Anna Bono, sul quotidiano online «La Bussola» del 21 gennaio 2011 ha ricordato che il caso di Ben Alì (ex presidente tunisino fuggito, pare, con la cassa) non è il solo in Africa. Certe ong francesi da anni cercano di far incriminare almeno cinque presidenti africani, nati poveri e diventati nababbi. Uno è quello del Congo, N’Guesso, al potere praticamente dal 1979. Tra le sue molte proprietà (naturalmente all’estero) anche un albergo con piscina in Francia. L’ormai defunto (nel 2009) Ondimba, presidente del Gabon dal 1967, aveva pure un hotel di lusso sui parigini Champs Elisées. Segue Eduardo dos Santos, presidente angolano dal 1979, poi Blaise Compaoré, presidente del Burkina Faso dal 1987, e Obiang Nguema, presidente dalle Guinea Equatoriale dal 1979: questo colleziona Bugatti, ne ha una quindicina. Mugabe, presidente dello Zimbabwe, mentre il suo Paese si sfama solo grazie agli aiuti esteri, nel 2009 ha festeggiato il suo 85° compleanno con una festa così sfarzosa, a caviale e champagne e aragoste, da aver scandalizzato i diplomatici stranieri invitati. E si è fatto di regalo una sontuosa villa a Hong Kong. E’ morto nel 1998 il presidente nigeriano Abachi, che in soli cinque anni aveva accumulato 2,2 miliardi di dollari (qualcuno dice il doppio). Una delle sue mogli era stata fermata all’aeroporto con 36 bauli zeppi di preziosi. C’è chi si ricorda ancora del congolese Mobutu, presidente dal 1965 al 1997. Era nella classifica degli uomini più ricchi del mondo (ville, castelli, aerei privati…). Certo, non c’è solo l’Africa. I patrimoni personali degli sceicchi islamici richiederebbero però troppo spazio. In entrambi i casi, i soldi glieli abbiamo dati noi occidentali. E loro li hanno reinvestiti in Occidente. Così, siamo tutti contenti.
LIBIA
Tra bufale mediatiche (sulle presunte fosse comuni, per esempio) e soprapporsi frenetico di notizie e di “esperti†televisivi, ho l’impressione che qualcuno voglia buttare fuori l’Italia dalla Libia per prenderne il posto. L’Italia, si sa, è il primo partner commerciale del Paese e ha in Libia, fin dai tempi di Mattei, interessi enormi. Da dove cavo questa impressione? Da una serie di coincidenze sospette, tra cui il sostanziale abbandono dell’Italia da parte della Ue e il veloce attivarsi di Nato, Usa e compagnia bella per l’â€intervento umanitario†da quelle parti. A pensare male, diceva Andreotti…
RUSSIA
Apprendo che l’aborto libero sta impensierendo la Russia, la cui popolazione diminuisce a vista d’occhio. Nel 1920 fu la Russia bolscevica la prima nazione al mondo a legalizzare l’aborto. Paradossalmente, toccò a Stalin vietarlo (c’era bisogno di «figli per la Patria») nel 1936. E occorse attendere la sua morte per reintrodurlo, nel 1955. Nel 1964 ci fu il picco: 5,6 milioni di aborti. Oggi il governo cerca di correre ai ripari, anche perché le curve demografiche, così artificialmente intaccate, stano “femminilizzando†la Russia. All’inizio del 2011 la Chiesa ortodossa ha presentato una sua proposta al governo. Staremo a vedere. Certo, in un Paese in cui l’alcolismo registra livelli patologici non è facile raccomandare profilattici e contraccezioni varie…
C.C.P.
E’ in libreria la mia utlima fatica: “Come fu che divenni c.c.p. (cattolico credente e praticante)”, Lindau. Con molte foto d’epoca. E’ la storia della mia conversione, se interessa a qualcuno. Ma forse sì, giacchè ho traversato il ’68 (Scienze Politiche a Pisa) e ho anche un passato di cantautore…
CENTRISOCIALI
Il Centro Studi Federici mi ha girato un articolo del Corsera (23 dicembre 2010) in cui si riporta che la Regione Liguria ha bocciato i finanziamenti da sempre concessi agli oratori e approvato un ordine del giorno della sinistra che la impegnava a sostenere «politicamente e finanziariamente» i centri sociali. L’opposizione di centrodestra ha lasciato l’aula per protesta, accusando la maggioranza di dire che non c’è un soldo per gli oratori ma poi darli, i soldi, ai centri sociali. Burlando ha sostenuto la necessità di aiutare i centri sociali anche perché «la violenza può anche essere generata dall’abbandono e dall’indifferenza delle istituzioni». Poverini. Comunque, siamo sicuri che gli oratori rimasti a becco asciutto non metteranno, per questo, la città a ferro e fuoco.
CLASS
Martedì 22 febbraio 2011 alle ore 20,00 su Class News Msnbc (canale 27 del digitale terrestre) andrà in onda in diretta una trasmissione televisiva con la presenza in studio di Rino Cammilleri.
FISCO
Riporto un paio di passi dell’articolo di Massimo Introvigne su «La Bussola Quotidiana» (on line) del 2 febbraio 2011 «Un ritorno al passato sembra delinearsi nelle proposte d’imposta patrimoniale che sono venute dall’ex primo ministro Giuliano Amato e dal banchiere cattolico-democratico Pellegrino Capaldo, e sono state adottate dal PD, con il discorso al Lingotto di Torino di Walter Veltroni, da alcuni grandi quotidiani e da esponenti significativi di area centrista. (…). Con la crisi del berlusconismo, torna la prospettiva della persecuzione fiscale. A meno che, come sembra pensare Giuliano Ferrara, la crisi del berlusconismo nelle sue più spettacolari dimensioni giudiziarie e giornalistiche recenti sia stata in qualche modo organizzata o favorita proprio dal partito della persecuzione fiscale, un “partito della patrimoniale†che intravede la possibilità di un enorme assalto al risparmio delle famiglie italiane per alimentare un rinnovato statalismo e nuovi carrozzoni della spesa pubblica».
BARTH
«Nell’ottobre del 1958 l’eminente teologo svizzero Karl Barth, uno dei pochi teologi protestanti a essersi opposto radicalmente al nazismo, scrisse un’incredibile lettera ai pastori protestanti della RDT, sostenendo che la Geremania Ovest fosse sotto il controllo degli ex nazisti e dei guerrafondai della NATO, ed esortandoli a non avere alcuna esitazione nel dimostrare lealtà verso il regime comunista tedesco-orientale». Cfr «In nome di Dio. Religione, politica e totalitarismo da Hitler ad Al Qaeda» di Michael Burleigh, Rizzoli, p. 506. Senilità ingravescente o semplice outing? Chissà …


