VIERZON

Nel cuore della Francia, tra la Loira e la Borgogna, sta Vierzon, 27mila abitanti che, come nel resto del Paese scristianizzato, non frequentano granché le chiese cittadine. Il vescovo ha deciso di vendere la più deserta e si sono fatti avanti, soldi alla mano, i musulmani, che ormai sono metà della popolazione. Ma a quel punto i vierzonesi, con uno scatto di orgoglio, pur di non vederla trasformata in moschea hanno deciso di alzarsi presto per andarci alla messa (cfr. “Il Giornale” del 15 ottobre 2012). Morale: evangelizza di più l’invasione islamica che i piani pastorali dei vescovi (non solo) francesi…

21 Comments on “VIERZON

  1. quando mi definisco parzialmente lefevriano, lo fo pensando proprio all’atteggiamento di gerarchie ben precise e determinate (l’albero e i frutti?).
    ps: questa vi piacerà. negli anni 80 del 700, il vescovo di Pistoia, Ricci, voleva riformare la chiesa toscana sulle orme di Giansenio. il popolo insorse, con il motto di “litanie vecchie, o bastonate nuove”. (scritto da uno che non ha niente contro la funzione in “volgare”, o contro la preghiera in dialetto). ppss: molto bello è il film “l’inglese che salì su una collina e scese da una montagna”. lo cito qui come testimonianza di coesione “local” senza distinzione di ceto, opinioni etc.

  2. Alla messa va sempre meno gente. Non credo perché ci siano sempre meno credenti. Forse bisognerebbe che la Chiesa proponesse altre forme di frequentazione, di aggregazione, di coinvolgimento; diverse dalla messa (per molti noiosa). Aprire le porte ad altre iniziative per la comunità locale.
    C’è una chiesetta vicino a dove abito molto frequentata perché il parroco organizza continuamente gare sportive, feste, cene, gite, dibattiti con esperti su tematiche sociali, attività pomeridiane con i bambini ogni giorno.

  3. Paola Caponi » Se la messa risulta noiosa e la gente ci va perchè poi c’è il dopolavoro, la festa, la musica, forse le cose sono complicate, in quanto la parrocchia esiste per fare diventare la gente cristiana, non per svagarla gratis. Esempio: molti parroci permettono il complessino in chiesa perchè così i giovani che suonano si sentono coinvolti. Se lo vietassero, non verrebbero più. Ma è qui il punto: quelli vengono per esibirsi, non certo per Gesù. Che fare, allora? Pagare un coro come si deve e un organista uscito dal conservatorio, così si rende la messa, davvero, anche esteticamente attraente e commovente, la si riempie e la si svuota dai perditempo.

  4. Fantastico! questa sì che è strategia! Secondo me merita un esame approfondito: cosa vendere, a chi vendere, …
    In questo modo la Chiesa recupererebbe un po’ di quattrini da spendere in modo più vantaggioso per la propria missione. Ci dicono sempre che la Chiesa non è fatta dai muri ma dai fedeli. Applichiamo la teoria.

  5. magari una bella riffa: chi vince va direttamente in paradiso!
    Al secondo e terzo classificato una riduzione del purgatorio di 100 e 50 anni.
    Dal quarto al decimo indulgenza plenaria.
    Dal decimo al 99esimo una confessione “gratuita” (cioe’ senza penitenze da scontare).
    Dal centesimo in poi… ritenta: sarai piu’ fortunato!

  6. 1 sullo scambio Cammilleri-Caponi: tendenzialmente, sto con Cammilleri,in quanto la Chiesa non deve essere un’asilo nido. d’altra parte, tra periferie sempre più incattivite, centri storici svenduti a boutique e “scarpari”, paesi in abbandono e cittadine divenute squallide, la Caponi non ha tutti i torti.
    2 per le medesime ragioni, questo antidoto mi ha fatto venire alla mente il film su citato, su una comunità locale di mezzo secolo fa (la quale significa anche: adulteri, risse, accertamenti legali dei confini fondiari etc.), aggregatasi su un “punto d’onore”. da questa associazione di idee, personalissima e forse fuori luogo, mi spingo a ricordare il concetto dell’ “ateismo cristiano” (cfr Oriana Fallaci). questo per spiegare che molti oppositori al progetto di cui all’antidoto, probabilmente, hanno lasciato la chiesa all’epoca della cresima; però, personalmente, li preferisco alle gerarchie vescovili (porgo come ulteriore materiale a difesa dei nuovi “insorgenti”- il riferimento velato è al 1799, Piero – il Benedetto Croce del “non possiamo non dirci cristiani”. chiaro, il mio discorso non è “ex cathedra”, ma suscettibile di contraddittorio
    3 sub 1 del presente intervento: un Vasco democristiano? sperèm de no

  7. Dott. Cammilleri, scusi se non c’entra niente ma io davvero ci tenevo a farle i miei più sinceri complimenti per il suo ultimo “Medjugorje”. Come ho già avuto modo di dirle, per me su tutti troneggia il grande Giovanni Guareschi, ma subito dopo viene lei! Quando mi assale lo sconforto tipico del peccatore cosciente della sua misera condizione, leggo per una mezz’ora Don Camillo e per mezz’ora lei, corredando il tutto con una buona dose di preghiere e meditazioni a tu per tu col Capo. Non risolvo i problemi ma mi viene un bel sorriso (tra l’ebete e il beato, lo ammetto) e davvero il giogo diventa più lieve.
    Riguardo alle riflessioni scaturite dai fatti di Vierzon, personalmente ho riscontrato che le messe che uno sarebbe portato a giudicare più noiose e improponibili, ovvero quelle vetus ordo, sono in realtà quelle che più attirano i giovani. Sarà che hanno un senso del sacro più spiccato, cosa che ci si aspetterebbe da una messa. Di contro, quelle col nuovo rito sono sempre più spesso monopolizzate da catechisti e gruppi parrocchiali chiaramente impegnati a ritagliarsi il loro momento di celebrità, col risultato che quello che dovrebbe essere il Protagonista e Padrone di casa spesso finisce col passare quasi in secondo piano, nella confusione generale di bonghi, chitarre e improvvisazioni che lasciano perplessi. Insomma, forse i giovani nella messa vorrebbero trovare il Sacrificio di lode al Signore, non qualcosa di molto vicino alla riunione misticheggiante di un Cral-Dopolavoro. Perdonate la polemica e ancora tutta la mia ammirazione al Kattolico per eccellenza!

  8. “molti sono chiamati, ma pochi eletti” (Matteo 22,14).
    Nella Santa Messa nostro Signore rinnova il Sacrificio. Ad ogni messa. L’Ostia diventa la sua Carne. Il vino il suo Sangue.
    Io non ho più il coraggio di prendere un Ostia con le mane.
    “Domine non sum dignus”

  9. … non svenderei la Messa per riempire i locali parrocchiali…
    e non venderei la chiesa – vendi i muri e uccidi i cristiani – ai fratelli Mussulmani…
    Però è vero che il nostro modo di evangelizzare ha perso freschezza e credibilità: su questo, forse, dovremmo interrogarci e applicarci di più…

  10. Nel meridione hanno conservato questa attitudine. Prendo come esempio il Salento, dove mi reco spesso per legami di famiglia. Conservano molti magnifici organi seicenteschi, suonati da veri musicisti usciti dal conservatorio. Periodicamente si organizzano serate di musica classica e sacra. Quasi ogni paese ha un orchestra. Credo che non sia solo un discorso salentino ma che concerne tutto il mezzogiorno. Ma il problema non si pone in quanto nel meridione italiano la sacralità, grazie a Dio, è ancora molto sentita. Restando sempre nel Salento, è incredibile constatare il gran numero di congreghe. Non voglio entrare nel merito della solita bagarre liturgica vecchia e nuova, in quel ginepraio di lotte intestine anche tra le gerarchie, ma bisogna constatare che le chiese dove la messa è celebrata col rito antico sono piene, anche di giovani. Non lo dico io. La mia analisi porta a una constatazione: l’uomo ha bisogno del sacro, ha sete del sacro e vuole immergersi in esso con tutti, come dire, quei contorni che predispongono l’animo all’incontro con Cristo. Abbiamo bisogno anche di preti ‘inattuali’. Si, mi sia concesso. Abbiamo bisogno di pastori come padre Pio, come un don Bosco, come il curato d’Ars…come, perchè no, un don Camillo, un padre Brown.

  11. vasco-un'asilo, un amica, un'ombre vertical,1 asino.......

    I è molto amaro, comunque, essere costretti a riconoscere un risvolto positivo dell’invasione islamica: come dire, almeno con l’alta % di incidenti la gente guida con maggior prudenza. beh, non posso pensare che Iddio si serva di tali “mezzucci”.
    II Egr. Emily e Hans, non cadete nell’errore di mitizzare la partecipazione giovanile (quel volpone meridionale, in verità, lo fa in maniera meno accentuata della sciura). io ho conosciuto un paio di neo-tradizionalisti, di fresco convertiti alle forme una cum e non una cum: a volte, tradiscono superficialità e mero bastian-contrarismo (“senti chi parla”; sì, Camm, ho capito). mi ritengo in dovere di scriverVelo qui, giacchè non mi piacciono le delusioni “a caldo” ( patite o dal sottoscritto o da persone dabbene)

  12. vasco-un’asilo, un amica, un’ombre vertical,1 asino……. » E perchè sarebbero “mezzucci”? Si può forse negare che sia stato il fondamentalismo islamico a far tornare l’interesse in Occidente per la “religione”? A rimettere la religione al primo posto dell’attenzione? Spiaceva il giogo -leggero- di Cristo? Allora porta quello di Maometto…

  13. Mi preoccupa di più’ “L’obamania”, soprattutto quando penso che “Il meglio deve ancora venire”…

  14. Vasco, io penso che il problema della presenza dei giovani nelle chiese bisogna porselo, tutto qui. Parlando con quelli più giovani di me (io ho 38 anni) e coi cresimandi, in molti, moltissimi, si sono lamentati del fatto che a messa a volte c’è confusione e che non si capisce chi fa cosa e perchè. Dico questo ma ci sarebbe molto altro, ma questo non è il mio spazio personale, quindi non mi pare il caso di aggiungere altro. Non sono una scismatica, per me valgono assolutamente le quattro notae Ecclesiae: Una, Santa, Cattolica e Apostolica. Però la tecnica dello struzzo non credo porti buoni frutti: se ci sono delle cose che non vanno tocca porsi il problema e cercare le soluzioni. E tocca farlo alla maniera cristiana, senza ipocrisie dettate dalla paura (da pusillanimi) di sontentare certi ambienti. D’altra parte due padroni non li possiamo servire.

  15. Carissimo dott. Cammilleri, è da un mese che cerco di reperire in tutte le librerie il suo libro “I santi militari”, ma è introvabile! Lei può consigliarmi a chi rivolgermi?

  16. Per Rita: può trovare il libro in vendita on line su bol, ibs e libreriauniversitaria. Ho appena controllato, sono disponibili.

  17. A proposito di musulmani, consiglio a tutti questo libro che documenta in modo avvincente l’epoea del 1600 in cui il Gesuita Tirso Gionzales de Santalla scrisse un manuale (udite udite) per convertire i musulmani per i gesuiti in terra di missione e per i gesuiti in europa che erano a contatto con musulmani. Il manuale basandosi sulla logica mette in evidenza le illogicita’ e contraddizioni del corano e mostra con chiarezza la Divinita’ di Nostro Signore e la Chiesa come sua creazione che ne prosegue l’opera di evangelizzazione al vero Dio, manuale che ha alla base la ragione e la liberta’ di accettare la proposta cristiana. Il manuale ebbe uno strepitoso successo ma soprattutto furono grandiosi i frutti di conversione sui musulmani. Bisognerebbe scriverne uno oggi per i nostri sacerdoti altro che dialogare e concedere spazi in parrocchia per le loro preghiere …….Shortcut to: http://www.ibs.it/code/9788861590724/colombo-emanuele/convertire-musulmani-esperienza.html

  18. NICOLA » La logica e la ragione, però, sono roba greca, occidentale. Ci ha provato anche il papa a Regensburg e si è visto come è finita.

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