il blog di Rino Cammilleri

Archive for the 'Antidoti' Categoria

BLITZ

Il 6 novembre 2004 a Roma, i c.d. «disobbedienti» fecero spesa proletaria in un supermercato e in una libreria. In 39 furono denunciati per rapina aggravata e lesioni. Tra essi, il consigliere comunale Nunzio D’Erme e il famoso Luca Casarini. Dopo otto anni, tutti assolti. I giudici hanno aderito alla loro linea di difesa, in quanto si trattava solo di un’«operazione mediatica». Fonte: «Il Giornale» del 29 marzo 2012 (trafiletto).

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CREPALDI

Ho letto su Zenit del 5 marzo 2012 una critica di monsignor Giampaolo Crepaldi, arcivescovo di Trieste, al libro «Manca il respiro. Un prete e un laico riflettono sulla Chiesa italiana» di S. Xeres e G. Campanini. La critica è rivolta a un certo modo di intendere il Concilio Vaticano II (tipo “ermeneutica della rottura”) nella parte del libro a firma di don Saverio Xeres, che è professore straordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà teologica dell’Italia Settentrionale e nel Seminario vescovile di Como e inoltre insegna Introduzione alla teologia all’Università Cattolica di Milano. C’è un passo, nella critica di Crepaldi, che mi pare magistrale: «Distinguiamo la modernità da quanto c’è nella modernità. La modernità è indubbiamente anticristiana, nella modernità invece ci sono molte cose buone. La modernità vuol dire che l’uomo non va mai oltre se stesso come diceva Hume, che dell’anima e di Dio non ci può essere conoscenza come affermava Kant, che il nostro agire morale non può avere motivazioni come diceva sempre Kant, che il mondo è un meccanismo che procede per sue leggi indipendentemente da Dio come diceva Cartesio, che l’uomo non può sapere cosa egli sia ma solo come funzioni come diceva il positivismo, che è vero solo quello che posso toccare come affermava sempre il positivismo, che la libertà precede la verità come sosteneva Fichte e così via… La modernità è la superbia della disperazione. Nella modernità, invece, possiamo trovare varie cose positive, che hanno origine o dal lascito cristiano o dal buon senso comune o da quanto resta della legge morale naturale».

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OLANDA

Olanda: terra di libertà. Leggo il 4 marzo 2012 che, appena introdotta l’eutanasia a domicilio, in soli due giorni hanno avuto sessanta richieste. C’era gente, insomma, che non vedeva l’ora di togliersi dal mondo ma non aveva il coraggio di spararsi, di avvelenarsi, di impiccarsi, di gettarsi dal terrazzo, di farsi esplodere con la bombola del gas, di chiudersi in auto con lo scappamento aperto, di mettersi un sacchetto di plastica in testa per un dernier jeu. Certo, non deve essere una vita felice, quella degli olandesi, vista la fila che c’è per farla finita. Resta il fatto che lo scherzo è diabolico: fin dall’asilo ti dicono che non c’è alcun Aldilà e che siamo scimmie. Tu, così capillarmente disinformato, ci credi e poi ti ritrovi davvero nell’Aldilà, quello «papista». La via alla Netherland Islamic Republic, comunque, è demografica.

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