IRAK
Una bella notizia del 4 marzo 2010. Gian Micalessin del «Giornale» comunica che i cristiani irakeni sono ricorsi al fai-da-te. Visto che nessuno li aiuta, hanno costituito milizie armate che difendono le chiese e le persone. Tutti volontari e motivati, giacché difendono se stessi e le loro famiglie. Come accadde a suo tempo in Libano. I quadri provengono dal disciolto esercito irakeno, col permesso degli americani. Nella stessa pagina, la notizia di un kamikaze islamico che ha fatto 31 morti in un ospedale. Proprio così: un ospedale. Contro questi fanatici sanguinari, ancora una volta i cristiani sono costretti a trasformarsi in crociati.
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Fra qualche decennio si dirà che queste milizie armate volevano imporre il cristianesimo con la forza.(ma credo che già lo si stia affermando)
Come nel Crocifisso del samurai che proprio oggi ho cominciato a tradurre.
All’amarezza per le persecuzioni dei cristiani dell’Iraq si aggiunge l’indignazione per il silenzio tombale, per non dir di peggio, di quel mondo cattolico nostrano delle varie Associazioni, S. Egidio, Caritas, Famiglie Cristiane, Conferenze ecc ecc sempre pronte a lanciare strali politicamente corretti e conformi.
Mi rendo conto che per i suddetti queste persecuzioni siano scomode per le loro teorie (è un caso che vengano nascosti questi atti efferati?) ma risulta che qualcuno si sia attivato per aiutare questi nostri fratelli?
Scusate se “fuori tema”, ma neanche poi tanto: se non lo avete ancora visto vi consiglio di cuore di cercare nelle vostre città la programmazione del film “L’uomo che verrà” di Giorgio Diritti.
http://www.uomocheverra.com/
E’ un capolavoro, ma forse un po’ scomodo per certa intellighenzia, così lo danno nelle sale d’essai o di secondo ordine, almeno qui è stato così.
E che vadano in malora tutti gli Avatar…
Sì, un comitato leghista, come risulta da uno degli ultimi articoli di Socci.
Tradurre? In quale lingua?
Milioni di cristiani sono perseguitati nel mondo. Il 75% delle persecuzioni religiose riguarda i cristiani, ma il fatto che nessuno faccia nulla mi fa imbestialire. L’onu sta diventando organizzazione non utile.
Belle parole, tutte condivisibili. Se però entriamo nelle nostre librerie, troviamo ad esempio il libro del guitto ebreo Moni Ovadia, “Il conto dell’ultima cena”. Strano che, sempre pronti a parlare dei terroristi islamici, i nostri teocon non inveiscano mai contro queste profanazioni. Il motivo è evidente.
Ma quel libro non era di Andrea Pinketts?
C’è da chiedersi se lo sia mai stata…
Ma non dovevamo portare la democrazia in Iraq? E anche stavolta è finita che stavano meglio prima. D’altronde anche in occidente le democrazie sono costate milioni e milioni di morti. Per poi cosa? Scegliere il meno coglione tra tanti!
Ho guardato l’uomo che verrà: veramente un raro capolavoro
Gli americani non possono più stare in Arabia, che è “terra santa”. Perciò l’Irak.
Per Fiorella :
La recitazione in dialetto (anche se sottotitolata)penalizza film : il PCI ne inculcò _purtroppo con successo_ a noi Emiliani il disprezzo “perché per far valere i propri Diritti il Lavoratore deve parlare la lingua del Tribunale meglio del Padrone” (majuscule oblige)…… scempiaggine frattocchioide !
Rino Cammilleri riporta utilmente “la notizia di un kamikaze islamico che ha fatto 31 morti in un ospedale. Proprio così: un ospedale”. Volevo aggiungere solo delle semplici considerazioni. Pakistan, nel 2007 un kamikaze col burqa in azione ha causato quattordici morti ad un posto di blocco. E’ una notizia vera, il seguace di Bin Laden aveva proprio il burqa. A me sembra solo un modo originale per suicidarsi, dal quale prendere le distanze. Una battuta: Per non farsi riconoscere Osama Bin Laden si è raso la barba e gira con un cappotto, vestito all’occidentale. Ora si fa chiamare Bin Loden.