Archiviati per June, 2010

GELDOF

Riporta Anna Bono su ragionpolitica.it del 27 maggio 2010 che il cantante Bob Geldof durante la Giornata mondiale per l’Africa è tornato ad accusare l’Italia non di donare a sufficienza al Terzomondo. E ha chiesto che Berlusconi venga escluso dal G8. Giustamente la Bono osserva che c’è la crisi e non si può donare quel che non si ha. Osserva anche che diversi economisti africani hanno detto chiaro quel che tutti sanno, cioè che è sbagliato continuare a finanziare le vere cause del sottosviluppo: i governi locali, incapaci, irresponsabili e corrotti. Ma Geldof (e il suo sodale degli U2) intendono passare alla storia come «buoni» e continuare a sedere con i grandi del pianeta. Psicologicamente comprensibile: eri un nessuno che a furia di canzonette è diventato famoso; ci hai preso gusto e ora vuoi pure il Nobel (rifiutato a Wojtyla). Mi dicono che gli U2 sono il top del pop. Ma la musica di Geldof non mi pare abbia segnato la storia. Comunque, il partito conservatore britannico ha preso lui come consulente alla povertà, non (nota la Bono) Dambisa Moyo, economista africana tra le più quotate e autrice del famoso «La carità che uccide» (Rizzoli). E non mi si dica che Geldof è un idolo dei giovani, perché lo conoscono solo quelli che si interessano di buonismo internazionale. In ogni caso: e basta con questi ultrasessantenni “miti dei giovani”. Gesù, almeno, era un trentenne.

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BP

Insomma, un buco in fondo al mare. E la Scienza (maiuscola, mi raccomando: quella stessa che ha stabilito che Dio non esiste) non riesce a tapparlo. Ma andiamo a vedere le carte. Carlo Stagnaro, sul «Foglio» del 12 giugno 2010, dopo aver rammentato l’ira di Obama, ha scritto: «Negli anni, Bp ha fatto di tutto per allontanare la sua immagine dal brutto e sporco petrolio (addirittura cambiando il nome da British a Beyond Petroleum). Ha finanziato i movimenti ecologisti e i politici a loro vicini (tra cui Obama)». Per l’impegno nel lobbying ambientale «forse solo Enron e Lehman Brothers l’hanno superata». Tuttavia, «quello del 20 aprile, che ha ucciso 15 operai, è almeno il terzo grave incidente in pochi anni: nel 2005, un’esplosione nella raffineria di Texas City fece 14 vittime, nel 2006 una fuga dall’oleodotto di Prudhoe Bay (Alaska) riversò quasi un milione di litri di greggio». Strano, «se si considera che i petrolieri tendono ad avere un’attenzione maniacale per la sicurezza (per terrore del danno economico e reputazionale)». Ma «se la variabile da massimizzare è l’immagine verde o la promozione di politiche “ecologiche”, altre variabili finiscono inevitabilmente per sottoperformare». Donde la conversione “verde” della BP? «Il colpevole ha un nome: Lord Browne», che nel 2007 «ha lasciato in eredità al povero Tony Hayward un’azienda spolpata di competenze». Jeff Skilling, presidente della Enron, diceva che il “verde” che interessa «è quello dei bigliettoni» (i dollari sono da sempre tutti verdi, colore caro alla massoneria, ndr). Dice Stagnaro che «la stessa lotta all’effetto serra, peraltro, è un mero strumento politico per spillare sussidi monetari». Non stupisce che la Bp reagisca «col tic di sempre: invocando nuova regolamentazione e facendo azzeccagarbugliescamente spallucce alla tragedia, ché il piano di emergenza sottomarina non era obbligatorio e la responsabilità civile è limitata per legge a 75 milioni di dollari». Ma ormai per fare utili non bisogna più soddisfare una domanda di mercato, bensì «creare un bisogno artificiale grazie a leve politiche». Titolo del pezzo di Stagnaro: «Troppa economia verde è all’origine della marea nera di Bp. Il gruppo petrolifero per anni si è voluto mostrare a tutti i costi “amico dell’ambiente”, dimenticando il suo mestiere».

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TROTULA

La prima grande scuola di medicina fu quella di Salerno, laica e aperta a tutti indistintamente. Infatti, pare sia stata fondata da quattro maestri: Helinus ebreo, Pontus greco, Adela arabo e Salernus latino. Al tempo di Carlo Magno. Ebbe il suo massimo splendore tra il 1100 e il 1300. Fu abolita dal solito Napoleone nel 1811. Vi si praticava la dissezione anatomica a scopo di studio (vietata alla medicina pagana ma anche a quelle ebraica e islamica). Solo chi proveniva da tale scuola non doveva sottostare agli esami di abilitazione professionale previsti dal re normanno Ruggero II. I testi usciti da Salerno furono di base per generazioni. Tra i massimi esponenti si annoverano diverse donne, le più importanti delle quali sono Rebecca, Costanza e Trotula. Quest’ultima, vissuta attorno al Mille, «era una bellissima donna i cui insegnamenti sono raccolti nel libro “De mulierum passionibus” (…) che fece testo fino al secolo XV» (Luciano Sterpellone, “Storia della medicina”, San Paolo 1998). Come si vede, per trovare antiche donne-scienziato da celebrare non c’è bisogno di risalire a Ipazia, più unica che rara nel mondo antico, più mitica che reale e che, tra l’altro, non ha inventato nulla né ha lasciato alcunché ai posteri.

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