Antidoti

RICICLO

Copio da «Il Giornale» del 23 marzo 2019: «Il Ministero della Salute ha deciso di avviare un’indagine per capire di che portata è il fenomeno e quali sono i reali rischi per i consumatori. Ha dunque commissionato una ricerca sulle presenza di bisfenolo e altri contaminanti nei cartoni riciclati utilizzati per il trasporto di cibo». Si stava meglio quando si stava peggio?

LOBBIA

La sera del 14 giugno 1869 a Firenze, temporanea capitale italiana, il deputato Cristiano Lobbia, ex garibaldino, venne aggredito da un sicario armato di pugnale. L’uomo politico, che aveva messo in moto lo scandalo della privatizzazione dei tabacchi, riuscì a mettere in fuga il suo aggressore. Il fatto passò alla storia, sì, ma della moda, perché un colpo del sicario aveva deformato il suo cappello, dandogli quella forma che finì col prendere il nome del deputato: Lobbia (cfr. G. Fasanella e A. Grippo, «Italia oscura», Sperling&Cupfer).

CASANOVA

«Era positivo da una decina di anni, lo sapeva ma continuava ad avere rapporti sessuali non protetti. Potrebbero essere 228 le donne contagiate dall’autotrasportatore di Montecarotto (Ancona), Claudio Pinti, che ieri è stato condannato a 16 anni e 8 mesi di carcere per omicidio volontario aggravato dell’ex moglie e lesioni personali gravissime nei confronti dell’ex fidanzata, alle quali ha consapevolmente trasmesso il virus dell’Hiv» (Il Giornale, 15.3.19). Duecentoventotto! Il fascino dell’autotrasportatore.

MIRIANO

«Leggo di ghanesi che hanno venduto il taxi o le proprie piccole mandrie per venire in Europa e ritrovarsi su una strada a elemosinare o a guadagnare 3 euro all’ora se gli va bene, trattati come bestie, e che non riescono neanche a mettere ovviamente da parte un capitale come era nei loro progetti. E anche se desiderano tornare non lo faranno mai per la vergogna perché non saprebbero cosa dire al villaggio, non saprebbero come giustificare quei soldi spesi per arrivare in Europa, anzi alimentano altre partenze facendosi selfie su facebook fingendo che tutto vada bene per non dire la verità, per vergogna. Risultato: altri giovani (…) cercano di venire qui perché pensano che sia facile arricchirsi.» (Costanza Miriano, 18 luglio 2018).

ASSISI

Dal seminario “Le parole non sono pietre” sulla Carta di Assisi, manifesto del giornalismo delle buone pratiche promosso da Articolo 21 e Sacro Convento di Assisi insieme a Federazione nazionale della stampa, Usigrai, Ordine dei giornalisti e Tavola della Pace: «Durante l’incontro di Assisi è stato conferito il premio di Articolo 21 alla cooperativa Auxilium da padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, per “il coraggio e l’umanità di chi ha saputo aprire le braccia anziché mostrare i pugni ai migranti della Nave Diciotti” si legge nella motivazione del riconoscimento consegnato. “Lo spartiacque per noi che lavoriamo nel settore dell’accoglienza è stato il viaggio di Papa Francesco a Lampedusa” ha dichiarato Angelo Chiorazzo il fondatore della cooperativa Auxilium» (Articolo 21, 6.10.18).

ALGERIA

«Nel 1962, alla fine della guerra (d’Algeria), il governo di Parigi abbandonò alle vendette dei vincitori i suoi soldati musulmani (c.d. harkis). Fu una mattanza (…). Solo pochi trovarono scampo nella patria di adozione». Gli altri, «tra i 30mila e 150mila», furono trucidati «nei modi più atroci: costretti a scavarsi la fossa e a ingoiare le decorazioni prima dell’esecuzione, bruciati vivi, dati in pasto ai cani, evirati, legati ai camion e squartati. Intere famiglie, anche con i figli piccoli, vennero eliminate» (Marco Valle, «Il Giornale» 12.10.18).