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	<title>Rino Cammilleri - Antidoti contro i veleni della cultura contemporanea &#187; Antidoti</title>
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		<title>CATTOCOMUNISMO</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 15:58:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Cito, da Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi: «Cattocomunismo dossettiano, la dottrina secondo cui il radioso destino dell’umanità consisterebbe nell’incontro di un cattolicesimo un po’ meno cattolico con un comunismo un po’ meno comunista. Teoria che, quando si trasforma in prassi, produce sempre l’incontro tra un cattolicesimo molto meno cattolico e un comunismo perfettamente comunista».
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Cito, da Mario Palmaro e Alessandro Gnocchi: «Cattocomunismo dossettiano, la dottrina secondo cui il radioso destino dell’umanità consisterebbe nell’incontro di un cattolicesimo un po’ meno cattolico con un comunismo un po’ meno comunista. Teoria che, quando si trasforma in prassi, produce sempre l’incontro tra un cattolicesimo molto meno cattolico e un comunismo perfettamente comunista».</p>
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		<title>RWANDA</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 17:24:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul numero del gennaio 2010 di «Studi cattolici», Alessandro Rivali ha intervistato il prete africano don Epimaque Mazuka, scampato al genocidio del 1994 (in circa cento giorni, dall’aprile al luglio, più di un milione di persone, in prevalenza Tutsi, vennero massacrate). Alcuni brani: «All’arrivo nel nostro paese i belgi cercarono l’appoggio della famiglia reale, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul numero del gennaio 2010 di «Studi cattolici», Alessandro Rivali ha intervistato il prete africano don Epimaque Mazuka, scampato al genocidio del 1994 (in circa cento giorni, dall’aprile al luglio, più di un milione di persone, in prevalenza Tutsi, vennero massacrate). Alcuni brani: «All’arrivo nel nostro paese i belgi cercarono l’appoggio della famiglia reale, che era composta da Tutsi. Quando negli anni Cinquanta il Rwanda cercò di ottenere l’indipendenza, i belgi, che stavano perdendo anche il Congo, cercarono di opporsi spostando il loro appoggio politico verso l’etnia Hutu». E, nel 1959, i Tutsi, perseguitati, dovettero fuggire nei paesi confinanti. Negli anni Ottanta cercarono di rientrare ma nel 1990 la cosa finì in guerriglia. L’Onu mediava tra le parti, tuttavia «il governo iniziò a preparare dei miliziani perché era intimorito dal ritorno dei Tutsi e dalla prospettiva di condividere con loro il potere. Il presidente di allora, Juvénal Habyarimana, firmò gli accordi di pace ma fu ucciso insieme al presidente del Burundi, Cyprien Ntaryamira, da un missile terra-aria che abbatté il suo aereo». Ancora: «Queste morti rimasero un mistero. Non sono mai stati rivelati i contenuti della scatola nera dell’aereo, che venne recuperata da militari francesi». Già: la Francia. Era la Francia di Mitterrand, che «al tempo del genocidio era in ottimi rapporti con il governo responsabile dei massacri. Lo stesso figlio di Mitterrand aveva in Rwanda una piantagione di marijuana… questo non si è mai saputo. La Francia fornì molte armi sia all’esercito regolare sia ai miliziani Hutu, anzi formò militarmente alcuni miliziani». D’altronde, «operavano insieme esercito, i miliziani e la polizia per fare una completa pulizia etnica». </p>
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		<title>FRANCIA</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Mar 2010 19:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L’Inspection général des affaires sociales (Igas, organismo dipendente dal Ministero della Salute francese) nel suo rapporto annuale (2 febbraio 2010) recita: «Il contesto francese rimane paradossale: la diffusione della contraccezione di massa non ha fatto diminuire il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza». Da oltre vent’anni gli aborti in Francia non diminuiscono, rimanendo sui 200mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Inspection général des affaires sociales (Igas, organismo dipendente dal Ministero della Salute francese) nel suo rapporto annuale (2 febbraio 2010) recita: «Il contesto francese rimane paradossale: la diffusione della contraccezione di massa non ha fatto diminuire il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza». Da oltre vent’anni gli aborti in Francia non diminuiscono, rimanendo sui 200mila l’anno. Scrive Nicoletta Tiliacos (“Il Foglio” del 6 febbraio): «Nonostante l’educazione sessuale sempre più precoce, nonostante un accesso alla contraccezione che più facile non si può, compresa la variante “d’emergenza” –la pillola del giorno dopo è fornita alle ragazzine gratis e senza ricetta nelle farmacie e da poco si è aggiunta quella dei “cinque giorni dopo” (ElleOne, invenzione francese, ndr)– nonostante uno dei tassi di diffusione della contraccezione medica (pillola e spirale) più alti del mondo, nonostante le martellanti campagne sul sesso sicuro (…)  il 72% delle igv sono effettuate su donne sotto contraccezione». Ma, nonostante la «scoperta dell’acqua calda», i «rimedi proposti, come al solito, vanno nella direzione del rafforzamento ulteriore di politiche che finora si sono rivelate fallimentari. Così, alle ragazzine e ai ragazzini alle prese con i dilemmi amorosi e con quel mistero necessario che è il sesso, si indicano il distributore di preservativi e si consegna sui banchi di scuola la brochure sulla contraccezione d’emergenza». Un intero capitolo del rapporto è dedicato all’inesistente incidenza della pillola del giorno dopo -così diffusa e facile da ottenere- sulla diminuzione degli aborti.  «Al contrario: nel confronto tra il 2002 e il 2006, il tasso di abortività tra le quindici-diciassettenni è passato da 8,9 a 11,5 per mille». La Ru486 (nata anch’essa in Francia) è in crescita costante, anche perchè «l’aborto chirurgico è poco attraente a livello finanziario per il personale sanitario». Eggià: «nata ufficialmente per offrire una maggiore “scelta” alle donne, la Ru486 si è rapidamente trasformata in opzione obbligata, perché è quella preferita dai medici». </p>
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		<title>IRAK</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 17:10:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una bella notizia del 4 marzo 2010. Gian Micalessin del «Giornale» comunica che i cristiani irakeni sono ricorsi al fai-da-te. Visto che nessuno li aiuta, hanno costituito milizie armate che difendono le chiese e le persone. Tutti volontari e motivati, giacché difendono se stessi e le loro famiglie. Come accadde a suo tempo in Libano. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una bella notizia del 4 marzo 2010. Gian Micalessin del «Giornale» comunica che i cristiani irakeni sono ricorsi al fai-da-te. Visto che nessuno li aiuta, hanno costituito milizie armate che difendono le chiese e le persone. Tutti volontari e motivati, giacché difendono se stessi e le loro famiglie. Come accadde a suo tempo in Libano. I quadri provengono dal disciolto esercito irakeno, col permesso degli americani. Nella stessa pagina, la notizia di un kamikaze islamico che ha fatto 31 morti in un ospedale. Proprio così: un ospedale. Contro questi fanatici sanguinari, ancora una volta i cristiani sono costretti a trasformarsi in crociati. </p>
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		<title>SEPPUKU</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 18:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il suicidio rituale in giapponese si chiama “seppuku”. L’abusato “hara-kiri” (taglia-ventre) è volgare per i giapponesi. Ebbene, comunica il settimanale cattolico «Kattoriku Shinbun» che ogni anno in Giappone si suicidano più di trentamila persone, quasi uno ogni quarto d’ora. E le cifre aumentano costantemente. Soprattutto, stanno aumentando i suicidi di bambini scolari. Nella capitale Tokyo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il suicidio rituale in giapponese si chiama “seppuku”. L’abusato “hara-kiri” (taglia-ventre) è volgare per i giapponesi. Ebbene, comunica il settimanale cattolico «Kattoriku Shinbun» che ogni anno in Giappone si suicidano più di trentamila persone, quasi uno ogni quarto d’ora. E le cifre aumentano costantemente. Soprattutto, stanno aumentando i suicidi di bambini scolari. Nella capitale Tokyo è normale buttarsi sotto il treno superveloce, tanto che i passeggeri ormai si sono abituati alle fermate improvvise e prolungate da suicida sui binari, specialmente nelle ore di punta: circa trecento all’anno. La categoria meno incline al suicidio è quella dei cristiani. </p>
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		<title>INGHILTERRA</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 16:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci ricorda Antonio Socci che in Inghilterra è ancora proibito a un cattolico diventare primo ministro. Tony Blair ha dovuto aspettare di uscire di carica per farsi battezzare cattolico. Dice Socci: «Pensate se vigesse un’analoga proibizione –che so- per gli atei o gli ebrei o gli islamici…». Se è per questo –dico io- Simon Wiesenthal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci ricorda Antonio Socci che in Inghilterra è ancora proibito a un cattolico diventare primo ministro. Tony Blair ha dovuto aspettare di uscire di carica per farsi battezzare cattolico. Dice Socci: «Pensate se vigesse un’analoga proibizione –che so- per gli atei o gli ebrei o gli islamici…». Se è per questo –dico io- Simon Wiesenthal passò la vita a dare la caccia ai nazisti, elogiato da tutti per questo. Pensate se alla vendetta avesse dedicato la vita un cristiano… Frère Roger, fondatore di Taizé, è stato accoltellato a morte da una squilibrata durante una pubblica funzione. Che è continuata composta e addolorata. Pensate se la cosa si fosse svolta in una moschea con un famoso imam… Ah, per quelli che amano la numerologia: i primi 33 papi sono tutti martiri. </p>
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		<title>NIEVO</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 15:28:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per quelli che hanno letto il mio «Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito Nievo» (San Paolo): è uscito un libro che parla della vera storia della morte dello scrittore, che nel mio romanzo funge da spunto di indagine per l’Investigatore creato da Arthur Conan Doyle (che era cattolico, anche se spiritista). Il libro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per quelli che hanno letto il mio «Sherlock Holmes e il misterioso caso di Ippolito Nievo» (San Paolo): è uscito un libro che parla della vera storia della morte dello scrittore, che nel mio romanzo funge da spunto di indagine per l’Investigatore creato da Arthur Conan Doyle (che era cattolico, anche se spiritista). Il libro in questione è «La tragica morte di Ippolito Nievo. Il naufragio doloso del piroscafo Ercole» (Solfanelli), di Cesaremaria Glori. Un libro che, ahimè, non c’era quando ho scritto il mio romanzo, così che mi è toccato ricostruire la vicenda faticosamente. </p>
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		<title>DE NICOLA</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 16:57:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La «Stanza di Mario Cervi», rubrica di risposte ai lettori che il medesimo tiene su «Il Giornale», il 6 gennaio 2010 era dedicata a Enrico De Nicola, che fu il primo presidente della Repubblica italiana. Napoletano come l’attuale, Cervi lo definisce «l’indecisionista tutto d’un pezzo». E poi: «Non gli piaceva che lo colmassero di onori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La «Stanza di Mario Cervi», rubrica di risposte ai lettori che il medesimo tiene su «Il Giornale», il 6 gennaio 2010 era dedicata a Enrico De Nicola, che fu il primo presidente della Repubblica italiana. Napoletano come l’attuale, Cervi lo definisce «l’indecisionista tutto d’un pezzo». E poi: «Non gli piaceva che lo colmassero di onori, ma si offendeva se glieli negavano». La sua austerity era tale che sempre «alloggiò –anche divenuto presidente a tutti gli effetti- a palazzo Giustiniani, noto come sede d’una loggia massonica, e non al Quirinale». Perfido Cervi…</p>
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		<title>FANTASCIENZA</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2010 15:13:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se siete patiti di fantascienza e volete un libro che ne parla dal punto di vista cattolico, procuratevi «Fantascienza umanistica» di Antonio Scacco (Boopen Editore, www.boopen.it). Come sapete (e se non lo sapete ve lo dico io) nel passato ci sono stati anche autori cattolici di science fiction. 
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete patiti di fantascienza e volete un libro che ne parla dal punto di vista cattolico, procuratevi «Fantascienza umanistica» di Antonio Scacco (Boopen Editore, www.boopen.it). Come sapete (e se non lo sapete ve lo dico io) nel passato ci sono stati anche autori cattolici di science fiction. </p>
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		<title>CIECA</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:56:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Rino.Cammilleri</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Erminia Pane, non credente, aveva una paresi braccio-gamba ed era priva di una retina. Nel 1982 andò a Lourdes (non si sa mai…) e tornò guarita. Prese anche la patente di guida. Onestamente, comunicò l’avvenuta guarigione all’Inps in quanto non più invalida. Ma l’istanza fu respinta. Anche dall’Unione italiana ciechi. Già: la retina le mancava [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Erminia Pane, non credente, aveva una paresi braccio-gamba ed era priva di una retina. Nel 1982 andò a Lourdes (non si sa mai…) e tornò guarita. Prese anche la patente di guida. Onestamente, comunicò l’avvenuta guarigione all’Inps in quanto non più invalida. Ma l’istanza fu respinta. Anche dall’Unione italiana ciechi. Già: la retina le mancava ancora, perciò per la scienza restava cieca. Eh, non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere… Più furbi furono i nazisti che tolsero alla mistica Teresa Neumann la tessera annonaria, visto che si cibava di sole ostie. Non ci credo, ma non si sa mai…</p>
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