Antidoti

TG1

Ore 20,00 del 30 maggio 2020, Tg1. Pochi secondi per l’«assembramento» di Piazza Duomo a Milano e solo per far sapere che la polizia ha multato e identificato. Poi, diversi minuti dedicati a uno sconosciuto americano che negava la pandemia su internet e ora se l’è beccata. Per sapere che quella di Milano era una manifestazione dei gilet arancioni con tanto di comizio ho dovuto attendere il Tg2.

AISHA

«Nel romanzo di Max Gallo, Les fanatiques, pubblicato in Francia nel 2006 e mai tradotto in italiano, Aisha è il nome scelto dalla figlia di un professore di Storia Romana della Sorbonne dopo la sua conversione all’Islam. Claire si radicalizza approfondendo i suoi studi di lingua araba fino a diventare la quarta moglie di un noto emiro, gentile e filantropo, Malek Ajban. È a questo punto che il prof. Julien Nori, illuminista volteriano dalla vita dissoluta, si accorge del totale fallimento della sua apparentemente felice esistenza. «La tua civiltà sta morendo perché ha perso la fede. Avete le pance piene e le chiese vuote!», recrimina Aisha per la quale, da parte del padre, l’educazione religiosa si era limitata ad un frettoloso battesimo» (Miguel Cuartero, Lnbq, 17.5.20).

BANCHE

Ho letto qualche giorno fa che i bancari aggrediti e malmenati sono più di cento. Tuttavia, le banche, sapendo la cittadinanza in lockdown e costretta a servirsi del bancomat più vicino, hanno lestamente aumentato le commissioni. La mia, per esempio, ha portato la sua da 1 € a 2,50 €. But no fear: #andrà tutto bene…

INGLESI

«Verso la fine del 1944 e l’inizio del 1945 la città di Zagabria era diventata rifugio di moltissimi profughi in fuga dalle aree dell’NDH (Stato Indipendente Croato, alleato dell’Asse, ndr) già occupate dai partigiani, i quali facevano strage di avversari ovunque arrivassero. Verso la fine di aprile 1945 l’arrivo dei partigiani a Zagabria fu considerato imminente, il panico prese il sopravvento, e lunghissime colonne di militari e di civili, soprattutto donne, vecchi e bambini, si diressero a piedi verso la Slovenia sperando di trovare rifugio in Austria o in Italia nei territori occupati dagli Alleati. Una volta giunti in Austria ed entrati in contatto con l’esercito britannico, i militari che avevano deposto le loro armi e i civili furono respinti verso l’esercito titino che stava ormai sopraggiungendo, sebbene i britannici sapessero cosa attendeva i croati una volta catturati dai partigiani, vale a dire schiavitù, tortura e morte» (Josip Horyaticek, Lnbq, 21.5.20).