Dicembre 2011

QUINTO

Da “La Bussola” del 29.11.11, Danilo Quinto: in Italia, “1milione e 300mila persone vivono – direttamente o indirettamente – di politica. 145 mila tra Parlamentari, Ministri, Amministratori Locali di cui 1.032 Parlamentari nazionali ed europei, Ministri e Sottosegretari; 1.366 Presidenti, Assessori e Consiglieri regionali; 4.258 Presidenti, Assessori e Consiglieri provinciali; 138.619 Sindaci, Assessori e Consiglieri comunali; 12 mila consiglieri circoscrizionali; 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione delle 7 mila società, Enti, Consorzi, Autorità di Ambito partecipati dalle Pubbliche Amministrazioni; quasi 318 mila persone che hanno un incarico o una consulenza elargita dalla Pubblica Amministrazione; la massa del personale di supporto politico addetto agli uffici di gabinetto dei Ministri, Sottosegretari, Presidenti di Regione, Provincia, Sindaci, Assessori Regionali, Provinciali e Comunali; i Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari delle ASL; la massa dei componenti dei consigli di amministrazione degli ATER e degli Enti Pubblici”. Ah, le “auto blu” sono 72mila.

PROTESTANTI

Su «Avvenire» (24 novembre 2011) Carlo Cardia ha narrato del tentativo risorgimentale di protestantizzare l’Italia, tentativo appoggiato dall’Inghilterra. Che però fallì, perché i cattolici non ne volevano sapere, e nemmeno gli atei (ma ancora oggi non manca chi attribuisce la presunta arretratezza dell’Italia, rispetto alle nazioni più «avanzate, alla mancanza, da noi, di una rivoluzione protestante). Comunque, ci provarono (lo stesso Garibaldi portò a Caprera una cassa di Bibbie protestanti onde evangelizzare la Sardegna). A Roma fu eretto un tempio anglicano in via Nazionale, «con una singolarità: nel mosaico del pittore Edward Burne-Jones, sant’Andrea è raffigurato con il volto di Abramo Lincoln, san Giacomo con il volto di Giuseppe Garibaldi, san Patrizio con il volto del generale Ulysses Grant, comandante delle truppe nordiste nella guerra di secessione americana».

IMMIGRAZIONE

Leggo sull’agenzia Corrispondenza Romana del 22 novembre 2011 i risultati di un sondaggio dello spagnolo IPSOS sull’immigrazione effettuato tra i cittadini di Belgio, Gran Bretagna, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Polonia, Spagna e Svezia. Domanda: «Pensa che vi siano troppi immigrati nel suo Paese?». Ha risposto «sì» il 77% dei belgi, 71% inglesi, 67% italiani, 67% spagnoli, 53% tedeschi, 52% francesi, 50% ungheresi, 46% svedesi. Altra domanda: «Pensa che l’immigrazione abbia avuto un impatto positivo o negativo? Ha risposto «negativo» il 72% dei belgi, 64% inglesi, 56% italiani, 55% spagnoli, 54% tedeschi, 54% francesi. Naturalmente, le risposte erano anonime. Di solito, quando ti inquadrano e ti mettono un microfono davanti alla bocca rispondi in modo più politicamente corretto.

NATALE

Se non sapete cosa regalare a Natale, ecco alcuni libri che vi consiglio. Uno ha un titolo che parla chiaro: «L’azione del Maligno. Come riconoscerla e liberarsene»; gli autori sono Gabriele Amorth, Angela Musolesi, Tonino Cantelmi, Rinaldo Fabris, Gustavo Sanchez Ardila, Chiara Zanasi (Fede & Cultura). Dello stesso editore, gli Atti del Convegno «Pellegrini della Verità verso Assisi» (titolo: «Le religioni ad Assisi. Nessuna rinuncia alla verità», con interventi del card. Burke, p. Lanzetta, Nicola Bux e altri). Infine, sempre stesso editore, «Finis Austriae. La santità dell’ultimo imperatore», di Romana de Carli Szabados. Poi: «Apologia della tradizione», di Roberto De Mattei (Lindau, seguito del pluripremiato libro sul Concilio Vaticano II). Segue, stesso editore, un’antologia degli interventi di Benedetto XVI: «Il problema di Dio nel mondo contemporaneo», a cura di U. Casale. Ancora Lindau: «La vita di Gesù narrata da sua madre», di Cesare Angelini (1886-1976). Medesimo editore, «Contro gli idoli postmoderni», del teologo Pierangelo Sequeri. Regalateli e o fateveli regalare. Costano poco, edificano molto.

CODICE

Un lettore mi ha informato che le segreterie delle scuole, richieste dalla Riforma Gelmini, devono inviare al Ministero un quadro statistico computerizzato, nel quale ogni materia ha un codice. Per esempio, «Storia e Geografia» ha il 39. La religione ha questo: 6666. E’ vero, c’è un 6 in più e poi, si sa, le vie dell’informatica sono infinite. Oppure, semplicemente, al Ministero c’è qualche buontempone…