Novembre 2011

BRESSO

Leggo su «Il Giornale del Piemonte» dell’11 novembre 2011 che qualche sera prima era stato presentato, presso la libreria Margaroli di Verbania, il giallo di Mercedes Bresso, ex governatrice del Piemonte, «Il lato in ombra del lago», ambientato giusto da quelle parti. All’evento era presente «poco più di mezza dozzina» di persone. Cioè 6,5 (facciamo 7, via). L’articolo non dice in quanti hanno comprato la copia firmata.

NO-TAV

Leggo su «Il Giornale del Piemonte» dell’11 novembre 2011 che una venticinquenne francese il 3 agosto scorso aveva ricevuto il foglio di via dalle forze dell’ordine. Denunciata perché, con altri No-Tav, aveva assediato l’albergo che ospitava alcuni reparti della polizia, lanciando petardi e cercando di fare irruzione a più riprese. Ebbene, il tribunale di Torino ha annullato il provvedimento e condannato il Ministero dell’Interno a pagare le spese processuali: 2.500 euro.

SEMINARISTI

Ricevo e pubblico (e garantisco) integralmente:

Gentile Rino Cammilleri,
il recente incontro di Assisi ha messo purtroppo in evidenza che nella Chiesa c’è chi segue il Papa e chi invece rema contro.

Il problema più grave nella Chiesa in effetti oggi sono i sacerdoti e i vescovi che non sono in comunione con il successore di Pietro, col “dolce Cristo in terra”, come lo chiamava santa Caterina da Siena.

Come fare per dare il nostro contributo e sanare questo scisma non dichiarato – ma che già Giovanni Paolo II e anche Benedetto XVI denunciano?

Possiamo fare due cose:

1) pregare per i sacerdoti e vescovi buoni perché siano forti, e per quelli deviati perché ritornino alla piena comunione col Papa. Pregare poi perché Dio ci conceda vocazioni sante e sane dal punto di vista dottrinale.

2) Far sì che i nuovi seminaristi abbiano strumenti di formazione davvero cattolici, perché ancora adesso l’insegnamento teologico è spesso di matrice protestante (il nume teologico in moltissime facoltà teologiche è ancora Karl Rahner e quello filosofico Heidegger!!!).

Per questo fine Fede & Cultura si è impegnata in una intera collana di manuali per la formazione dei nuovi sacerdoti che sia davvero cattolica.
Si tratta di un’opera ciclopica che conterà circa 30 volumi.

L’impegno economico sarà enorme nel corso della pubblicazione: circa 300mila euro!

Ho accettato la proposta di pubblicare quest’opera diretta da don Mauro Gagliardi confidando nel fatto che è Dio stesso a volere preti santi e dotti nello stesso tempo. La Provvidenza – mi sono detto – se Dio lo vuole, provvederà!

Le chiedo così di farsi strumento della Provvidenza e comperare per sé, per dei seminaristi o per dei Seminari il primo volume della Collana Teologia Ecclesiale dal titolo “Lettura multidimensionale della Sacra Scrittura – Introduzione allo studio della Bibbia” di don Michelangelo Tàbet del Pontifico Ateneo della Santa Croce di Roma.

Lei può ordinare una o più copie del volume, gentile Rino Cammilleri e regalarle ai seminaristi o preti o Seminari oppure pagarle chiedendoci di spedire direttamente a chi Lei desidera.

Per informazioni sul libro (pag. 256 euro 23,50) legga all’url http://fedecultura.com/Lettura_multidimensionale_della_Sacra_Scrittura.aspx

Che il Signore La ripaghi per quello che farà per quest’opera santa!

Giovanni Zenone Ph.D.
Direttore
Fede & Cultura

TECNOCRAZIA

Modesta proposta: visto che il governo dei «tecnici» è gradito a tutti, in campo nazionale e internazionale, visto che i tecnici sono meglio dei politici, perché non tenerceli per sempre? Perché spendere soldi per campagne elettorali ed elezioni? L’umanità è andata avanti per millenni col re e i suoi discendenti, che non sceglieva certo il popolo. Ci si poteva risparmiare tre secoli di rivoluzioni e di soldi buttati. Dunque, facciamo così: Monti alleverà suo figlio e lo farà diventare un tecnico come lui, gli insegnerà il mestiere. Il figlio gli succederà e, morto il padre, sceglierà lui i tecnici necessari alla bisogna. Che ve ne pare?

SPINA

Scrive Fabio Spina su LaBussolaQuotidiana del 27 ottobre 2011 che la superficie boschiva italiana copre ormai quasi il 35% del territorio, superando gli altri Paesi europei. Ma «un bosco abbandonato si ammala prima e s’incendia con maggiore facilità». A parte questo, l’industria italiana del mobile importa il 90% del legno dall’estero. «Col paradosso che incentivi per la riduzione della CO2, pagati dagli utenti italiani, vengono usati per produrne altra con i viaggi transoceanici». Sono gli stessi che «vorrebbero imporre il cibo a “Km 0” e contemporaneamente festeggiano quando il vino italiano è venduto in tutto il mondo». Finale: «Come mai gli “indignati” ed i “black bloc” di oggi manifestano contro la finanza, mentre gli “ecologisti” e “no global” di ieri hanno fatto di tutto per favorirla creando in borsa una nuova commodity, i cosiddetti “carbon credit”?».

POLONIA

L’agenzia Corrispondenza Romana del 19 ottobre 2011 riporta un commento sulle elezioni in Polonia che così si conclude: «Insomma, il partito post-comunista polacco è divenuto il più piccolo gruppo politico nazionale, non più in grado di influire sulla vita del Paese e, per poco, non entrava neppure in Parlamento. Che la Polonia non abbia più una sinistra che si richiami alla ideologia assassina del XX secolo è tutto merito della politica di straordinaria sensibilizzazione storica ai crimini dell’ex regime portata avanti durante i sei anni della presidenza di Lech Kaczynski. Il governo di centro-destra in carica durante la presidenza del compianto politico cattolico, infatti, si è speso per far emergere i nomi delle ex spie, degli informatori (anche nella Chiesa) ed ex persecutori comunisti, facendo saltare fior di carriere negli impieghi pubblici. Nulla di paragonabile all’impatto nullo che in Italia ebbe il dossier Mitrokhin». Quel compianto politico cattolico e tutto il suo centro-destra, lo ricordiamo, perirono in un incidente aereo. Direbbe Andreotti: a pensar male…

JOBS 3

Nel precedente Antidoto ho riportato un paio di notizie su Steve Jobs, guru della Apple. Mi erano state girate via mail ma adesso ho rintracciato la fonte: l’agenzia Corrispondenza Romana del 19 ottobre 2011. La quale ricorda, anche, la determinazione della madre di Steve Jobs, Joanne Carol Schliebe. Impossibilitata a tenere il pargolo, lo diede subito in adozione. Avrebbe potuto abortire ma non lo fece. Onore al merito.