qualsiasi caso non sarebbe male un ritorno ad una sana predicazione che parli di timore per la salvezza della propria anima.
Ma state a sentire ancora Dawkins…? E’ un poveraccio privo di argomentazioni e privo di significato scientifico. Mi fa pena.
Per quanto riguarda il fatto che i cattolici non comprano molti libri, è vero e, a parte quelli del Pontefice o i devozionali, mi permetto d’aggiungere che quei pochi che comprano sono anche sbagliati. D’altronde, su molti forum di discussione cattolici, è facile imbattersi in cattolici che affermano, chessò, che preferiscono leggere Tex al posto di ‘Iota Unum’ di Romano Amerio. Ci mancherebbe, ognuno è libero di leggere ciò che vuole. Per esempio, io preferisco leggere un Cammilleri (Rino), un Amerio o un Plinio Correa De Oliveira che un Vito Mancuso, un carlo Maria Martini o un Enzo Bianchi! Con tutto il rispetto e in pace.
Il prof. Dawkins trascura di considerare che sbagliarsi sull’Unicorno Rosa o sul Dio di Cristiani ed Ebrei non ha proprio le stesse conseguenze…
Un saluto
Sì, era Voltaire.
@Carlotta “Il video di Dawkins mostra solo la sua abilità oratoria: gli chiedono cosa accadrebbe se lui avesse torto e risponde, per il diletto del suo uditorio, screditando la credenza religiosa in nome del relativismo culturale. In pratica la risposta è: non è possibile che io abbia torto. Mah…”
No, non dice “è impossibile che io abbia torto”, dice che il credente che espone questa argomentazione (una formulazione simile è nota col nome di “scommessa di Pascal”) dovrebbe applicarla anche al proprio credo particolare.
@Hans: “Ma state a sentire ancora Dawkins…? E’ un poveraccio privo di argomentazioni e privo di significato scientifico. Mi fa pena.”
Si sbaglia, Dawkins è un etologo e un biologo di spicco, e di argomentazioni ne ha; se poi a lei queste argomentazioni paiono deboli è un altro discorso, ma farebbe meglio a confutarle piuttosto che ad ignorarle.
@Andrea: “Il prof. Dawkins trascura di considerare che sbagliarsi sull’Unicorno Rosa o sul Dio di Cristiani ed Ebrei non ha proprio le stesse conseguenze…”
Se il timore dell’Inferno è una buona ragione per fare ciò che altrimenti non si farebbe e astenersi da ciò che altrimenti si praticherebbe, è fondamentale capire quali sono le regole giuste per non finirvi… In altre parole, dubito che sia possibile vivere in modo tale da garantirsi il paradiso secondo tutte le religioni…
Ho ordinato “il Crocifisso del Samurai”, con altri titoli che mi mancano, la vigilia di Natale nella piccola cartolibreria del mio paese perchè è gestita da due giovani ed è giusto fare di tutto perchè possano lavorare: ad oggi il loro fornitore non ha ancora evaso l’ordine. Quando si dice che i giovani sono la speranza del futuro… ci vuole solo tanta pazienza…
Mostri loro il trailer su YouTube, magari si svegliano…
Secondo tutte le religioni, no, ma secondo il cattolicesimo sì, sennò Cristo avrebbe mentito.
@IlCensore
Più che altro io criticavo l’inizio della risposta di Dawkins che tende a mettere sullo stesso piano le varie religioni con le favolette. Cioè: se io non credo negli unicorni, ma poi questi esistono veramente, vabbè, meglio per loro, a me non cambia nulla. Diverso il discorso sul fatto che io non credo che esista l’Inferno e poi questo, invece, c’è veramente…
D’altro canto, è naturalmente impossibile per un uomo qualsiasi guadagnarsi il Paradiso in tutte le religioni (o, almeno, in quelle in cui è concepito), sia dal punto di vista logico che pratico. Comunque sia, per il cristiano, il fedele di qualunque religione che non sia venuto a conoscenza del Vangelo, se rimane fedele alla legge naturale inscritta nel cuore di ogni uomo, cioè se non ammazza la propria sete di Verità, può guadagnarsi il Paradiso.
Se invece non è così…beh, se dall’altra parte c’è un dio così irragionevole, allora evidentemente non è Dio, quindi si sprofonda nel nulla e buonanotte al secchio.
Inoltre, il fatto che per uno la scommessa pascaliana non abbia senso, in realtà è un altro modo per dire che si è già scelto (e non per Dio evidentemente). Perciò la scommessa non perde mai significato, perché anche il non scegliere in realtà è scegliere.
Quindi, ancora: vale la pena giocare così d’azzardo?
Inoltre, visto che solo Cristo nella storia ha avuto l’ardimento di identificarsi con Dio stesso, e quelli che erano con lui hanno detto che era proprio così perché ne hanno avuto la prova (e sono morti piuttosto che ritrattare), direi che il Cattolicesimo sarebbe meglio non liquidarlo così facilmente.
“Secondo tutte le religioni, no, ma secondo il cattolicesimo sì, sennò Cristo avrebbe mentito.”
Bisogna vedere quello che Gesù veramente disse e chi veramente era…
Per rispondere nel merito, mi permetta di parafrasare le sue parole “come la mettiamo, infatti, se esiste l’Inferno e i chi non è un buon musulmano ci finisce? Insomma, chi professa il cristianesimo fa una scommessa molto azzardata, sulla posta della quale occorrerebbe che qualcuno inducesse il cristiano a utilmente riflettere.” (naturalmente vale anche scambiando musulmano con cristiano e cristianesimo con islamismo)
Buona notte.
Chiedo scusa se ritorno sull’argomento, forse un po’ot, ma è solo per rispondere: Dawkins non “dice” esplicitamente che lui non può avere torto, ma lo lascia intendere facendo in modo di non rispondere alla domanda che gli viene posta e di rivoltare la frittata, ancora una volta, in modo da poter sberleffare le religioni.
Quanto ai meriti scientifici di Dawkins, si aggiorni. La questione sarebbe lunga, ma non voglio approfittare di questo spazio per fare noiosissime polemiche.
Grazie per aver ospitato queste osservazioni, dott. Camilleri.
Un saluto
“Dormi tu contento, Voltaire, e il tuo orribile sorriso volteggia ancora sulle tue ossa scarnite?”
(Alfred de Musset)
Caro “IlCensore” da come parla ne deduco che lei sia non credente, o magari non cattolico o anti-cattolico… ma questo sinceramente non sono affari che mi riguardano. Sul fatto che Dawkins sia un biologo preparato posso anche darle ragione (anche se, parlando da biologo, la sua teoria del “gene egoista” è insostenibile). L’errore di Dawkins (e non solo il suo) è da ritenere che basti essere un uomo per avere la facoltà di poter parlare su tutto, di fare anche discorsi filosofici o teologici, di cui sicuramente non è preparato. Ad ogni modo non scrivo per voler offendere né lui, né lei caro “IlCensore” Volevo solo dire 2 parole sul discorso paradiso/inferno: io sono sicuro che lei non sopporta quei credenti che compiono le loro buone azioni per paura di andare all’inferno. Non piacciono neanche a me sinceramente. Io sono credente, cattolico, biologo e, adesso, anche seminarista, e posso dire di aver capito che la cosa più importante per un credente è incontrare Gesù in questa vita (nella preghiera, nella Chiesa, nei sacramenti, nei poveri…) e nell’altra (la vita eterna) per vivere per sempre con Lui una vita piena e felice. Le buone azioni non sono la tassa da pagare per entrare in paradiso, ma la risposta spontanea allo stupore di scoprirsi amati da Dio, che si fa uomo per venirmi a cercare e dichiararmi questo amore… che bello, sa? Lei si domanderà se riesco a vivere tutto questo? Ci provo, nella mia battaglia quotidiana, e ne sono felice e direi che è proprio questo che noi credenti dovremmo annunciare sempre di più… spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno né tanto meno la sua…
@ Il Censore
Se ho scritto quello che ho scritto è perchè conosco gli scritti di Dawkins e il suo pensiero. Aggiungo che non mi sembrano, le sue, argomentazioni deboli. Le considero, però, non originali. La sua voce fa parte di un grande coro che canta il ‘dogma scientista’, vero pericolo per la Scienza.
Per quanto concerne il discorso sull’inferno, la Santa Chiesa Cattolica Apostolica Romana (quella di Gesù Cristo) ha fornito per due millenni gli strumenti per evitarlo. Poi, che questi strumenti siano utilizzati è scelta della persona. Infatti, non è Dio che manda all’inferno, ma è l’uomo che decide di andarci.
Caro IlCensore da come parla ne deduco che lei sia non credente, o magari non cattolico o anti-cattolico… ma questo sinceramente non sono affari che mi riguardano. Sul fatto che Dawkins sia un biologo preparato posso anche darle ragione (anche se, parlando da biologo, la sua teoria del “gene egoista” è insostenibile). L’errore di Dawkins (e non solo il suo) è di ritenere che basti essere un uomo di scienza per avere la facoltà di poter parlare su tutto, di fare anche discorsi filosofici o teologici, di cui sicuramente non è preparato. Ad ogni modo non scrivo per voler offendere né lui, né lei caro IlCensore. Volevo solo dire 2 parole sul discorso paradiso/inferno: io sono sicuro che lei non sopporta quei credenti che compiono le loro buone azioni per paura di andare all’inferno. Non piacciono neanche a me sinceramente. Io sono credente, cattolico, biologo e, adesso, anche seminarista, e posso dire di aver capito che la cosa più importante per un credente è incontrare Gesù in questa vita (nella preghiera, nella Chiesa, nei sacramenti, nei poveri…) e nell’altra (la vita eterna) per vivere per sempre con Lui una vita piena e felice. Le buone azioni non sono la tassa da pagare per entrare in paradiso, ma la risposta spontanea allo stupore di scoprirsi amati da Dio, che si fa uomo per venirmi a cercare e dichiararmi questo amore… che bello, sa? Lei si domanderà se riesco a vivere tutto questo? Ci provo, nella mia battaglia quotidiana, e ne sono felice e direi che è proprio questo che noi credenti dovremmo annunciare sempre di più… spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno né tanto meno la sua…
Il secondo è quello senza errori: eliminate il primo e questo per piacere… grazie mille!
Tetrapiloctomia.
Dawkins, per me che ho avuto l’ardire di leggerlo, è un biologo preparato, certo, ma come lo sono la stragrande maggioranza dei biologi, anche quelli che la pensano diversamente dall’osannato etologo in questione. Lui, come anche i vari Odifreddi, Margherita ‘Hell-oween’ Hack e tutta l’armata brancaleone, ha avuto la fortuna di essere spinto dalla cultura egemone che ha dominato per tutto il ’900 e questa cultura non si può considerarla certo filo-religiosa, soprattutto cristiana. Ora, quanti matematici, astronomi, fisici e biologi sono bravi, sicuramente molto più bravi dei vari esponenti del ‘pianeta delle scimmie’? Tanti, tantissimi. Tempo fa il dott. Cammilleri (l’argomento era la storia) scrisse una cosa bellissima riguardo al pre-giudizio filosofico che condiziona e ostacola la verità in quanto tale. Ecco, Dawkins è l’esponente di questa, come chiamarla, ideologia, branca culturale, filosofia di ricerca… E come lui tutti gli altri, per primo ‘l’oracolo dormiente’ Augias (e che Il Censore considera sicuramente un maestro) che il primo pomeriggio di ogni gorno, con fare neo-gnostico e satanico, addormenta gli ascoltatori più di un barbiturico o di qualche altra diavoleria di psicofarmaco.
Torno all’argomento inferno. Se l’uomo discende dalla scimmia questo non lo so. Spero che un giorno la scienza e gli scienziati (non gli scientisti) possano fare chiarezza definitivamente. Di una cosa sono sicuro e sono queste parole: ‘Avete visto l’inferno, dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato’.
Reputo sinceramente più urgente questo che sapere se l’uomo discende dalla scimmia. Ecco perchè ribadisco il mio invito a lasciar perdere le baggianate di Dawkins che parla la stessa lingua di 300 anni fa, sempre la stessa. Il dogma scientista, stabilito dall’Inquisizione scientista.
Molte anime si perdono anche per via del darwinismo e/o perchè l’orizzonte culturale è anticattolico, parola di papa. Io stesso sono stato a lungo agnostico per motivi culturali in senso lato e anche ristretto.
Dimenticate gli allievi di Théophile Gautier
(1811 _ 1872) :
” Meglio la barbarie che la noia ” … ove per “noia” s’ intendeva il relativamente quieto vivere cattolico.
Inquietante, nevvero ?
Potrei sbagliarmi … Ma con il Concilio Vaticano II non la Chiesa ha rivisto la sua posizione sui suicidi ?
@Andrea P
“se io non credo negli unicorni, ma poi questi esistono veramente, vabbè, meglio per loro, a me non cambia nulla.”
Ma se invece fossero veri Allah, Zeus, Odino, o Quetzalcoatl? Cambierebbe o no qualcosa? E se non ci fosse alcuna forma di inferno, non cambierebbe il valore della sua vita?
“il fatto che per uno la scommessa pascaliana non abbia senso, in realtà è un altro modo per dire che si è già scelto”
il problema è che non è corretto porre due alternative sole, inferno/non inferno, bisogna porre le alternative inferno cattolico/inferno ebraico/inferno musulmano/ade/inferno azteco/…/non inferno. La scommessa è dunque mal formulata.
“Quindi, ancora: vale la pena giocare così d’azzardo?”
Beh, per coloro che scelgono l’eutanasia (argomento di questo post), evidentemente le prove a favore dell’esistenza di un inferno sono deboli… Dunque questa argomentazione con loro non funziona.
“solo Cristo nella storia ha avuto l’ardimento di identificarsi con Dio stesso, e quelli che erano con lui hanno detto che era proprio così perché ne hanno avuto la prova (e sono morti piuttosto che ritrattare)”
Questo è un atto di fede, per chi non ne ha (sempre coloro che scelgono l’eutanasia) conta poco o niente.
Saluti
@Simone
“io sono sicuro che lei non sopporta quei credenti che compiono le loro buone azioni per paura di andare all’inferno. Non piacciono neanche a me sinceramente. [...] Le buone azioni non sono la tassa da pagare per entrare in paradiso, ma la risposta spontanea allo stupore di scoprirsi amati da Dio, che si fa uomo per venirmi a cercare e dichiararmi questo amore…”
Mi sento più vicino alla sua posizione che non a quella di chi sostiene che la paura dell’inferno sia una buona ragione per vivere “diversamente”.
“spero di non aver urtato la sensibilità di nessuno né tanto meno la sua…”
Vede, lei vive un’esperienza di fede e la vuole condividere con gli altri; i sostenitori della scommessa di Pascal, invece, vogliono “costringere” i non credenti, attraverso un ragionamento razionale, a comportarsi da credenti. E’ questo intento “missionario”, se mi passa il termine, che da fastidio a chi non crede.
Saluti.
Chiar. mo dott. Cammilleri,
La ringrazio per le opportune ed importanti osservazioni.
Contrariamente a coloro che “inventano” una sorta di fine nel nulla
dopo la morte o di paradiso “fai da te”, voglio ricordare i pensatori
che si sono impegnati nel dimostrare l’immortalità dell’anima, con
l’ausilio della sola ragione. Tra questi, Socrate. Egli, sicuramente
non cristiano, nel Fedone si impegna in questa dimostrazione, dichiara
che il suicidio è contrario alla ragione, manifesta i limiti della
ragione su questo argomento, protesta l’anelito della ragione ad una
rivelazione divina che ci faccia capire qualcosa di più e, infine,
descrive un aldilà poco roseo per chi commette colpe gravi senza
pentirsi. Per il resto mi permetto di fare riferimento anche ad un mio
testo: “Socrate, la morte di un laico e altri saggi, Aracne, Roma,
2009.
Cordiali saluti.
Francesca Pannuti.
Infatti, sbaglia.
@IlCensore
Il mio riferimento alla scommessa pascaliana non era affatto per tentare di costringerla a credere (ci mancherebbe!), o per disquisire in quale tipo di inferno si andrà ad abbrustolire dopo la morte; bensì, evidenziare il fatto che anche l’ateismo o il non curarsi di Dio sono scelte.
Il discorso è, quindi, a tale proposito: qual è la più ragionevole?
Comunque, sul fatto che tale tipo di scelta sia fondamentale per la condotta di ognuno, questo è evidente e mi sembra che siamo d’accordo.
E concordo anche sul fatto che la paura dell’Inferno è un motivo un po’ misero per credere (anche perché non credo che migliorerebbe di molto la qualità della propria vita), e vorrei anche esprimere un ringraziamento a Simone per la sua bella testimonianza di fede.
“Beh, per coloro che scelgono l’eutanasia (argomento di questo post), evidentemente le prove a favore dell’esistenza di un inferno sono deboli… ”
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, dice la saggezza popolare…
Saluti
Sono legione i peccatori indotti a diventare santi (e famosi, come s. Teresa d’Avila) dalla paura dell’Inferno.
Certamente, è senz’altro vero che una sana paura dell’Inferno è molto salutare per il credente.
Mi riferivo più che altro al fatto che una fede fondata esclusivamente su di essa, cioè sulla paura, non è vera fede.
Caro Camilleri se i cattolici leggono prevalentemente libri devozionali perché allora non cambiare strategia e dirigersi verso queli che leggono e non sono cattolici? Bisognerà modificare il metodo della proposta perché é impensabile che ti prendano subito in toto, però provare secondo me conviene, chi può dire dov’é il pesce? (“Pescarono 153 grossi pesci”)
Già, e usare pseudonimi…
Timor Dei initium sapientiae.
Caro Censore, credo di poter comprendere il suo discorso (molti lo fanno che io conosco). Ma non lo approvo, anzi, lo rigetto! Non fosse altro perchè la Chiesa è anche missionaria. Capisco che la situazione attuale all’interno della Chiesa non fa in modo che quelli come lei possano prendere coscienza dell’importanza salvifica della fede.
Io poi, piccolissima parentesi biografica, ho riscoperto il cattolicesimo e la fede dalla sera alla mattina, senza nessuna logica e razionalità, seppur qualcosa si muoveva in me poco tempo prima. Io faccio parte di quel cattolicesimo alla Don Bosco, alla padre Pio, alla San Giovanni Maria Vianney, non perchè io sia un ‘tradizionalista’ (non mi piacciono le etichette), ma perchè quella Chiesa, quelle personalità erano per il ‘o Cristo o l’inferno’! Punto. Oggi invece tutto è nebbioso, grigio (altro che primavere!), opinabile… A me tutto ciò non interessa. L’inferno è una realtà concreta, il diavolo e le sue schiere esistono, il suicidio e l’eutanasia sono abominio agli occhi di Dio e l’uomo è l’ibero di scegliere o Cristo o il demonio, o la luce o l’oscurità, o il bene o il male, in quanto libero!
Spero che lei un giorno possa avere l’esperienza di mettersi davanti al Crocefisso e meditare sulla sua portata salvifica.
D: Se l’uomo discende dalla scimmia, la scimmia da dove discende?
R: Dall’albero.
“come la mettiamo, infatti, se esiste l’Inferno e i suicidi ci finiscono?”.
Mica una stupidaggine: è la stessa domanda che si fa anche Amleto nel suo famoso monologo.