Gennaio 2011

GELYA

Per consacrarlo nel ruolo di «padre» dei sovietici, dal gennaio 1936 Stalin venne sempre più spesso ritratto insieme a bambini. La più famosa di questa foto, riprodotta in milioni di manifesti, era quella in cui Stalin teneva tra le braccia la piccola Gelya Markinova. Non tutti sapevano, però, che il padre della bambina era stato giustiziato come nemico del popolo e la madre, arrestata, aveva fatto la stessa fine qualche tempo dopo.

FRANK

Il filosofo russo Semjon Frank, ebreo, nel 1912 si convertì al cristianesimo ortodosso. Osservando i suoi contemporanei, molto prima della rivoluzione bolscevica, scrisse: «Chi sacrifica se stesso per il bene di un’idea non esita a sacrificare anche gli altri. (…) L’astio nei confronti dei nemici del popolo costituisce il concreto e attivo fondamento psicologico della sua vita. Così, un grande amore per l’umanità del futuro anima un grande odio per le persone».

RETTIFICA

Presentazione a Milano derl libro di Rino Cammilleri e Ettore Gotti Tedeschi «Denaro e Paradiso. I cattolici e l’economia globale» (Lindau).

Lunedì 21 febbraio 2011 • ore 18,30
Sala Assemblee Intesa Sanpaolo
Piazza Belgioioso 1 • Milano
(MM 1-3 Duomo)

Saluto introduttivo
Camillo Fornasieri, direttore Centro Culturale di Milano

Intervengono
Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la Sussidiarietà
Rino Cammilleri, scrittore, giornalista
Ettore Gotti Tedeschi, presidente Istituto per le Opere di Religione

Modera
Edoardo De Biasi, vicedirettore de «Il Sole-24 Ore»

SUICIDIO

In un articolo dell’1 dicembre 2010 su «Il Foglio», Francesco Agnoli ha scritto del suicidio, quasi assente nei secoli cristiani e tornato alla ribalta col Romanticismo nell’Ottocento. La sua curva segue la scristianizzazione in Occidente e, non a caso, è altissima nell’Oriente non cristiano. «Anche oggi le macerie spirituali lasciate dal materialismo ateo sono ben evidenti, visto che gli ex paesi dell’ateismo di stato hanno contemporaneamente il triste primato dei divorzi, degli aborti e quello, appunto, dei suicidi. L’Oms dunque rivela oggi che al primo posto nella classifica dei paesi con il più alto numero di suicidi nel 2009 si trovano la Bielorussia, con 35,1 suicidi ogni 100.000 persone; al secondo posto viene la Lituania, al terzo la Russia, al quarto il Kazakistan, al quinto l’Ungheria, al sesto il Giappone, all’ottavo l’Ucraina… ben 6 dei primi 8 paesi di questa terribile classifica sono ex paesi comunisti (senza contare che mancano le cifre vere per la Cina)». In effetti, ci si suicida quando manca il senso della vita e si ritiene che l’aldilà sia vuoto. La stessa base ha la richiesta di eutanasia.

MEDIOEVO

Dall’opera «La santa romana repubblica» di Giorgio Falco (segnalatami dal Centro cattolico di documentazione di Marina di Pisa) traggo queste illuminanti frasi: i secoli del Medioevo hanno «un loro chiarissimo significato, che è la fondazione dell’Europa su base cristiana e romana (…). Impero e Cristianesimo col loro trionfo e con le loro relazioni reciproche sono il presupposto di tutto il Medioevo, in quanto creano una coscienza di universalità politica e religiosa, che sarà per un millennio la fede comune degli uomini e il carattere sostanziale dell’età. Il reggimento unitario e totale, i principi di ordine civile e di purezza cristiana potranno essere mille volte smentiti dai fatti; ma si continuerà a credere, a sperare, a operare nella luce della Chiesa e dell’Impero; e politica e religione costituiranno due aspetti di un’unica realtà».

CINA

Rodolfo Casadei, sul settimanale «Tempi» del 24 novembre 2010, in un articolo sul calabrache occidentale nei confronti della Cina così, tra l’altro, ha scritto: «La Cina investe più risorse finanziarie nell’Africa nera (62,2 miliardi di dollari) che non in Europa (53,1 miliardi) o nel Nordamerica (59 miliardi), regioni il cui Pil supera di 40 volte quello africano, e in Asia appena meno che nel Medio Oriente crocevia dell’energia (44,9 miliardi contro 49,5). Ma perché, potrebbe chiedersi qualcuno, i Pvs (Paesi in via di sviluppo, ndr) dovrebbero mostrare più gratitudine per i doni e gli investimenti cinesi anziché per gli aiuti e la cancellazioni del debito estero ad opera dell’Occidente? Perché le seconde sono sempre accompagnate da condizioni come l’assunzione di impegni in materia di lotta alla corruzione, incremento della spesa sociale, rispetto dei diritti umani e promozione della democrazia, mentre la Cina pone una sola condizione: che gli appalti di grandi opere pubbliche e i contratti per lo sfruttamento di risorse minerarie vadano a imprese cinesi». La «gratitudine» viene mostrata votando sempre con la Cina all’Onu. La quale sulla questione «diritti umani» risulta, così, praticamente paralizzata.

AIDS

Mark Riedemann per “Where God Weeps”, un programma televisivo e radiofonico settimanale prodotto da Catholic Radio and Television Network in collaborazione con l’organizzazione internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre, ha intervistato il gesuita canadese Michael Czerny, fondatore, nel 2002, dell’African Jesuit AIDS Network. Nel corso della lunga intervista è emerso che «la Chiesa cattolica è la principale organizzazione in Africa nella cura dei malati di AIDS». Già, i critici della Chiesa fanno un bel giro su autobus con vetri azzurrati e aria condizionata, poi decretano che per l’Africa ci vogliono più preservativi e se ne tornano a casa. Chi resta a curare i malati? I missionari. Chi occupa poltrone negli organismi internazionali e i titoli dei media? Quelli degli autobus.