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ANTIOCHIA
Giuliano l’Apostata era convinto che il tempio di Apollo in Dafne, vicino ad Antiochia, fosse stato incendiato dai cristiani e non da un fulmine. Per vendetta, nello stesso anno 362, in Antiochia «la principale chiesa cristiana fu chiusa e poi saccheggiata dei preziosi arredi donati da Costantino e da Costanzo». Se ne incaricò lo zio di Giuliano e suo omonimo, «ch’era stato cristiano anche lui ma poi era ritornato al paganesimo» come il nipote. Fu coadiuvato dal sovrintendente Felice. Non contento, orinò sull’altare e defecò nei vasi sacri. «Il vescovo ariano Euzoio, quello che aveva battezzato in punto di morte Costanzo, protestò ma in riposta fu schiaffeggiato». Felice «morì poco dopo per emorragie violente dalla bocca». Lo zio Giuliano fu «preso da una violentissima affezione intestinale, il suo interno si disfaceva in marciume e gli escrementi uscivano dalla bocca». Sua moglie, che era rimasta cristiana, gli disse che ciò era dovuto al male fatto alla chiesa. Giuliano pregò suo nipote di porvi rimedio «ma l’imperatore non acconsentì, e lo zio dopo lunga agonia morì». La gente cominciò a pensare che prima o poi la stessa sorte sarebbe toccata a Giuliano l’Apostata. Infatti, cadde l’anno seguente in battaglia contro i persiani. Giuseppe Ricciotti (Giuliano l’Apostata, Mondadori 1956, pp. 268-269) fa notare che un cinquantennio prima, dopo la grande persecuzione di Diocleziano, il cristiano Lattanzio aveva scritto un libro, De mortibus persecutorum, in cui si mostrava la fine che facevano i persecutori dei cristiani.
5 commentsMOSSUL
Riporta l’agenzia Corrispondenza Romana dell’11 dicembre 2010 che gli impiegati pubblici cristiani della provincia irakena di Mossul possono mettersi in ferie per trasferirsi con le loro famiglie nel Kurdistan irakeno. Che è al Nord, come settentrionale è la provincia di Mossul. Le zone curde sono considerate più sicure riguardo agli attacchi dei terroristi di Al Qaeda. E’ una «soluzione temporanea» cui stanno aderendo anche gli insegnanti (nell’ultima settimana se ne sono andate più di cinquecento famiglie). Certo, il presidente della provincia ha un nome poco rassicurante, Jalal Talabani, ma è d’accordo con la misura. A costo di (parzialmente) ripetermi: non sarebbe una cattiva idea, se le cose si mettessero al peggio, se questi cristiani venissero accolti in Europa. L’Italia, per esempio, non ha forse penuria di infermieri?
9 commentsFULMINATA
Alberto Leoni, nel suo L’Europa prima della Crociate (Ares, 2010) rammenta «l’episodio della tempesta miracolosa, raffigurata nella cosiddetta Colonna Antonina, che, in realtà, ricorda un episodio delle campagne di Marco Aurelio. Nel 174, durante un’offensiva contro i Marcomanni, l’imperatore era andato a cacciarsi in quella che appariva essere una trappola senza scampo. Rinchiusi in un valle, con le alture presidiate da una moltitudine di barbari, torturati dal caldo e dalla sete, i soldati romani stavano per essere annientati, quando si scatenò sulla zona un uragano di prima grandezza. I legionari si dissetarono con l’acqua piovana mentre le folgori abbrustolivano i barbari. Storia o leggenda? Pagani e cristiani che, senza dubbio, avevano pregato con fervore i propri dèi per uscire da quella brutta situazione, si contesero il merito di tale prodigio e tal fatto induce a pensare che l’avvenimento sia autentico, oltre ad accertare la presenza di numerosi cristiani nella XII legione “Fulminata”, protagonista dell’episodio». La legione in questione prese quel nome proprio a ricordo dell’evento.
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