Luglio 2010

GUBBIO

E’ uscito un libro che consiglio con tre stelle, “Gli occhi di Maria su Gubbio”, di L. Girlanda, L. Padeletti e C. Crescimanno. Potrete procuravelo scrivendo a: ass.benedettoxvi@gmail.com. C’è la prefazione di Vittorio Messori e prende spunto dal libro che facemmo io e quest’ultimo a proposito della “ondata di miracoli” che nel 1796 travolse l’Italia centrale invasa da Napoleone. Alcuni volenterosi autori eugubini ne hanno preso spunto per indagare quel che successe nella loro città. Mi auguro che altri prendano analoga iniziativa per altri luoghi, indagando quel che io e Messori, per ovvi motivi, non approfondimmo nel nostro “Gli occhi di Maria” (Rizzoli).

FIREWALKING

Notizia del 6 luglio 2010: in un grande albergo romano una importante società immobiliare italiana ha organizzato un “Motivation Day” per i suoi agenti. Il corso di “motivazione” era tenuto da un esperto di sviluppo del personale e raggiungimento della “peak performance” attraverso il “coaching”. Insomma, insegna a “spronare e sviluppare al massimo le capacità professionali”. Il corso culminava nel c.d. “firewalking”, cioè camminare scalzi sui carboni ardenti. Per “sperimentare dal vivo la capacità di ottenere risultati andando… oltre”. Letterale. Risultato: sette agenti immobiliari all’ospedale, altri due medicati al pronto soccorso. Ricordo, da bambino, quando in paese veniva il circo. Dopo aver trattenuto il fiato davanti al salto mortale triplo senza rete, c’era sempre qualche vecchio siciliano che, scuotendo la testa, esclamava commosso: “Ah, lu pani!…”. Intendeva: guarda un po’ cosa devono fare quei poveracci per guadagnarsi il pane.

GOTTI

Ettore Gotti Tedeschi, prestigioso banchiere internazionale e da poco presidente dello Ior, ha scritto un interessante articolo su “Il Timone” del luglio-agosto 2010. Alcuni brani. “I modelli di crescita economica classici, da quello dell’economista statunitense Robert Solow a quello di J. M. Keynes, sono tutti centrati sulla crescita della popolazione”. Invece, passò la linea di Malthus (aumento della popolazione = fame). Non tutti gli economisti la pensavano così (J. A. Schumpeter, per esempio). “Ma vinsero altri maestri di pensiero, (come) Lester Thurow”. Così, “non solo i Paesi poveri (si pensi a Cina, India, Brasile)” sono diventati ricchi, ma quelli ricchi stanno diventando poveri. “Le previsioni migliori le hanno fatte gli scrittori fantascienza, come J. Verne o H. G. Wells, piuttosto che gli scienziati malthusiani”. Se “vengono a raccontare che la crisi attuale è dovuta all’avidità dei banchieri che hanno espanso troppo il credito (…), rispondiamo: lo hanno fatto per sostenere le esigenze di una crescita economica insufficiente”. Storia: “A fine anni ’60 all’università di Stanford si rilanciò la teoria malthusiana del c.d. boom demografico (…). Qualche anno dopo, un’altra prestigiosa università americana, il Mit di Boston, con il famoso documento sui limiti dello sviluppo, sostenuto dal Club di Roma”, profetizzò «decine di milioni di morti per fame soprattutto (pensate) in Cina e in India”. Un “profeta di detta dottrina (il biologo Paul Erlich) si fece sterilizzare in pubblico”. Ma “nel 2002 l’Onu, nel Rapporto Popolazione Ambiente”, trova che “tra il 1900 e il 2000 la popolazione mondiale cresce, sì, di 4 volte, ma il Pil mondiale cresce di ben 40 volte”. La crescita di popolazione non era dovuta all’aumentata fertilità nei Paesi poveri, bensì “a un salto di qualità nell’igiene, al miglioramento dell’alimentazione e alla diminuzione della mortalità infantile. Infatti, il tasso di fertilità in detti Paesi passa da 6 figli a coppia nel 1960 a 3,7 nel 1990, fino a circa 3 (stima) nel 2005. Ora, il tasso di sostituzione, cioè crescita zero, è 2 figli. Il più grande demografo contemporaneo, Alfred Sauvy, (…) ricorda che il crollo dell’impero romano fu anche dovuto al crollo della sua popolazione: del 50% in due secoli”. La crisi attuale: “crescono i costi fissi perché la popolazione invecchia (pensioni e sanità), diminuisce la produttività (meno giovani che affluiscono al lavoro), crolla la crescita del risparmio (perché si formano meno famiglie con figli, obbligate a risparmiare). Ecco perché non si possono diminuire le tasse in un Paese a economia ‘assistenzialistica’ come il nostro”. Si cercò di ovviare “con la (miracolosa per l’Asia) delocalizzazione delle produzioni a basso costo in Cina e India”, poi si provò “con l’immigrazione” ma fu un flop. “Si passò alla crescita consumistica a debito, fino agli eccessi dei famosi ‘subprime’, cioè il credito a chi non poteva restituirlo, pur di far crescere il Pil”. Gotti Tedeschi ricorda infine un vecchio libro dell’economista inglese Colin Clark, “Il mito dell’esplosione demografica” (Ares, 1973), che vanamente avvertì a tempo debito.

UMILTA’

Non se se ci avete fatto caso ma l’umiltà -degli altri- non basta mai. L’autore cattolico, poi, dovrebbe sempre procedere con la lingua per terra per essere, secondo alcuni (tanti, ahimè), credibile. Così, se uno (mai visto né sentito prima) ti si rivolge con una sequela di insulti e tu lo mandi a quel paese, subito ti accusa di superbia e fa le meraviglie. È il classico bue che dice cornuto all’asino, nulla di nuovo sotto il sole. Ma, devo dirlo, ciò avviene anche per colpa dei cattolici. Decenni di moderatismo calabrache democristiano; poi, venuto meno lo scudo (crociato), la Chiesa istituzionale si è ritrovata sola di fronte al branco. Ora, la suddetta Chiesa istituzionale è composta da preti e frati, cioè da persone consacrate. Da cui è lecito (anche se non in tutti i casi) aspettarsi l’altra guancia e, generalmente, un atteggiamento francescano. Ma i laici credenti fanno gli insegnanti, i poliziotti, i soldati, i magistrati, gli impiegati… gli scrittori. Dunque, se (per esempio) sull’accoglienza oves et boves a tutti gli immigrati e alle loro famiglie anche poligamiche dicono niet, non sono per questo meno cattolici. Il resto degli esempi potrete agevolmente trovarlo da soli. Io mi limito a questo: se un cialtroncello arrogante mi dà gratuitamente del cretino, io lo mando a fare in c… tout court. Dare una lezione a chi la merita è altrettanto cattolico che porgere l’altra guancia. E se volete l’esempio evangelico, eccolo qua: nel Getsemani, prima che la «turba» (tanti contro uno) lo arrestasse, Gesù li sbatté tutti quanti a terra per ben tre volte. Così, quelli si guardarono bene dall’inseguire gli Apostoli che scappavano.

TATARELLA

Lo scrittore Aldo Busi si è rifiutato di partecipare, con corredo di turpiloquio, con una sua opera al Premio Bari intitolato a Pinuccio Tatarella, già esponente di Alleanza Nazionale. A Busi si è subito accodato un altro scrittore e non è azzardato ritenere che faranno lo stesso gli altri (anche quelli in cuor loro non di sinistra, timorosi di venire accostati a un nome “fascista”). Considerando la quantità di cantanti, romanzieri, attori, soubrettes e comici supporters delle sinistre, vien da chiedersi da che parte stiano i famosi “nani & ballerine”.

SCIUSCIA’

Garibaldi, nato il 4 luglio (come il film omonimo che valse l’Oscar a Tom Cruise), è stato commemorato da Luigi Pruneti e Pierre Lambicchi, Gran Maestri rispettivamente della massoneria “scozzese” di Pza del Gesù (proprio di fronte alla storica chiesa dei gesuiti, a Roma) e del Grande Oriente di Francia, nonché dallo storico Aldo A. Mola (lancio del 29 giugno 2010 dell’agenzia AbruzzoPress). Il discorso è caduto, a un certo punto, sui finanziamenti della spedizione dei Mille, cui contribuì la massoneria inglese con 3 milioni di franchi-oro. Mola: “Il finanziamento proveniva da un fondo di presbiteriani scozzesi e gli fu erogato con l’impegno di non fermarsi a Napoli ma di arrivare a Roma per eliminare lo Stato pontificio. Tutta la spedizione garibaldina fu monitorata dalla massoneria britannica, che aveva l’obiettivo storico di eliminare il potere temporale dei Papi, e anche gli Stati Uniti, che non avevano rapporti diplomatici con il Vaticano, diedero il loro sostegno (…) La sua appartenenza alla massoneria garantì a Garibaldi l’appoggio della stampa internazionale, soprattutto quella inglese, che mise al suo fianco diversi corrispondenti, contribuendo a crearne il mito, e di scrittori come Alexandre Dumas, che ne esaltarono le gesta. Non che lui non lo meritasse, ma tanti altri meritevoli non hanno avuto la sua notorietà”. Aggiunge il lancio d’agenzia che al “fratello Garibaldi” ha reso omaggio con un “evviva” Lambicchi, mentre Pruneti ha criticato “il revisionismo storico e la letteratura di divulgazione che su Garibaldi ne dicono da anni di tutti i colori”. L’agenzia ha titolato il suo lancio così: “Garibaldi, sciuscià della Perfida Albione”. Per chi non lo sapesse, “sciuscià” erano detti a Napoli, durante l’occupazione americana, i lustrascarpe, in inglese “shoes shine”.

FOCAIMBRANATA

A commento di un precedente Antidoto (“Dueminuti”) la lettrice mia quasi coetanea Focaimbranata (davvero, w la foca, che Dio la benedica!) ha inviato un post che a mio avviso merita un Antidoto tutto suo, che qui riassumo con i miei sinceri complimenti. Eccolo. Se un profilattico può essere talvolta permeabile agli spermatozoi, l’Hiv è infinitamente più piccolo. Noi donne, lo dico con amarezza, siamo davvero meno intelligenti degli uomini. Ci siamo fatte buggerare su tutti i fronti e non ce ne rendiamo conto. Ci hanno convinte che il lavoro in casa era frustrante. Abbiamo abboccato e lasciato casa e figli per procurarcene uno “gratificante”. I nostri figli sono finiti negli istituti pubblici, dove si inculca loro il politically correct. E ora il ménage familiare (le donne di casa sapevano fare tutto), pur con due redditi, risulta inadeguato. Ci hanno convinte che, se il matrimonio non funziona, meglio dividersi, anche per il bene dei figli (meglio genitori separati che litigiosi). Ma il divorzio è cosa per ricchi: ha ridotto in povertà un sacco di gente. Ci hanno dato gli anticoncezionali e istigate a riappropriarci della nostra sessualità. Abbiamo solo ottenuto un degrado del nostro status pure agli occhi dei maschi stessi, che un tempo si facevano in quattro per noi ragazze. Stiamo attente alla forma e a quel che mangiamo. Ma non al bombardamento chimico/ormonale che ingurgitiamo con le pillole contraccettive: possibile che non lascino conseguenze sulla salute, nostra e dei figli? Ci hanno fatto credere di essere parte attiva nella sessualità ma sono i maschi a essersi liberati da ogni responsabilità: noi prendiamo la pillola, noi abortiamo, noi siamo abbandonate emotivamente a noi stesse. Siamo un sacco che si riempie e poi si vuota. Ma non basta mai (a chi ci guadagna): ora le dodicenni (sperando che siano ancora vergini) devono vaccinarsi contro il papilloma virus e i profilattici sono distribuiti nelle scuole. In verità c’è un solo sistema sicuro al 100% per evitare gravidanze indesiderate e malattie sessualmente trasmissibili: il santo timor di Dio, l’amor proprio, il rispetto per la famiglia e tenere le gambe chiuse. Ma oggi anche a quarant’anni gli uomini sono “ragazzi”.