Antidoti

TAQIYYA

«Una conferma dell’usuale impiego della taqiyya (dissimulazione, ndr) si è avuta recentemente con il jihadista algerino Farid Ikken, responsabile a giugno 2017 dell’aggressione ai poliziotti francesi a colpi di martello all’esterno della cattedrale di Notre Dame. Ebbene Ikken, come riportato dal Daily Mail , aveva precedentemente ricevuto niente meno che un premio dalla Commissione europea per la sua attività di giornalista contro la discriminazione ed era stato capace di non far sorgere alcun dubbio o sospetto riguardo le sue convinzioni islamiche a nessuno dei suoi colleghi» (L. Glori, Corrispondenza Romana, 6. 9. 17).

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CINESI

Stefano Magni su La Nuova Bussola Quotidiana del 6.9.17 parla dei « cinesi che si convertono al cristianesimo e fuggono in Italia in cerca di libertà di religione. Si convertono a una miriade di confessioni diverse, almeno 14, fra cui molti culti e sette cristiane mai riconosciuti o apertamente perseguitati dal regime cinese». Ma «solo 5 su cento ottengono lo status di rifugiato, gli altri sono respinti». E «nel 95% dei loro casi non viene presa in considerazione neanche la protezione sussidiaria» Per via di «dichiarazioni incomplete o contraddittorie, la scarsa conoscenza dei culti che si afferma di praticare», nonché «l’utilizzo di una traduzione “stringata e che a tratti appare approssimativa e superficiale”, in cui alcune dichiarazioni dei richiedenti vengono travisate, riportate in maniera incompleta e talvolta neanche registrate”». Accoglienza italiana: africani, ponti; cinesi, muri.

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BUDDISTI

In Myanmar tra i perseguitati vi sono anche i cristiani delle etnie Kachin e Chin, nel nord del paese, e Karen e Karenni, nell’est. Non si contano negli ultimi anni le chiese distrutte, i villaggi messi a ferro e fuoco, le decine di migliaia di persone costrette alla fuga. E soprattutto: chi e perché li perseguita? Filtrano notizie di conversioni forzate al buddismo, anche in tenera età, in scuole finalizzate a trasformare gli alunni di altre fedi in piccoli monaci col capo rasato e la tunica arancione. L’importazione di Bibbie e libri religiosi è illegale. Ai non buddisti è preclusa qualsiasi carriera nelle amministrazioni statali. Di fede buddista è infatti la stragrande maggioranza della popolazione del Myanmar. E sono capitanate da monaci buddisti le organizzazioni più intolleranti contro le minoranze di altre fedi, col pieno appoggio dei militari. Tutto l’opposto, cioè, della leggenda che accompagna universalmente il buddismo, quasi sempre dipinto come tutto pace, compassione, saggezza, fratellanza. La realtà è molto diversa. La libertà religiosa è pesantemente repressa non solo in Myanmar ma, sia pure in misura minore, in altri paesi a dominante buddista come lo Sri Lanka (…), il Laos, la Cambogia, il Buthan, la Mongolia» (Sandro Magister, blog Settimo Cielo, 5. 9.17).

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LUMACA

Nell’agosto 2017 le autorità non hanno consentito l’indizione di diverse feste paesane per motivi di ordine pubblico: molti attentati terroristici in Europa hanno preso di mira proprio mercatini e manifestazioni del genere. Per tali motivi è saltata a Bottagna (La Spezia) la «Sagra della lumaca comunista». La fantasia al potere.

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GOTTITEDESCHI

Domanda a Ettore Gotti Tedeschi: «Nell’elenco dei 62 (ora 68) il nome più noto è il tuo. E’ ovvio che tutti i fulmini si siano scaricati su di te (es.: non sei in comunione col papa…). Se lo sapevi, come mai hai firmato?». Risposta: «Ho firmato il documento che implora il Santo Padre di prevenire il rischio di errori ed eresie perché credo che il luogo più caldo dell’Inferno sia riservato a coloro che, in tempi di grandi crisi morali, si mantengono prudentemente neutrali».

BAHIO

Ogni 6 agosto nel comune di Canosio, nelle vallate alpine del cuneese, si svolge una manifestazione storica piuttosto politicamente scorretta. Commemora la costituzione di una scorta armata di alabardieri che scortava le processioni, specialmente quella per la festa patronale di San Laurèns (Lorenzo), perché dalla seconda metà del Cinquecento tali esternazioni di culto pubblico, cattolico, venivano attaccate dai calvinisti ugonotti, ai quali poi subentrarono i valdesi. La rievocazione viene chiamata in dialetto locale Bahìo.

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AFRICA

Così ha scritto padre Piero Gheddo, decano dei missionari italiani, su Tempi.it del 26 luglio 2017: «Dal 1947 al 1953 gli Stati Uniti lanciavano il Piano Marshall, 20 miliardi di dollari per i paesi dell’Europa occidentale distrutti dalla guerra, che vennero restituiti con l’interesse dell’1 per cento. Il Pew Research Centre di Washington ha calcolato che nei 50 anni dell’indipendenza africana (1960-2010), i doni, gli aiuti e i finanziamenti del “Piano di sviluppo” per l’Africa nera sono stati di 300 miliardi di dollari». Morale: è inutile dargli soldi se prima non gli cambi la testa. Come diceva Montanelli, i soldi è meglio darli ai missionari.

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