Ottobre 2010

CARLO

«Una cosa però è certa: la guerra mondiale, nata come un conflitto tradizionale e scoppiata con l’ultimatum di Francesco Giuseppe alla Serbia, che avrebbe potuto concludersi con una pace negoziata, si trasformò sin da subito in un conflitto che voleva la distruzione dell’Austria-Ungheria e ogni tentativo in direzione della pace fu sabotato. Fejtö lo sostiene con altre parole, ovvero che dalla guerra classica si passò alla guerra ideologica, dove forze ostili agli Asburgo volevano la repubblicanizzazione dell’Europa». Infatti, con la Grande Guerra l’impero asburgico, erede del Sacro Romano Impero, fu cancellato, mentre la Germania no. Ciò pose le premesse per la Seconda guerra mondiale e la successiva Guerra fredda. Cfr. Mario Carotenuto, «Carlo I d’Austria e la pace sabotata», ed. Fede & Cultura ( http://fedecultura.com/Carlo_I_d_Austria.aspx ).

INGHILTERRA

«Dal 1688 al 1820 i reati che comportano la pena di morte passano da 50 a 200-250, e si tratta quasi sempre di reati contro la proprietà: mentre fino al 1803 il tentato omicidio è considerato un reato lieve, il furto di uno scellino ovvero di un fazzoletto o il taglio abusivo di un cespuglio ornamentale possono comportare anche l’impiccagione; e si può essere consegnati al boia anche all’età di undici anni». (cfr. Domenico Losurdo, Controstoria del liberalismo, Latreza, p. 78).

SCHIAVISMO

“La schiavitù non è qualcosa che permanga nonostante il successo delle tre rivoluzioni liberali; al contrario, essa conosce il suo massimo sviluppo in seguito a tale successo: il totale della popolazione schiava nelle Americhe ammontava a circa 330mila nel 1700, a quasi tre milioni nel 1800, per raggiungere infine il picco degli oltre 6 milioni negli anni ’50 dell’Ottocento. A contribuire in modo decisivo all’ascesa di questo istituto sinonimo di potere assoluto dell’uomo sull’uomo è il mondo liberale. A metà del Settecento è la Gran Bretagna a possedere il maggior numero di schiavi (878mila). (…) A occupare il secondo posto è il Portogallo, (…) che però è sua volta una sorta di semicolonia della Gran Bretagna”. (cfr. Domenico Losurdo, “Controstoria del liberalismo”, Laterza, p. 37).

LORENZETTO

“Un terzo degli infermieri del nostro Paese è costituito da persone che provengono da ben 142 nazioni. Gli anziani li accudiscono le badanti moldave, i clienti nei ristoranti li servono le cameriere slave, i cibi li preparano i cuochi maghrebini, le capricciose le informano i pizzaioli egiziani, i piatti li lavano gli sguatteri senegalesi, i palazzi li costruiscono i rumeni, i muri li imbiancano gli ucraini, il latte lo mungono i sikh, i formaggi li fanno gli etiopi, gli agrumi li raccolgono gli ivoriani, le piante nei giardini le mettono a dimora gli indiani, i bar li gestiscono i cinesi, gli appartamenti li tengono in ordine i filippini e i cingalesi, le pelli le conciano i ghanesi, i pacchi dei corrieri li recapitano i peruviani. Nel contempo 2 milioni d’italiani si dichiarano disoccupati. Si può timidamente far presente che qualcosa non quadra oppure è razzismo?”. Da “Cuor di veneto; anatomia di un popolo che fu nazione” (Stefano Lorenzetto, Marsilio). Leggetelo, vi farà solo bene.