PRETI
Vado alla messa solenne per s. Giovanni Battista, vorrei confessarmi. Macché: i preti sono tutti dietro all’altare, nei confessionali non c’è nessuno. Concelebrazione. Secondo loro è più “solenne” così. L’omelia è di quelle: siccome non ho niente da dire lo dico lo stesso, anzi, la mèno più lunga del solito, rimestando il torrone per trenta-minuti-trenta. Alla consacrazione, giacché non ci si può certo esibire in un’ammucchiata, ecco i saluti romani a distanza verso il calice. Consacratum est. Il tutto al ritmo delle chitarre pop (già: è “solenne”…). Gli avvisi parrocchiali: data la solennità, ognuno di essi viene corredato da commento spiritoso, tanto per totalizzare un’ora abbondante complessiva. Certo, lo so, i preti come Dio comanda esistono. Ma sono tutti a sacrificarsi nel terzomondo. Certo, lo so, esistono anche quelli svegli. Ma sono tutti occupati a far carriera in curia e/o nei Sacri Palazzi. Eh, verrà la ghigliottina, già se ne sente il cupo brontolìo. Ma poi non si dica che i cattolici non se la sono meritata.
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Ma Sì, ben vengano questi preti così “ecumenically-correct”, così si avvicinerà il momento in cui il bubbone della mala liturgia scoppierà. Ormai non c’è più possibilità di far cambiare mentalità ai gerarchi neoterici, ci vuole uno scandalo a cui non potranno più resistere. “Oportet ut scandala eveniant”
Mia madre mi ripete sempre che quello che conta è l’eucarestia, tutto il resto sono orpelli, ma io le ripeto e le ripeterò sempre che così la gente non l’attraggono in chiesa: la fanno scappare! Abbiamo visto cosa è successo in Brasile ( e successivamente in Africa), quasi tutti scappati verso i culti evangelici.
Comunque qualcosa sta cambiando a passi piccini picciò: si è reintrodotta la messa in latino, e nella mia parrocchia sono scomparsi gli scout e le loro lagne, sostituite da organi e tenori. Non basta ma comunque non dappertutto la situazione è tragica; comunque è un pò presto per cantar vittoria.
Mi ricorderò sempre una veglia di pasqua di pochi anni fà quando alla recita delle litanie ai santi ( secondo me la miglior preghiera del cattolicesimo) mi accadde qualcosa di sconvolgente e misterioso: ad ogni invocazione il mio cuore si emozionava sempre più in modo persino violento, ebbi un sussulto. Non sò se questo possa essere una sensazione naturale, o addirittura qualcosa di soprannaturale, divino: c’è una grande bibliografia in merito, e molti nostri fratelli in cristo hanno provato questo che la mia ignoranza in merito mi permette di ascrivere soltanto come “tocco divino”. Comunque questo mi insegnò che alla mediocrità dei preti si contrappone la grandezza di Dio. Mediocrità dico, perchè la messa della vigilia di pasqua era proprio come quella in cui lei si è imbattuto.
Ma che cristianesimo sarebbe se il discepolo sarebbe più del maestro? Purtroppo i san paolo o sant’agostino sono merce rara, per il resto ci dobbiamo imbattere in orde di abbè pierre o enzo bianchi, o peggio, don gallo.
Secondo me i sacerdoti che non si accorgono di quello che sta accadendo per eccesso di ingenuità sono il problema minore.
Mi preoccupano molto, moltissimo di più, quelli in perfetta coscienza si stanno attivamente adoperando per far accadere proprio quello che sta accadendo…
le domeniche (da settembre a giugno) 12.15 al Convento dei Frati Cappuccini, Milano, P.za Velasquez
ne vale la pena
Per molti preti la messa è occasione di autoshow, e non vi rinuncerebbero mai.
E comunque sarebbe più corretto confessarsi al di fuori della celebrazione! Quando arrivo a messa e non trovo nessuno che confessa, me la prendo solo con me stesso.
…Il fatto è che pensano che per attirare i giovani sia necessario scendere a compromessi, quest’anno c’è stata la visita del Santo padre a Torino, che ha fatto una splendida catechesi,peccato per il corollario di animatori che con canti e balletti stile buona domenica ( C’era addirittura un presentatore idiota con dei guantoni giganti da topolino che si sbracciava)hanno contribuito a stendere un velo di ridicolo.
Confessionali vuoti mi sembra giusto: ci si va prima (o dopo, se non si è ammazzato nessuno).
Sull’omelia: sono andato di recente a una conferenza sul curato d’Ars. Il relatore ha accennato al fatto che tra i corsi al seminario oggi è sparita l’omiletica (vi risulta?). Non ho potuto trattenermi dal commentare: “Ah! adesso capisco”. Un vero corso “come si parla ai fedeli” sarebbe una manna.
Sui canti: non mi pare giusto fare di tutto un fascio. Ci sono bei canti moderni e orrendi canti moderni; ci sono canti adatti al contesti liturgico e canti da gita in pullman.
Infine: i culti evangelici mi risulta contengano spesso misture ben più micidiali.
Per fortuna che la messa la prendo dai frati carmelitani, purtroppo non sopporto le mese catto-chitarrose di parrocchia.
Per l’appunto.
Poi fanno i convegni pastorali dove s’interrogano sull’abbandono dei ragazzi dopo la Cresima.
Ma dai? E che c’è da interrogarsi?
I giovani sono perfettamente coerenti: se vengono attirati alle celebrazioni da musiche rock-pop-metal,
da cantorie che sembrano gruppi punk, da preghiere “coinvolgenti” con gesti a tempo e ritmi assordanti coerentemente passano dalla Chiesa alla discoteca, logico!
Don Bosco aveva un medoto molto politicamente scorretto: andava dai ragazzini mentre erano presi dai trastulli poco leciti dicendo loro “e se morissi proprio adesso?” oppure “non hai nulla da confessare?”
Ma era don Bosco, un prete da confessionale mica da concelebrazione…
Quando vent’anni fa cercavo una parola che mi aiutasse a ritornare nella Chiesa cattolica, ho trovato un grande muro. Non erano le idee dei laicisti a erigerlo – il muro – ma l’inconsistenza dei preti. Speriamo che dopo Ratzinger, ci sia un altro Ratzinger. Magari più risoluto coi pretucci invertebrati.
mi dispiace sentire questi commenti. Concelebrare, se fatto bene, è simbolo di unità e comunuione che certamente fa fatica ad esserci.è certo meglio questo che vedere, come ho visto in un vecchio documentario, celebrare agli altari laterali da soli perchè era ed è così la Messa tridentina, e passare la gente e i preti o religiosi come se niente fosse. Per la confessione, certo sarebbe bello poter cogliere l’attimo in cui uno si sente di confessarsi, è questo il modo giusto? ma durante la Messa non è proprio il momento opportuno per il sacramento della confessione visto che si sta già celebrando un altro sacramento quello dell’Eucaristia in cui si deve partecipare e ascoltare e pregare e ringraziare, fare comunione anche fra di noi, c’è bisogno di dare occasioni per la confessione perchè sia fatta bene e non in due secondi tanto per darsi un a “pulitina”. chiedo scusa del disturbo, un povero prete ignorante
Mi sfugge qualcosa: in cosa questi preti che stavano concelebrando stavano facendo delle cose così scandalose ? (A parte ovviamente il contenuto dell’omelia e la lunghezza degli annunci).
I preti rimasti cattolici in realtà ci sono. Stanno anche in Italia dove -parlando in termini di fede- siamo molto peggio che nel terzo mondo. Sono considerati scismatici dalla nuova “chiesa conciliare” uscita dal Concilio Vaticano II. Qualcuno più ignorante o più falso li chiama eretici. Come riconoscerli: indossano la talare, confessano, celebrano la Messa con il rito tradizionale di sempre, chiamato Tridentino o di San Pio V o latino-gregoriano, dove anche le bambine con il velo in testa cantano l’Asperge me Domine; non hanno mai appoggiato la tesi che l’uomo sia libero di scegliersi la religione che vuole, che tutte le religioni sono buone per andare a Dio, che il collegio apostolico ha autorità pari al Papa.
La Massoneria non è ancora riuscita a espugnare del tutto questa ultima cittadella Cattolica e Apostolica Romana difesa drammaticamente da Ottaviani Siri ma soprattutto dall’arcivescovo mons. Marcel Lefebvre.
Doveva andare così: commentò il card. Ciappi: “Il segreto di Fatima predice tra le altre cose che la grande apostasia della Chiesa comincerà dal suo Vertice”. Doveva essere reso noto nel 1960, all’apertura dei lavori preparatori per il Concilio Vaticano II.
Con cavilli assurdi, oggi le Curie impediscono l’applicazione del motu proprio di s.s. Benedetto XVI per la diffusione della celebrazione della vera Messa Cattolica, quella tridentina.
La nuova messa, di stampo luterano, è un cambiamento radicale della concezione della messa, a dispetto della definizione dogmatica: la Santa Messa preconciliare è il rinnovamento incruento del Santo Sacrificio del Calvario ove Cristo, vittima immmacolata versa il suo Sangue misticamente e realmente per la salvezza dei presenti. (cf. Concilio di Trento sessione XXII, catech. di San Pio X n.348-349)
La nuova messa, imposta in modo esclusivo, invece, è un “convivio” o “festa eucaristica” si chiacchiera, si mangia, si suona e, in diversi casi, già si balla.
San Pio da Pietrelcina si rifiutò di celebrare la nuova messa nata dopo il concilio ad opera del massone piduista mons. Annibale Bugnini.
Tutto ciò è imposto silenziosamente, ma fermamente, da certi poteri nelle Curie.
La vera Messa Cattolica, risalente agli Apostoli, non è mai stata giuridicamente abolita ma oggi “non s’ha da fare”: i preti a cui salta in testa di celebrarla vengono minacciati o trasferiti. Già molti i casi nella cronaca.
Si salvi chi può. Ora si attende il tentativo di liquidazione degli ultimi veri cattolici. Ma alla fine il Cuore Immacolato di Maria trionferà.
Lo scandaloso è la banalità, lo squallore e la noia che suscita oggi quello che un tempo era un rito così bello da indurre i grandi musicisti (Mozart etc.) a fare a gara per adornarlo.
Lei non disturba affatto: qui sono benvenuti tutti (purchè educati: se qualche volta rispondo male è solo a tono). Il sacramento, lei mi insegna, ha validità anche se il prete celebra da solo. Il prete, quando celebra, è alter Christus e non deve “simboleggiare” nient’altro. Infine, i simboli non vanno inventati di sana pianta escogitandone di nuovi e imponendoli al popolo. La messa non è “cosa vostra”, cari preti, anche se ve ne siete impadroniti e ci fate (ciascuno) quel che vi pare, come vi pare e quando vi pare.
Dov’è scritto che a confessarsi ci si va prima o dopo la messa? Mi indichi cortesemente il documento dottrinale, anche conciliare.
Chiedo anche a lei: perchè sarebbe “più corretto”? Nessuna norma lo prevede. E’ un’invenzione relativamente recente, perchè il popolo deve sorbirsi per forza l’omelia. Dove sto io, poi, non confessano né prima né dopo. Bisogna prenotarsi, perchè il prete ha sempre da fare. Ci ha fatto caso che i preti sono le persone più indaffarate del mondo?
Carissimo Rino
Alcuni giorni fa mi sono imbattuta in un canale di SKY il canale 825 che trasmette dall’n America. Si tratta di EWTN (Eternal Word TV Net). Ho la fortuna di essere fluente in inglese e sono rimasta perchè attratta dalla forte predicazione di un sacerdote di origine italiana, Padre John Corapi. Non mezze parole, non perifrasi, mai lisciate per il verso del pelo. Nella piena fedeltà al Papa e alla Dottrina.Una rivelazione. Può essere visto anche su YOU TUBE. Ho mantenuto acceso il canale e dopo un pò ho visto che era iniziata la Messa. Curatissima, in Latino e Inglese (esattamente come il Papa), col Crocefisso al centro dell’ altare.Niente schitarrate, ma organo e voci. MIENTE COMUNIONE IN MANO (quì neanche le suore si esimono da questa pratica..anzi!),niente BRACCIA CONSERTE (gli studiosi del linguaggio del corpo lo riconoscono come atteggiamento ostile e di esclusione) e NIENTE SIGNORE CON LE GAMBE ACCAVALLATE durante le omelie che sono sempre curate e focalizzate sul messaggio evangelico rapportato ai nostri giorni.
Quì se non si corre ai ripari e si ricomincia ad insegnare alla gente che non si può andare in casa di Dio vestite come delle soubrettes(per usare un eufemismo). Gli uomini con shorts e ciabatte e moltissimi con una nonchalanche come se fossero al bar.Mi ricordo di celebrazioni della Santa Messa che mi facevano uscire di Chiesa sentendomi sollevata a un metro dal suolo e che davano la carica per il resto della settimana. I sacerdoti devono cominciare a comportarsi come se veramente ci credessero, guardi cosa arrivo a dire,e cominciare a parlare chiaro ai fedeli e alle spose come agli invitati su come ci si deve comportare e presentare in Chiesa se vogliono che le loro Chiese non diventino ancora più vuote,pronte ad essere occupate dal prossimo muhezzim.Gli inglesi (e per me hanno ragione) dicono che bisogna rispettare la forma per rispettare anche la sostanza! Dio ci aiuti e aiuti la nostra Chiesa.
…però dire che gli eretici lefebvriani sono gli ultimi veri cattolici mi sembra un po’ grossa
Aggiungo un P.S.
E’ vero che i preti sono sempre molto indaffarati. E’ anche vero che le nostre parrocchie vengono gestite con metodi da bottega di paese. Offrire aiuto gratuito per rispondere almeno al telefono e prendere messaggi, anzichè lasciare che lo stesso squilli sempre a vuoto(come io ho fatto), suscita non so che di insofferenza. Insomma, anche i preti devono imparare a razionalizzare il tempo e, proprio perchè sono soli, imparare a farsi aiutare per avere più tempo da dedicare al loro ministero.
Il fatto è che sono pochi, e non li può contrariare più di tanto sennò se ne vanno.
A parte il fatto che i lefrevriani sono scismatici e non eretici, dove ho scritto che “sono gli ultimi veri cattolici”?
Si consoli: io ho visto anche gente fare la comunione con la gomma da masticare in bocca.
Il commento non era indirizzato a Lei Cammilleri ma a Pascal, mi scuso per l’equivoco saluti
Non l’ha scritto lei, ma uno degli altri commentatori.
Gomma da masticare in bocca eh!! Don Giuseppe e Don Bruno, Dio li abbia in gloria, non gliala avrebbero data. Non solo, e non era qestione di cansura ma di educazione, magari un pò rustica visto che eravamo tutti “ignoranti”,ma onesta e sentita, nessuno si sarebbe sognato di entrate in chiesa ciancicando.
Mi sa che dovrò dire al webmaster di cambiare tutto, perchè non è la prima volta che sbaglio in questo senso. Non sempre le cose moderne sono meglio delle vecchie.
Non si scusi: è questo tipo di blog che si presta alla confusione (mia). Vedrò di farlo cambiare (se e quando il mio webmaster avrà tempo, visto che cura il sito gratis et amore Dei per pura amicizia e condivisione ideale: Dio lo benedica, dati i tempi che ecorrono, temo dovrà lavorarci di notte)
Egr. Simone, Le consiglio di leggere: “Lo scisma introvabile” di don Michele Simoulin, la tesi summa cum laude alla Gregoriana che dimostra la non esistenza di scisma dell’arcivescovo Lefebvre, l’intervista: “Una excomunicacion invàlida” del cardinal Medina Estévez, il “Breve esame critico del Novus Ordo Missae” dei card. Ottaviani e Bacci presentato a Paolo VI, l’enciclica Pascendi Dominici Graegis di san Pio X e infine “Lettera aperta ai cattolici perplessi” di Mons. Marcel Lefebvre (dopo non sarà più perplesso).
Questo solo per cominciare.
La “scomunica” fu comminata quando mons. Lefebvre e mons. De Castro Mayer consacrarono i 4 Vescovi allo scopo di preservare la fede e la liturgia, dopo che Wojtyla diverse volte promise l’autorizzazione a voce e rinviò l’autorizzazione scritta; però avvenne in aderenza con il codice di diritto canonico articoli 1282 1283.
(In fondo molti ritengono che sia stata imposta dalla Massoneria come intimidazione per i cattolici che intendessero seguire i sacerdoti tradizionalisti e rifiutassero la riforma liturgica fatta da Bugnini e imposta con metodi mafiosi.)
La invito a riflettere: perché Benedetto XVI ha revocato le scomuniche ai 4 vescovi senza che essi abbiano mutato nulla nella posizione della Fraternità Sacerdotale San Pio X?
Quanto all’”eresia”: chi può trovi anche una sola virgola eretica in tutto ciò che mons. Lefebvre ha detto o fatto.
Disse il card. Ottaviani (San’Uffizio): “Spero di morire prima che finisca il Concilio, così potrò morire cattolico”.
E San Pio da Pietrelcina: “Speriamo che la finiscano con questo Concilio: stanno facendo a pezzi tutta la Chiesa”.
La forza della propaganda come ha fatto tacere queste voci e sepolto il Magistero preconciliare (b.Pio IX, Leone XIII, s.Pio X, Pio XII), ha imposto il mito lefebvriani scismatici o perfino eretici.
Il nemico è dentro la Chiesa. Preghiamo perché il Papa abbia coraggio e non indietreggi davanti ai lupi anche a costo del martirio. Noi sforziamoci di conoscere la Chiesa Cattolica di sempre nel magistero omogeneo e ininterrotto fino a Pio XII, per non essere trascinati via dal diluvio. Inter multiplices Una Vox!
Gentile dott. Cammilleri,
venga ad una delle Messe di S. Pio V che si celebrano in Italia lentamente ma costantremente in numero crescente, e non se ne pentirà. Troverà Sacerdoti in veste talare, che confessano, che fanno omelie “succose” mi si passi il termine, e tutto quallo già ben descritto da Pascal. Io son di ritorno dalla prima Messa di don Elias Stolz FSSPX, a Rimini, e posso affermare come sia stata qualcosa di totalmente opposto alla aggiacciante situazione da Lei descritta.
Guardi che io sono nato prima del Concilio e le messe latine le ricordo.
Oh quanti commenti aspri sulle messe nuove ! Andate a sentirvi una messa,acc, scusate,una “mensa” neocatecumenale con tamburelli e sonagli con ballo finale circummensa e poi altrochè sentirsi a disagio per le musiche! Per avere un’idea completa e ben aderente alle concezioni moderne e relativiste sulla dottrina e la liturgia, nulla di meglio che riuscire ad intrufolarsi in uno di questi festini,(se vi lasciano perchè sono riservati agli adepti salvo qualche vescovo o cardinale simpatizzante).Questo movimento ha colto in pieno l’essenza “rinnovatrice” ed ha rinnovato dottrina e liturgia insieme ficcando dentro anche residui di dottrina ebraica compreso il candelabro ebraico. Pure i preti sono sfornati e forgiati nei loro seminari secondo le “loro” idee,e poi non parliamo di confessione poiche esiste solo quella pubblica per autoflagellarsi ed autoaccusarsi in un crescendo masochista.Rino Cammilleri non avrebbe più bisogno di confessarsi durante la me-nsa poichè la mensa è mangiare e le idee del Corpo di Cristo e del Sacrificio sono idee ormai vetuste e superate dal gaudio erompente dei neocat. (a suon di tamburelli sacri)
Chi l’ha obbligato il prete a dare le comunicazioni parrocchiali prima della fine della messa, con la benedizione finale?Nessuno! E’ solo una forma di ricatto per obbligare i fedeli, anche quelli di lontano che vogliono adempiere al precetto, a sorbirsi le chiacchiere sull’oratorio che necessita di tegole nuove o di un distributore di pop-corn.La misura sarebbe dare la benedizione e fermare i fedeli interessati raccontando le magagne parrocchiali, ma i preti sanno che nessuno, dopo l’omelia detta senza alcuna convinzione e con poco senso di fede, si fermerebbe ed allora, zac, fermi tutti lì a sorbirvi il resto.Peccato che proprio in quel momento le schitarrate, rimenate a chiasso durante il raccoglimento dell’Eucaristia, solitamente tacciono per lasciar parlare il prete.Mai nessuno che pensa a Dio che ci vuol parlare ma nel chiasso è difficile sentirlo…
“Dov’è scritto di non confessarsi durante la s. Messa?” Basta leggere i Praenotanda al Rito della Penitenza (si trovano anche su “Maran atha.it”).
Il buon senso del credente dovrebbe da sé stesso far capire che:
a- I sacramenti sono gesti ecclesiali e non individuali, perciò non vado alla s. Messa per assistervi, ma per parteciparvi, in comunione crescente con tutti i presenti e con i santi e gli angeli, arrivando dall’inizio.
b-la Parola letta è Parola di Dio e Cristo che si comunica come Parola di Vita. Merita tutta l’attenzione del mio cuore e della mia mente.
c- La Penitenza sacramentale richiede preparazione e ha una sua dinamica spirituale interna differente dalla celebrazione Eucaristica. E questa dinamica va rispettata anche nelle sue esigenze di tempo.
Quella che viene chiamata “La Messa di sempre” è poi il rito di san Pio V, quindi risalente al XVI secolo! Un rito che raccoglie la stratificazione di orazioni e gesti che si sono accumulati nei secoli iniziali del II millenio. Un po’ come tante chiese romaniche e gotiche poi barocchizzate. Le esigenze della Riforma Cattolica anche per arginare il protestantesimo, hanno spinto ad imporla in modo monolitico in tutta la Chiesa cattolica, mortificando riti precedenti, dei quali solo il rito ambrosiano si è mantenuto. Nel rito della s. Messa promulgato dal papa Paolo VI invece, attraverso il Canone II ritroviamo nientemeno che l’anafora della ‘Tradizione apostolica’ del 215 d.C.! Questa semmai potrebbe essere chiamata la s.Messa di sempre…
Da povero prete di periferia, che si sforza di essere fedele a Cristo e alla Chiesa, credo che invece di polemizzare e opporre un rito all’altro bisogna tornare sempre ai fondamenti: la fede, la speranza e la carità (anche nel parlare e nel commentare!) e viverle in ogni azione, compresa la celebrazione di tutti i sacramenti. Queste insegneranno la misura e i criteri di discernimento per scegliere parole e gesti là dove si può.
Cordialmene.
Sa, caro don, che ne ho visti e sentiti davvero tanti come lei. Gli alberi si giudicano da frutti, no? Si guardi attorno e mi dica cosa vede. Un crollo verticale di vocazioni e un disastro per il cattolicesimo laico. Continuate così, la vostra ricetta è sempre la migliore, e mai che vi venga in mente che, forse, avete sbagliato tutto. Io non propongo niente a nessuno, esprimo solo il mio disagio. E lei mi dà lezioni di “vero” cristianesimo. Mah.
Per chi rischia di incespicare per la pseudo erudizione di dpaolos:
Notate la pericolosa ambiguità del linguaggio modernista postconciliare: i Sacramenti sarebbero un atto (“gesto” è proprio fuorviante) “ecclesiale” in che senso? Recte: nel senso che li amministra la Chiesa (Ecclesia) questo va bene. Ma, dice il modernista, ecclesia=assemblea quindi un “gesto assembleare”!
1) una “anafora” isolata non fa Tradizione;
2) il II canone, sarebbe ispirato al presunto rito di Ippolito le cui tracce però -secondo un autorevole dossier stilato dai Domenicani di Avrille-, si perdono nel XIII secolo. Inoltre non è neanche proveniente da rito orientale.
3) Il massone, sacerdote vincenziano e liturgista modernista mons. Annibale Bugnini (Affiliato Martedì 23 aprile 1963 presso il Grande Oriente d’Italia con il numero di 1365-1375, e sotto il nome in codice “Buan”), nominato da Paolo VI Montini segretario generale del Consilium liturgico, vale a dire il team manager dei “riformatori”, i liturgisti conciliari, ha dichiarato ufficialmente 15 marzo 1965 nell’«Osservatore Romano» (Gazzetta Ufficiale del Vaticano), un anno dopo l’istituzione del Consilium 25 Marzo 1964, e più di tre anni prima della promulgazione di Pontificalis Romani 18 giugno 1968: “Dobbiamo spogliare le nostre preghiere cattoliche e la liturgia cattolica di tutto ciò che potrebbe essere l’ombra di una pietra d’inciampo per i nostri fratelli separati, vale a dire, per i protestanti.”
4) Si legga la bolla di San Pio V “Quo primum tempore”. E’ molto più di una scomunica per chi avesse osato riformare la Messa!
5) Il Canone della Messa di sempre, da San Gregorio Magno ad oggi, cioè dal sesto secolo, non ha subito modifiche ad una sola virgola; s.Gregorio fece qualche piccolo aggiustamento al rito già codificato da papa S.Damaso (*305 +384) il quale ha semplicemente codificato un rito stabilito da San Pietro.
6) Nel Concilio di Trento, San Pio V ha semplicemente ripulito da alcune aggiunte tardo medioevali (v.Quo primum).
7) Consiglio vivamente di vedere il documentario “Cosa abbiamo perso” (What we have lost) del prof. David Allen White sull’autodemolizione della Chiesa Cattolica.
Quindi anche la Confessione individuale e segreta?
Ma Lei, rev.do dpaolos, per caso è un Neocat?
Piccola nota storica con spunti per approfondire: Bugnini, andava regolarmente a prendere istruzioni sulla riforma liturgica alla loggia del Gianicolo (fu fatto pedinare da un Cardinale). Allontanato da Roma, in seguito allo scandalo scoppiato per gli articoli sulla sua affiliazione (cfr. articoli di Osservatore Romano e “O.P.” di Mino Pecorelli di quegli anni) fu inviato, a missione compiuta, come pro nunzio in Iran dove gli capitò di bere un caffè della stessa marca di quello di Sindona.