il blog di Rino Cammilleri

GIORELLO

Su «Il Foglio» dell’1 maggio 2010 è apparsa una tavola rotonda condotta da Giuliano Ferrara sul libro di Piattelli Palmarini-Fodor che fa le pulci al darwinismo, libro molto recensito e fomite di polemiche. Ma non è di questo che voglio dire. Mi ha colpito la seguente affermazione di Giulio Giorello, filosofo molto mediatico che nella stessa tavola rotonda si definisce «darwinista». Ecco il passo: «Una spiegazione scientifica di un fenomeno può fare acqua. Ma cosa ci mettiamo al posto? Non è detto che dobbiamo invocare l’intervento di Dio. Prendiamo la teoria delle maree di Galileo, che lui riteneva essere la prova del movimento della terra e invece non lo era; all’epoca fu da alcuni respinta dicendo “Dio avrebbe potuto decidere altrimenti”. Poi una alternativa scientifica fu trovata con la teoria delle maree legata all’attrazione lunare. E’ passato del tempo, ma ci si è arrivati». Già: se il sottoscritto sbaglia un riferimento storico si scatena il web e si scomoda perfino Umberto Eco. Per Giorello, naturalmente, nessuno fa notare lo sfondone. La giusta risposta sulle maree era nota anche prima di Galileo, e fu Keplero a far osservare a quest’ultimo che sbagliava (Galileo lo mandò a quel paese in modo poco urbano). Inoltre, sarebbe interessante chiedere a Giorello da qual cilindro cava la frase «Dio avrebbe potuto decidere altrimenti» e chi l’avrebbe detta.



6 commenti

6 Commenti

  1. benno May 11th, 2010 5:03 am

    certi personaggi come Giorello possono sparare qualsiasi boiata, senza rendere conto delle loro affermazioni, solo perchè pensano in una certa maniera, (da ateo per intenderci).
    Hanno lauree su lauree, eppure continuano a ripetere i soliti luoghi comuni su galileo, sulla scienza ostacolata dal cattolicesimo, sui protestanti che sono più buoni e bravi, sull’ islam che è per certi aspetti più aperto…
    Che noia…

  2. Gigi57 May 11th, 2010 6:42 am

    Per la verità a me risulta che effettivamente nel “dialogo sopra i due massimi sistemi”, che correggeva il precedente titolo (Dialoghi sul flusso e reflusso delle maree), Galileo metta in bocca a Simplicio la considerazione che Dio con la Sua infinità potenza e sapienza ecc.
    Tale aggiunta era stata imposta da Urbano VIII, così come la correzione del titolo, con l’intento di presentare la teoria copernicana come ipotesi matematica.

    Credo però che sia discutibile il voler interpretare questo rimando a Dio come atto fideistico e di chiusura alla ragione. La scienza nasce, o quanto meno si sviluppa compiutamente proprio e solo nell’ambito della cultura cattolica (già diverso è l’atteggiamento del mondo protestante verso Galileo, Copernico e Keplero). La fede in un Dio che “non gioca a scacchi” con la creazione è la premessa fondamentale delle scienze moderne. Tanto è vero che riguardo alle maree si dimostrerà come davvero le cose andassero diversamente da quanto ipotizzato maldestramente da Galileo, ipotesi per di più formulata con il solo scopo di trovare quel fenomeno fisico che confermasse il modello copernicano.

    E ancora: quando non si hanno risposte certe, scientificamente verificabili, ma solo ipotesi, non è forse fideismo di vecchio stampo positivistico anche affermare la fiducia assoluta nelle possibilità della ragione umana e della scienza, che un giorno ci spiegherà ciò che oggi non capiamo?

  3. Rino.Cammilleri May 11th, 2010 11:00 am

    L’aggiunta non fu “imposta” ed era stata suggerita in diversa circostanza. Invece, Galileo la mise in bocca a Simplicio, nome non scelto a caso.

  4. sebastiano May 11th, 2010 3:09 pm

    Ci vorrebbe un bell’osservatorio, per raccogliere e tenere traccia di tutte queste perle, e fornire adeguati antidoti e fonti.

    Il suo lavoro è prezioso, ma di quando in quando sento il bisogno di uno sforzo più sistematico, e che coinvolga lo sforzo di più persone.

    Sa se già esiste una “wiki” per raccogliere sistematicamente gli argomenti e riferimenti utili contro i veleni di laicisti & co.?

  5. Gigi57 May 12th, 2010 1:05 am

    Diciamo che la correzione venne sollecitata caldamente da Papa Barberini ed accolta ironicamente da Galileo (ma qui mi fermo e mi rimetto allo storico), il quale probabilmente confidava nella stima e benevolenza del Papa stesso e di gran parte degli esponenti del clero, tanto da farsene un baffo dell’accordo stretto con il card. Bellramino nel 1616.
    Non altrettanto si poteva dire del mondo accademico aristotelico coevo. La storia del resto non è molto cambiata, visto come viene trattato ed emarginato lo studioso di qualsiasi disciplina, che non si adegui alla vulgata ufficiale.

    Parlando di strafalcioni, le segnalo questa divertente “esibizione”.
    http://www.youtube.com/watch?v=JjlyEQaELbs
    Visto il personaggio l’indulgenza è d’obbligo. Si può sempre immaginare che si tratti della presentazione dell’ultimo film di Fantozzi e che improvvisamente possa comparire sulla scena la signora Pina con la “frittatona di cipolle”
    La tragedia è che “qualcuno” non ha avuto remore nel pubblicare un libro con simili penosi spropositi,

  6. Rino.Cammilleri May 12th, 2010 4:16 am

    Ci sono “Piccolo manuale di apologetica” 1 e 2, da me curati (Piemme). Poi, consiglio l’abbonamento al Timone.

Rispondi