Felice Maniero, il capo della «mala del Brenta» che imperversò tra gli anni Settanta e Ottanta, così ha dichiarato in occasione dell’uscita della fiction sulle sue imprese (Faccia d’angelo, marzo 2012): «Non è così che si comporta un malavitoso, non come si vede nei promo della fiction. Una misera fiction per fare cassetta». Naturalmente, levata di scudi da parte degli attori, registi, sceneggiatori, soggettisti, produttori e quanti alla cassetta, invece, tengono. Ma lui insiste: «Non voglio che i giovani siano affascinati dalla delinquenza. Comandavo più di trecento persone e l’unico che ha veramente guadagnato soldi sono stato io. Tutti gli altri sono in galera, vecchi, distrutti, disperati». Commento (mio): il fatto che una lezione di vera morale oggi ce la debbano dare i pregiudicati dice tutto sui tempi in cui viviamo.
BLITZ
Il 6 novembre 2004 a Roma, i c.d. «disobbedienti» fecero spesa proletaria in un supermercato e in una libreria. In 39 furono denunciati per rapina aggravata e lesioni. Tra essi, il consigliere comunale Nunzio D’Erme e il famoso Luca Casarini. Dopo otto anni, tutti assolti. I giudici hanno aderito alla loro linea di difesa, in quanto si trattava solo di un’«operazione mediatica». Fonte: «Il Giornale» del 29 marzo 2012 (trafiletto).
TV2000
Domani, 28 marzo 2012, Rino Cammilleri, su TV2000 alle ore 15, parlerà del suo libro «Come fu che divenni c.c.p.» (Lindau).
CREPALDI
Ho letto su Zenit del 5 marzo 2012 una critica di monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste, al libro «Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla Chiesa italiana» di S. Xeres e G. Campanini. La critica è rivolta a un certo modo di intendere il Concilio Vaticano II (tipo “ermeneutica della rotturaâ€) nella parte del libro a firma di don Saverio Xeres, che è professore straordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e nel Seminario vescovile di Como e inoltre insegna Introduzione alla teologia all’Università Cattolica di Milano. C’è un passo, nella critica di Crepaldi, che mi pare magistrale: «Distinguiamo la modernità da quanto c’è nella modernità . La modernità è indubbiamente anticristiana, nella modernità invece ci sono molte cose buone. La modernità vuol dire che l’uomo non va mai oltre se stesso come diceva Hume, che dell’anima e di Dio non ci può essere conoscenza come affermava Kant, che il nostro agire morale non può avere motivazioni come diceva sempre Kant, che il mondo è un meccanismo che procede per sue leggi indipendentemente da Dio come diceva Cartesio, che l’uomo non può sapere cosa egli sia ma solo come funzioni come diceva il positivismo, che è vero solo quello che posso toccare come affermava sempre il positivismo, che la libertà precede la verità come sosteneva Fichte e così via… La modernità è la superbia della disperazione. Nella modernità , invece, possiamo trovare varie cose positive, che hanno origine o dal lascito cristiano o dal buon senso comune o da quanto resta della legge morale naturale».
OLANDA
Olanda: terra di libertà . Leggo il 4 marzo 2012 che, appena introdotta l’eutanasia a domicilio, in soli due giorni hanno avuto sessanta richieste. C’era gente, insomma, che non vedeva l’ora di togliersi dal mondo ma non aveva il coraggio di spararsi, di avvelenarsi, di impiccarsi, di gettarsi dal terrazzo, di farsi esplodere con la bombola del gas, di chiudersi in auto con lo scappamento aperto, di mettersi un sacchetto di plastica in testa per un dernier jeu. Certo, non deve essere una vita felice, quella degli olandesi, vista la fila che c’è per farla finita. Resta il fatto che lo scherzo è diabolico: fin dall’asilo ti dicono che non c’è alcun Aldilà e che siamo scimmie. Tu, così capillarmente disinformato, ci credi e poi ti ritrovi davvero nell’Aldilà , quello «papista». La via alla Netherland Islamic Republic, comunque, è demografica.
GALLO
GALLO
Lo confesso: non sono riuscito a superare le 140 pagine sulle 302 del romanzo di Max Gallo («dell’Académie Française», come recita il frontespizio del libro) Era Dio (San Paolo, €. 17). La quarta di copertina dice enfatica: «Dal più grande romanziere e storico francese vivente, un racconto emozionante “dentro†la storia di Gesù». Vabbe’, sono cose che si dicono, perché un romanzo lo si deve pur vendere. Purtuttavia la magnificazione iperbolica mi rimane eccessiva, perché ritenevo che i grandi storici e grandi romanzieri francesi, pur viventi, fossero altri. Ma il punto è un altro ancora. Un romanzo storico suppone un po’ di ricerca storica. Ora, non diciamo che un romanziere debba immergersi per qualche anno negli archivi prima di scrivere (anche se i migliori romanzieri storici così fanno), ma da uno storico ci si aspetterebbe qualcosa di meglio. Per esempio, il protagonista: un centurione di nome Flavio che comanda il picchetto sotto la croce di Cristo. Strano che un appartenente al casato patrizio dei Flavii (patrizio e pure imperiale: da esso uscì Vespasiano) faccia di mestiere il semplice centurione. Non solo. E’ tradizione bimillenaria che il nome del centurione che, vedendo i prodigi al momento della morte di Cristo esclama «Davvero costui era figlio di Dio!», fosse Longino, venerato come santo dalla Chiesa e origine delle leggende sulla «santa lancia» che trafisse il costato del Crocifisso. La lancia che toccò il cuore di Cristo fu trovata dai crociati ad Antiochia e finì nel duomo di Norimberga, alimentando racconti da nazismo esoterico e Martin Mistère. Ma torniamo al nostro Flavio. A pag. 32 narra (in prima persona, come in tutto il libro) che Pilato aveva mandato alcune spie a informarsi sulle donne che seguivano Gesù. Chi erano? Prima riposta: «Una certa Giovanna…». Ma da sempre si sa che si trattava della moglie di Cusa, procuratore di Erode; una dama di rango di primo piano: possibile che proprio Pilato non ne sapesse niente? Un romanzo storico, è vero, non è un libro di storia, ma giusto per questo sarebbe il luogo ideale per approfondire dettagli che un saggio storico trascurerebbe, dettagli che in una fiction rendono il lettore veramente partecipe e avvinto. Per il periodo, le vicende e i luoghi qui implicati bisognerebbe almeno aver compulsato il Ricciotti. Per giunta, l’approfondimento è tanto più necessario da quando i romanzi di ambientazione evangelica sono diventati legione ed è difficile, per non dire quasi impossibile, essere originali sull’argomento. Tutti i punti di vista, tutte le angolazioni sono stati ormai sfruttati, perfino quelli fantascientifici. Dicevo di aver letto metà del romanzo di Max Gallo prima di desistere. Ma forse avrei dovuto ricordarmi la massima di Oscar Wilde: per conoscere la qualità di un vino non è necessario berne l’intera botte. Invece mi sono detto: forse si tratta di piccole negligenze iniziali, non importanti perché il vero romanzo deve ancora cominciare. Ed è così che sono riuscito, faticosamente, ad arrivare a pagina 140. Quasi metà del libro, dunque. E un romanzo che non cattura entro le primissime pagine, e non sia Il Signore degli Anelli, oggi ha poche speranze di essere letto. Certo, la fama dell’autore a volte supplisce (come Il cimitero di Praga di Umberto Eco, più venduto che consumato), e sia a lui che all’editore interessano le vendite, non la fruizione effettiva da parte del lettore. Tuttavia, in tempi di crisi economica, può darsi che il lettore in questione non ci stia più a rischiare denari con un ulteriore titolo dello stesso autore. Ebbene, la prima quasi-metà del romanzo di Gallo non è altro che una rivisitazione, spessissimo letterale, dei Vangeli, ripercorsi da un convertito ex centurione Flavio. Forse il romanzo vero, chissà , comincia a pag. 141. Temo che non lo saprò mai (è anche vero che, come ripasso dei Vangeli, ha una sua utilità ). Mi rammarica che un intellettuale famoso e laico abbia deciso di esprimere il suo rispetto e la sua meraviglia (in senso buono, forse è un inizio di conversione?) per il cristianesimo scegliendo la via del romanzo (noiosetto). Forse il tema meritava un altro supporto. Comunque, leggetelo e magari parliamone qui.
QUOTE
Poiché al rivendicazionismo non c’è mai fine, la prossima sarà questa: quote pink in Parlamento e nei consigli d’amministrazione, nonché ai Comuni eccetera. Speriamo che la cosa sfugga agli islamici, sennò vorranno le quote verdi pure loro. Detto fra me e voi, io gliele darei. A tutti e due i gruppi attualmente “discriminatiâ€, poverini. E poi starei a vedere che succede.
13MAGGIO
La seconda edizione della Marcia per la Vita, dopo Desenzano sul Garda, si svolgerà a Roma domenica 13 maggio. Per informazioni può consultare il sito www.marciaperlavita.it , dove ci sono i gruppi ecclesiali e i vescovi che hanno finora dato la loro adesione, le località italiane da cui partiranno i vari pullman, il convegno e la veglia di preghiera che si terranno il giorno prima e tanto altro ancora. Dal Colosseo a Castel Sant’Angelo.


