Archiviati per March, 2011
D’ETTORIS
La D’Ettoris Editori è una casa editrice “di nicchia”, come si dice, e ogni tanto pubblica delle vere chicche per golosi. Vi segnalo, a questo proposito, il politicamente scorrettissimo “L’Unità d’Italia e il Risorgimento” di Francesco Pappalardo. Poi il classico “La formazione della Cristianità Occidentale” di Christopher Dawson (che non può mancare nella biblioteca dell’affezionato agli Antidoti) e, per i fans del celebre psicologo Viktor Frankl, “La porta della felicità” di Eugenio Fizzotti. Infine, “Il paese più straziato. Disturbi psichici dei soldati italiani della Prima Guerra Mondiale”, di Roberto Marchesini. Quest’ultimo titolo mi ha fatto tornare in mente un documento mostratomi a suo tempo da Vittorio Messori. Riproduceva la sentenza di morte per fucilazione come disertore di un fante semianalfabeta che era tornato dalla licenza con un giorno di ritardo. Anche questo fu, la Grande Guerra che “fece gli italiani”.
3 commentsROMA
Abbiamo il piacere di invitarvi ad un incontro con Rino Cammilleri, giornalista e scrittore, che ci parlerà sul tema “Cosa significa convertirsi?”. L’incontro si svolgerà martedì 12 aprile alle ore 18.00 presso la sala conferenze della nostra sede di Roma, Piazza Santa Balbina 8. Nell’occasione sarà presentato l’ultimo libro di Rino Cammilleri, «Come fu che divenni C.C.P. (cattolico credente e praticante)», edito dalla casa editrice Lindau. All’incontro, come da tradizione, farà seguito un momento conviviale.Nella speranza di incontrarLa, inviamo i nostri più cordiali saluti. Fondazione Lepanto.
3 commentsISRAEL
Stralci da un articolo di Giorgio Israel sul «Giornale» dell’8 marzo 2011: «Dal 2006 i governi britannici non hanno fatto altro che tagliare i fondi pubblici delle università, eppure queste non hanno mostrato alcun segno di difficoltà, al contrario. Difatti, secondo recenti stime, in una decina di anni su di esse sarebbero piovuti quasi 250 milioni di sterline, tutti provenienti da governi dittatoriali o quantomeno assai poco democratici del mondo islamico». La cosa «getta una luce sinistra sulle finalità di queste “donazioni” e sui condizionamenti ideologici e politici che esse hanno prodotto. Non si tratta tanto del fatto che la celebre London School of Economics abbia regalato un diploma di dottorato per una tesi copiata a uno dei figli di Gheddafi dopo la donazione di un milione e mezzo di sterline». Siamo in presenza di «atti sospetti come l’intitolazione di un teatro della LSE all’ex presidente degli Emirati Arabi Uniti (…). Di certo quei quattrini non sono stati regalati in cambio di niente, visto il proliferare di centri islamici dediti a campagne di odio e il fatto che le università inglesi sono diventate i centri mondiali più attivi in quella oscena iniziativa che è il boicottaggio scientifico di Israele (…). E’ da anni che il sistema accademico britannico è la punta di lancia di un politicamente corretto suicida. Ora sappiamo che dietro quella ideologia diffusa e quelle campagne c’è stato un fiume di denaro».
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