FILOSOFIA

Jean-François Revel, “La conoscenza inutile”, Longanesi 1989, pag. 350: “La storia della filosofia si divide in due periodi: nel primo si cercava le verità; nel secondo si è lottato contro di essa. Questo secondo periodo, che ha in Cartesio il geniale precursore e in Heidegger una manifestazione deteriore, comincia la sua fase di piena attività con Hegel”.

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5 commenti

5 Commenti

  1. ago86 August 26th, 2010 10:53 am

    Pienamente d’accordo, anche io quando studiavo filosofia (al liceo) ho avuto la stessa impressione. Kant capivo che cercava la verità, anche se non concordo quasi in nulla con lui. Ma Hegel…

  2. Il pubblicano August 26th, 2010 11:04 am

    Filosofia…

    Jean-François Revel, “La conoscenza inutile”, Longanesi 1989, pag. 350: “La storia della filosofia si divide in due periodi: nel primo si cercava le verità; nel secondo si è lottato contro di essa. Questo secondo …

  3. Salvo August 26th, 2010 2:39 pm

    Indubbiamente Hegel è il capostipite delle ideologie più nefaste che si sono abbattute nel secolo scorso, provocando milioni di morti. Nella filosofia di Cartesio sono prsenti i germi del soggettivismo, che trovano – nelle moderne “conquiste civili” come l’aborto, il divorzio, l’eutanasia – il loro logico sviluppo.
    Per quanto riguarda Kant, Jefferson e i “padri” del liberalismo, pare che i loro “figli” liberali si discostino notevolmente dalle loro idee, poichè se i primi – nonostante fossero anticattolici – almeno avevano come punto di riferimento del loro agire sociale la legge naturale, i secondi – spudoratamente anticattolici – si beffano di essa.
    Ció non vuole essere un’indiretta aprovazione dei “padri” a dispetto dei “figli”, ma un’amara constatazione del fatto che quando un’etica “naturale” è sostanzialmente separata dal riferimento cristiano, puó essere facilmente preda di manipolazioni e di interpretazioni illogiche e perverse.

  4. sebastiano August 27th, 2010 1:07 am

    Si narra che Platone, trovatosi in viaggio con gente di umile estrazione sociale, non abbia mai fatto pesare la sua immensa cultura, e si sia intrattenuto conversando amabilmente con i contadini e pescatori suoi compagni di viaggio.

    Si narra che Tommaso d’Aquino abbia sopportato senza protestare gli insulti di un giovane frate che si lamentava della sua lentezza, dopo che questi si era offerto di accompagnarlo a destinazione per le intricate vie di Parigi.

    Se gli intellettuali di oggi sono quelli che si fanno belli dai migliori scranni della nostra stampa e tv, allora sono nani caduti dalle spalle dei giganti, che farebbero bene ad arrampicarsi di nuovo.

  5. alfredo September 1st, 2010 1:16 pm

    La verità esiste?

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