Archiviati per April, 2011

ALLUCE

Pierluigi Baima Bollone, citando A. M. Di Nola, riporta un’abitudine di Vittorio Emanuele II: lasciava crescere l’unghia dell’alluce per un intero anno, poi la tagliava e la affidava al suo orafo «affinché le incastonasse in oro e diamanti, per poi farne dono alle sue amanti». Di tali gioielli se ne contano una quindicina. La domanda è: che scarpe portava, il re, in simili circostanze? (cfr. “Esoterismo e personaggi dell’Unità d’Italia”, Priuli & Verlucca, p. 264).

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MAZZINI

«Dalla qualità delle azioni compiute dall’uomo sulla terra come anche nelle altre esistenze, dipendono le condizioni dell’esistenza seguente e quanto meglio avremo agito tanto più presto si compirà il nostro pellegrinaggio». Cavo questa citazione di Mazzini dal libro di Pierluigi Baima Bollone “Esoterismo e personaggi dell’Unità d’Italia” (Priuli & Verlucca, p. 225). Si tratta di una chiara affermazione del «karma», la forza trascendente che condiziona il «samsara», cioè la catena delle reincarnazioni che si concluderà nel «nirvana». Se si compiono delle cattive azioni, ci si reincarna in un essere inferiore (una donna, un animale…). Se si agisce diversamente, si sale di grado e si accorcia la catena, così che si possa, al più presto, chiudere il ciclo e rientrare nel Nulla. Mazzini, comunque, non era buddista né induista. La sua Religione dell’Umanità Progressiva era un mix piuttosto confuso di tutte le religioni e credenze, spiritismo compreso.

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BIFFI

Il cardinal Biffi, nel suo libro «L’Unità d’Italia» (Cantagalli), riporta una frase di Dostoevskij riguardante il suo contemporaneo Cavour. Per il grande scrittore russo «l’unico grande diplomatico del secolo XIX è stato Cavour»; tuttavia, «anche lui non ha pensato a tutto. Sì, egli è stato geniale, ha raggiunto il suo scopo, ha fatto l’Unità d’Italia. Ma guardate più addentro e cosa vedete? L’Italia porta con sé da duemila anni un’idea grandiosa, reale, organica: l’idea di una unione generale dei popoli del mondo, che fu di Roma e poi dei Papi (…). E il popolo italiano si sente depositario di un’idea universale e chi non lo sa lo intuisce. La scienza e l’arte italiana sono piene di quella idea grande. Ebbene, che cosa ha fatto il conte di Cavour? Un piccolo regno di secondo ordine, che non ha importanza mondiale, senza ambizioni, imborghesito».

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