Archive for the 'Antidoti' Categoria

RISORGIMENTO 2

Da “Chiesa e Stato in Italia” di Arturo Carlo Jemolo: “E’ esatto dire che i cattolici furono veramente assillati dalle punture di spillo, feriti nei loro sentimenti. Non solo sono questi gli anni dei violenti attacchi materialistici, che irridono a ogni manifestazione della religiosità, che nei Santi non scorgono che infermi di mente, nei miracoli grossolane soperchierie, che nulla rispettano di ciò che è sano alle coscienze credenti; ma i cattolici italiani sono veramente torturati dagli avversari con il sillogismo: “Se siete cattolici obbedite al papa; se obbedite al papa, desiderate il disfacimento dell’unità italiana, siete nemici della Patria”; è un grossolano sillogismo, che non vuol ammettere ‘distinguo’; che dopo il 1866, in cui per l’ultima volta larghe masse hanno desiderato la sconfitta del tricolore, è ingiusto anche rispetto ai cattolici di più stretta ortodossia politica, ma con cui saranno tormentati i cattolici fino a verso il 1912”. In realtà, anche fino a tutta la Grande Guerra (v. il mio “Il dottor Carità”, Piemme). Ancora Jemolo: “La Massoneria (che in Italia come in tutti i paesi latini ha carattere anticlericale) è forte: essa porta alla cattedra universitaria e a posti elevati molte nullità”.

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CONFESSIONE

Vorrei confessarmi, vado in chiesa. I due confessionali sono vuoti, il prete sta confessando una attempata signora seduto con lei su uno dei banchi. La signora parla concitata, il prete ascolta. Si sente praticamente tutto. I fedeli fanno finta di nulla. Sto a debita distanza. Dopo un quarto d’ora, a gesti faccio capire che vorrei confessarmi anch’io. Il prete annuisce. Dopo mezz’ora la confessione non è ancora finita, così prendo e me ne vado. Alcuni giorni dopo, entro in una chiesa milanese dove, da tal ora a tal altra, confessano. Lucetta rossa accesa, mi siedo e aspetto il mio turno. Il confessionale è una moderna cabina con la porta di vetro smerigliato. Intravedo una signora che parla. Attendo, anche qui, mezz’ora abbondante. Finalmente tocca a me, entro e mi trovo faccia a faccia col prete. Scarico l’elenco e in tre minuti sono fuori. Ora, io sono una persona conosciuta nell’ambiente ecclesiale e non mi va di raccontare le mie miserie a un prete col quale potrei trovarmi, in seguito, a dover polemizzare per motivi professionali. Dunque, avrei necessità della grata interposta tra il mio viso e quello del confessore. Si chiama privacy, l’aveva inventata la Chiesa ma vi ha rinunciato e oggi la usa solo Rodotà. L’Anno Sacerdotale è trascorso, tuttavia il Papa, nelle sue esortazioni alla pratica della confessione sacramentale, non ha tenuto conto del moderno arredo. Né dell’imbecillità di certo clero. E’ quest’ultimo, infatti, a scoraggiare il ricorso alla confessione in quei pochi che, in tempi di cristianizzazione, vorrebbero ritornarvi.

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RISORGIMENTO 1

Poiché il prossimo anno si festeggerà il 150° (ma non si usava festeggiare le cifre tonde?) dell’Unità d’Italia, gli Antidoti intendono partecipare con qualche puntata. Cominciamo subito con questo “Paternoster” che gli ammiratori dedicarono a Garibaldi: “Dalle caserme e dai campi di battaglia sarà fatta la tua volontà. Dacci le nostre munizioni quotidiane. Non indurci nella tentazione di contare il numero dei nemici. Ma liberaci dagli Austriaci e dai preti”. Sempre per magnificare l’Eroe e farlo conoscere ai bambini fu confezionato addirittura un Catechismo, da cui traggo il seguente passo: “D.: Come si fece egli uomo? R.: Prese un corpo e un’anima proprio come noialtri, nel ventre benedetto d’una donna del popolo. D.: Perché si fece uomo? R.: Per salvare l’Italia”.

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