GHEDDO
Racconta p. Piero Gheddo, decano dei missionari italiani (nel suo libro «I 155 anni del Pime in India e Bangladesh», Emi), che i primi quattro missionari del Pime (Pontificio istituto missioni estere) arrivarono in India nel 1855 e rimasero inorriditi: devoti indù che si facevano schiacciare dalle ruote di carri carichi di idoli, cadaveri portati dal Gange e mangiucchiati dalle bestie, vedove arse vive sui roghi dei mariti morti, malati soffocati dal fango del fiume sacro (messo loro in bocca per guarirli), feste di dodici giorni per le «nozze» di scimmie sacre, e via disgustando. Analogo orrore provarono gli spagnoli quando si videro offrire sangue umano come pietanza dagli Aztechi. E si potrebbe continuare con tutte le parti del mondo prima che la «luce di Cristo» (come ebbe a dire l’allora cardinale Ratzinger) facesse piazza pulita dei demoni mai sazi di morte che imperavano sull’umanità.
13 commenti
13 Commenti
Rispondi














Credo sia opportuno a riguardo invitare a leggere qualcosa di Renè Girard, soprattutto l’unicità di Cristo e il cristianesimo.
Ecco come la pensa Padre Gabriele Amorth circa i riti orientali.
” per prima cosa che sono incompatibili con il cattolicesimo, ovvero che un cattolico non può in coerenza essere cattolico e partecipare a questi riti. Poi che sono davvero tentazioni di Satana, in quanto nella maggior parte dei casi, questi rituali e le filosofie sottese, nascondono un intento satanico, esaltando la onnipotenza dell’ uomo rispetto alla grazia di Dio. La idea della reincarnazione é chiaramente eretica e satanica fa credere che l’ uomo sia onnipotente, di fatto nega la risurrezione e questo di per sé stesso é già satanico e formula una chiara visione eretica che offende gravememte Dio. Insomma, i riti orientali sono un colossale imbroglio di Satana, fate attenzione”.
Ho sentito recentemente un discorso di p. Livio Fanzaga a proposito di questo argomento: faceva notare come uno dei motivi della diffusione straordinaria del cristianesimo nel mondo antico sia stato il suo costituire una liberazione dai demoni. Il mondo antico, pagano, non era ateo, anzi, aveva fin troppe divinità, ma si trattava sostanzialmente di demoni, che presiedevano a tutte le attività umane, e incutevano terrore, e dovevano essere propiziati, “tenuti buoni” a forza di sacrifici. Così pure nelle Americhe e in Oriente, dove appunto il cristianesimo ha portato la libertà dalla paura, il Dio che si fa uomo per sconfiggere la morte, e per insegnare come vivere una vita autentica, realizzata. Osservava poi p. Livio che il Dio sul quale alcuni atei scrivono libri, con l’intento di sputare sulla Chiesa (i vari Augias, Odifreddi e analoghi)non è affatto il Dio cristiano, che peraltro loro non conoscono e neanche sembra vogliano conoscere, bensì una sua caricatura, dai tratti appunto demoniaci.
P. Livio proseguiva dicendo che l’uomo contemporaneo crede di essersi reso libero convincendosi che non esistano né Dio né il diavolo. In realtà, come sappiamo bene, quando si smette di credere in Dio, si comincia a credere a qualsiasi cosa, vedi il proliferare di maghi e oroscopi; e come disse una volta il mio precedente parroco, quando si chiude la porta a Dio, la si spalanca al diavolo (lui disse “l’avversario”). Il quale odia l’uomo e agisce con il fine di distruggerlo – altro che libertà.
P.S. i commenti sugli atei che scrivono libri su ciò che non conoscono sono parole mie, non di p. Livio.
PECCATO CHE A SCUOLA DICANO TUTT ‘ALTRE COSE….SEMBRA CHE UNA CERTA STORIA O PARTE DI ESSA DEBBA ESSERE COMPLETAMENTE ESCLUSA DALLA CONOSCENZA.
Deve essere un pregiudizio anticattolico antico, sto leggendo “Robinson Crusoe” e già Defoe, forse per motivi politici, tratta la Spagna come il peggiore degli stati, sanguinario e genocida nei confronti degli amerindi…
Si procuri il mio “I conquistadores” (Quaderni del Timone: info@iltimone.org) e capirà perchè.
Fatto, grazie.
Forse però gli elementi che fanno trattare la Spagna come “il peggiore degli stati, sanguinario e genocida nei confronti degli amerindi” non sono solo bassa speculazione politica. Certamente essi si trovarono di fronte civiltà dedite al sacrificio umano, ma questo non attenua minimamente lo sterminio dipoco meno di tredici milioni (!) di individui in tutta l’area del golfo del Messico nel breve volgere di un secolo, dal 1492 al 1601 (Eduardo Galeano, Las Venas abiertas de America Latina).
Non vedo come la ferocia degli altri culti possa minimamente assolvere i crimini perpetrati durante la colonizzazione (esattamente come la crudeltà della cancellazione della civiltà avteca non deve farne dimenticare i riti sanguinari).
13 milioni? Nel ’500? Bum! Sparare cifre inverificabili è mestiere di Pannella. Comunque, legga anche lei il mio “I conquistadores” (Quaderni del Timone: info@iltimone.org). Le epidemie portate dagli europei (influenza, vaiolo) decimarono, sì, gli indios, ma 13 milioni! Quando le città più popolose d’Europa a quel tempo facevano sì e no qualche migliaio di abitanti…
Le cifre, che segnalavo come provenienti dal saggio di Galeano, si riferiscono ad un arco temporale di più di un secolo (1492 – 1601, prammatica di Filippo III). Ovviamente non ho i mezzi per garantirne l’esattezza, posso solo aggiungere a quanto scritto prima che la maggior parte delle fonti su cui si basano sono di provenienza ecclesiatica (missioni) oltreché, naturalmente, la casa de contractaciòn di Siviglia per il periodo preso in esame. La difficoltà sta tutta nel valutare la popolazione preesistente all’arrivo degli europei: il fatto che questa poi sia stata completamente annichilita è fuori di dubbio, vista la necessità urgente dell’apporto di mano d’opera schiavile dall’Africa.
Poi non mi risulta che gli indios siano morti solo a causa delle epidemie.
L’entità della cifra (ammettendo che sia esagerata) cambia di una virgola il giudizio storico? Comunque mi procurerò il suo testo…
Nella mia ignoranza mi sono sempre chiesta una cosa: come mai se gli spagnoli furono così terribili e i cristiani nello specifico dei dittatori sanguinari bastò un povero Indios e un mantello per convertire mezzo continente? Per lo meno i suoi connazionali avrebbero dovuto farlo fuori senza tanti complimenti visto che era “colluso con il nemico”, invece dopo cinque secoli attraversano ancora il piazzale del santuario di N.S. di Guadalupe strisciando sulle ginocchia per onorare la Morenita. Bah! L’intellighenzia politicamente corretta non finisce di stupire…
Legga la risposta di Fiorella su “Gheddo”. Poi: il giudizio cambia, certo. Una cosa è un genocidio su inermi, un’altra sono gli uccisi in guerra.
Legga il commento di Fiorella su “Gheddo”. Per quanto riguarda il giudizio storico: una cosa è un genocidio di inermi, un’altra sono gli uccisi in guerra.